Referendum. Urne aperte fino alle ore 23. Alle ore 19 l’affluenza è stata del 57,24%. In Emilia e in Veneto affluenza più alta, 65,91%, in Calabria la più bassa, 44,34%. Italia divisa in due e record storico di affluenza per i referendum costituzionali

Referendum. Urne aperte fino alle ore 23. Alle ore 19 l’affluenza è stata del 57,24%. In Emilia e in Veneto affluenza più alta, 65,91%, in Calabria la più bassa, 44,34%. Italia divisa in due e record storico di affluenza per i referendum costituzionali

Alle ore 19, l’affluenza media alle urne è stata del 57,22%. Si conferma un’Italia letteralmente spaccata in due: la differenza tra Veneto ed Emilia, dove l’affluenza ha raggiunto il 65,91%, in testa alla classifica delle regioni, e la Calabria, fanalino di coda, con il 44,34%, supera i 21 punti percentuali. Mentre tutte le regioni del Nord e del Centro superano abbondantemente il 50%, alle ore 19, tutte le regioni del Sud registrano invece un’affluenza che varia dal 46% della Campania, al 48% della Puglia, dal 47,92% della Basilicata al 44,34% della Calabria, fino al 45,06% della Sicilia. Fin da ora, comunque, possiamo parlare di record storico: ampiamente superati i due referendum costituzionali del 2001 e del 2006, quando l’affluenza totale, al termine delle operazioni di voto, fu del 34,05% per quello del 2001, e del 52,46% per quello del 2006.

Alle ore 12 superava di poco il 20% l’affluenza alle urne secondo i dati totali del Viminale. Denunce in moltissimi seggi per la qualità delle matite consegnate dai presidenti agli elettori, del tutto irregolari. Si è chiesto l’intervento dei prefetti, che in parte sono intervenuti, per consegnare le adeguate matite copiative, e dunque incaccellabili. Mobilitato anche il ministero degli Interni, su sollecitazione dello stesso ministro Alfano, al quale è stato chiesto di rassicurare gli elettori sulla regolarità del voto con una circolare ad hoc.

Dalle ore 7.00 sono cominciate le operazioni di voto per il referendum sulla riforma costituzionale. Fino alle 23 le urne resteranno aperte. Il quesito al quale siamo chiamati a rispondere ‘Si” o ‘NO’ reca ‘Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione’. Ed ecco i numeri diffusi dal Viminale: il corpo elettorale, ripartito nei 7.998 Comuni e nelle 61.551 sezioni elettorali del territorio nazionale, è pari a 46.714.950 elettori, di cui 22.465.280 maschi e 24.249.670 femmine. A questi vanno aggiunti i 3.995.042 elettori aventi diritto al voto per corrispondenza all’estero, di cui 2.077.455 maschi e 1.917.587 femmine. Tali dati – precisa il ministero – si riferiscono al 15° giorno antecedente alle consultazioni.

Si ricorda che gli elettori del territorio nazionale, per poter esercitare il diritto di voto presso l’ufficio elettorale di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire, oltre ad un documento di identità, la tessera elettorale personale a carattere permanente. Qualora non si rinvenga la propria tessera elettorale o si rilevi che gli spazi per l’apposizione del timbro sono esauriti, si potrà chiedere una nuova tessera agli uffici comunali che, a tal fine, assicureranno l’apertura al pubblico per tutta la durata delle operazioni di voto (dalle ore 7.00 alle ore 23.00). Lo scrutinio dei voti inizierà subito dopo la chiusura delle votazioni ed appena ultimate le operazioni preliminari allo scrutinio stesso. Contemporaneamente, si svolgerà anche lo scrutinio delle schede votate per posta all’estero. I risultati degli scrutini saranno pubblicati sul sito internet del Ministero dell’Interno www.interno.gov.it.

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