Referendum. Hanno votato in 32 milioni. Straordinaria vittoria del NO. La sconfitta di Renzi che annuncia le dimissioni

Referendum. Hanno votato in 32 milioni. Straordinaria vittoria del NO. La sconfitta di Renzi che annuncia le dimissioni

I dati del Viminale, alla chiusura dei seggi, confermano la straordinaria partecipazione popolare a questo decisivo referendum per il futuro della Costituzione e della democrazia italiana. Hanno votato 31.997.916 elettori, pari al 68,48%, cifra record per i referendum costituzionali, e molto vicina a quella delle elezioni politiche. Il NO ha stravinto, conquistando 19.025.254 voti, pari al 59,95%, mentre il SI si è attestato a 12.709.536 voti, pari al 40,05%. Significativo anche il numero molto scarso di schede bianche e nulle che assieme raggiungono lo 0,81%. Per quanto riguarda il dato differenziato per regioni, il Si vince in Emilia Romagna (50,39%), in Toscana (52,51%) e in Trentino (53,87). Il No vince nel resto dell’Italia, con percentuali record nelle regioni meridionali: Sicilia al 71,58% di No, Sardegna al 72,22%, Calabria 67,02%, Puglia 67,16%, Campania 68,52% (con Napoli al 70,38). Nel Centro, nel Lazio il No vince col 63,32% (con Roma al 61,95%), in Umbria col 51,17%, nelle Marche col 55,05%, e in Abruzzo col 64,39%. Nelle regioni del Nord si va dal 61,94% del Veneto al 60,97% del Friuli, si passa al 55,49 della Lombardia fino al 56,47 (con Milano al 52,62%) del Piemonte. Non solo, l’altra buona notizia è relativa alla reazione dei mercati, dove non vi è stata la tanto propagandata apocalisse qualora avesse vinto il No: alle 10,02 lo Spread era pari a 165,2 punti base, in riduzione rispetto al picco di 172,6 toccato alle 9.20 e su valori prossimi ai 162,6 punti registrati in apertura alle ore 8.00.

Le reazioni a sinistra

“Se si confermano i dati degli exit poll, anche nella forbice più bassa, insomma se questo diventasse il dato definitivo è il segno del fatto che in questo Paese è successo qualcosa di profondo”, afferma Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana allo speciale del Tg3.  Per Arturo Scotto “Matteo Renzi è stato bocciato dagli elettori per l’impianto del referendum e per le sue scelte di politiche di governo. C’è una gigantesca sociale aperta, è chiaro che avendo giocato a poker con la Costituzione lascia un campo di macerie e dovrà trarne le conseguenze”. Stefano Fassina dice: “Abbiamo un capo dello Stato saggio che saprà guidare questa fase. Il messaggio che arriva dal popolo italiano èun messaggio di saggezza: le regole del gioco si cambiano insieme”. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, afferma: “Da Napoli già liberata: la Costituzione è salva. Grande vittoria della democrazia. Renzi, lo stalker autoritario, è stato respinto. Ora, senza sosta, lotta popolare per liberare Italia e per sovranità al popolo”. De Magistris prosegue: “Lavoreremo e agiremo, con i movimenti popolari, per attuare fino in fondo la più bella Costituzione nata dalla resistenza al nazi-fascismo. Nessun politicante di turno, vecchio e nuovo, si permetta di mettere il cappello sulla vittoria. Il vincitore è solo uno: il Popolo ! W il popolo! W la libertà!W la rivoluzione”. “I cittadini italiani hanno mostrato di essere determinati seri e rigorosi nella difesa dei valori della nostra costituzione. Quanti hanno tentato di dividere il paese sulla Costituzione che è invece il luogo dove tutti debbono trovare l’unità hanno avuto una risposta che non consente esitazioni: chi ha errato dovrà trarne le logiche conseguenze”, ha dichiarato Guido Calvi, presidente del comitato nazionale ‘Scelgo No’. “Oggi si è scritta una bellissima pagina di partecipazione democratica. L’Italia ha dimostrato ancora una volta di essere un grande Paese. Nel campo del no c’è stato un pezzo irrinunciabile del centrosinistra. Noi lo abbiamo rappresentato dentro il Pd”, ha detto invece Roberto Speranza della sinistra interna del Pd. Per Massimo cervellini, senatore di Sinistra Italiana, ‘il risultato di questo referendum dimostra che, quando vengono minacciati la nostra Costituzione democratica e antifascista e i valori fondanti dello Stato, l’Italia risponde NO. E in questo coro unanime forte e chiara è stata la voce del popolo di Sinistra. Da domani, da questo risultato, possiamo ripartire tutti insieme e lavorare seriamente per il cambiamento. Non di facciata: un cambiamento concreto, democratico e condiviso. Questa non è soltanto una pagina rivoluzionaria della nostra democrazia. Questo è un vero, nuovo inizio di speranza’.

La dichiarazione di Matteo Renzi alla stampa. La resa definitiva

Poco dopo la mezzanotte di uno storico 4 dicembre 2016, Matteo Renzi ha voluto presentarsi ai giornalisti, a Palazzo Chigi, ai quali ha detto: “Io ho perso. Nella politica italiana non perde mai nessuno, io sono diverso, ho perso e lo dico a voce alta anche se con il nodo in gola. Non sono riuscito a portarvi alla vittoria. Ma ho fatto veramente tutto quello che si poteva fare in questa fase. Non credo che la politica sia il numero inaccettabile di politici che abbiamo, ma credo nella democrazia. E se uno perde non se ne va fischiettando, facendo finta nulla e sperando che passi la nottata. Non siamo stati convincenti, ma andiamo via senza rimorsi”. E dopo aver nuovamente sostenuto la sua azione di governo nei mille giorni da premier, dopo aver ringraziato coloro che hanno sostenuto la sua inquietante battaglia per cambiare 47 articoli della Costituzione, dopo aver accennato, abbastanza pietosamente, alla famiglia, ha annunciato che domani pomeriggio salirà al Quirinale per consegnare nelle mani del Presidente Mattarella le sue dimissioni.

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