Terrorismo, nuova ordinanza e innalzamento delle misure di sicurezza. Pronti anche le donne e gli uomini di Nocs e Gis

Terrorismo, nuova ordinanza e innalzamento delle misure di sicurezza. Pronti anche le donne e gli uomini di Nocs e Gis

Resta alta l’allerta per la sicurezza dopo l’attentato avvenuto il 19 dicembre a Berlino quando un tir è stato lanciato a tutta velocità su un mercatino di Natale. Dopo il piano “Natale sicuro” e l’innalzamento delle misure di sicurezza, una nuova ordinanza di servizio degli uffici di via di San Vitale “ribadisce la necessità di intensificare ulteriormente i dispositivi di prevenzione generale e l’importanza di prestare massima attenzione al fine di evitare l’eventualità di azioni ritorsive nei confronti di appartenenti alle forze dell’ordine”. Grande attenzione nella Capitale dove l’atto, emesso nella giornata di lunedì, è stato inoltrato ai diversi commissariati e distaccamenti, nonché al Viminale, alla Prefettura, agli ispettorati di polizia presso Vaticano, Senato, Camera, Palazzo Chigi, polizia stradale e ferroviaria, a carabinieri, guardia di finanza, polizia locale di Roma Capitale, Granatieri di Sardegna. Nel confermare il piano già in atto si inviata inoltre ad “adottare ogni misura necessaria per la tutela dell’incolumità personale”. Infine, “viene segnalato che su una pagina di un noto sociale network sarebbero apparse minacce di ritorsione nei confronti delle forze dell’ordine italiane per l’uccisione dell’autore della strage di Berlino”, Anis Amri. Sul punto è intervenuto, in una intervista rilasciata al Corriere delle Sera il Capo del Servizio del Servizio Controllo del territorio del dipartimento della Pubblica Sicurezza, Maurizio Vallone:

Vallone (Viminale): “Nessun concerto di Capodanno senza controlli ‘filtro’ negli afflussi”

“È la prima volta che un terrorista viene ucciso in Italia e sicuramente una divisa è diventata bersaglio privilegiato. Non dimentichiamo che anche in Francia sono stati uccisi due poliziotti. Noi siamo la vetrina dello Stato. Dobbiamo essere particolarmente attenti, prendere tutte le iniziative possibili di autotutela”. I due agenti di Milano, dice, “Sono stati perfetti, la loro è stata un’operazione da manuale”. Poi illustra a grandi linee ed senza naturalmente entrare nello specifico, il livello di mobilitazione degli apparati di Sicurezza dello Stato: “Dopo Berlino, il dispositivo è stato potenziato: Oltre agli agenti in servizio in ogni città, abbiamo 1.800 uomini a disposizione per potenziare i servizi quando questori o prefetti lo richiedono. L’aspetto principale in questo momento riguarda quanto accade prima delle manifestazioni ritenute a rischio: noi elenchiamo le prescrizioni da rispettare, se la risposta non è adeguata scatta il divieto.

In campo anche 400 poliziotti e carabinieri particolarmente addestrati e dotati di armi sofisticate ed auto blindate

Ad esempio, spiega, “un concerto di fine anno non si potrà svolgere se non ci saranno ‘filtraggi’ delle persone all’entrata e all’uscita, come avviene negli stadi. Inoltre dovranno essere montate le barriere di cemento per impedire l’accesso dei mezzi. In ogni occasione saranno presenti le Unità operative antiterrorismo, addestrate dai Nocs (nella foto) che si muovono in macchine blindate e fucili ad alta precisione: Abbiamo a disposizione 400 poliziotti e circa altrettanti carabinieri”. Intanto sempre nella giornata di martedì sono state diffuse le ultime immagini (nella foto) del terrorista ucciso dai nostri poliziotti.

Diffuso dalla Questura di Milano il fotogramma del terrorista tunisino poche ore prima del conflitto a fuoco con la polizia

E’ stata la Questura di Milano a rendere pubblico un fotogramma estratto dalle telecamere della Stazione Centrale che riprende Anis Amri il 23 dicembre scorso, poche ore prima che il terrorista tunisino, ritenuto responsabile della strage di Berlino, fosse ucciso in uno scontro a fuoco con la Polizia a Sesto San Giovanni. L’immagine – che mostra Amri mentre si dirige verso l’esterno della Stazione – è delle 00.58 del 23 dicembre e rappresenta un altro tassello nelle indagini degli investigatori che stanno ricostruendo gli spostamenti dell’uomo. Anis Amri, il tunisino responsabile dell’attentato di Berlino, era passato per la stazione di Lione Part-Dieu dove aveva acquistato un biglietto per Milano con corrispondenza a Chambery. Lo dimostrano le immagini delle telecamere di video sorveglianza della stazione. Dopo essere passato da Lione e Chambery, prima di arrivare a Torino, Amri si era fermato alla stazione di Bardonecchia, nel Torinese quindi aveva raggiunto Sesto dalla Stazione Centrale di Milano a bordo di un autobus.

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