Mafia Capitale, chiesti altri 24 rinvii a giudizio per un nuovo stralcio d’indagine

Mafia Capitale, chiesti altri 24 rinvii a giudizio per un nuovo stralcio d’indagine
Dopo aver chiuso la terza tranche di indagine su Mafia Capitale, la procura di Roma ha chiesto altri 24 rinvii a giudizio. Fra gli indagati, Salvatore Buzzi, ras delle cooperative già sotto processo nell’ambito del filone principale dell’inchiesta, l’ex capogruppo Pd in Campidoglio Francesco D’Ausilio e l’ex direttore generale di Ama Giovanni Fiscon. Dunque, per ordine, richieste di rinvio a giudizio per Salvatore Buzzi; l’ex Dg Ama, Giovanni Fiscon; l’ex capogruppo del Pd al consiglio comunale, Francesco D’Ausilio; gli imprenditori Fabrizio Amore e Flavio Ciambella; il dirigente preposto al verde di Eur Spa, Clelia Logorelli; il presidente della Cooperativa Capodarco, Maurizio Marotta; l’ex direttore del dipartimento Tutela ambientale di Roma Capitale, Fabio Tancredi; l’appuntato dei Carabinieri Giampaolo Cosimo De Pascali; l’ex sindaco di Sant’Oreste Sergio Menichelli. Le posizioni dei consiglieri regionali Eugenio Patané e Marco Vincenzi, sono state invece stralciate. I reati contestati dalla procura in questo terzo filone di indagine, a seconda delle posizioni, riguardano alcune presunte corruzioni, finanziamento illecito, turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio.
I pm Paolo Ielo, Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini hanno firmato anche le richieste di rinvio a giudizio di Salvatore Nucera, ex capo staff della segreteria di Francesco D’Ausilio; Franco Cancelli, dirigente della cooperativa Edera; Emilo Gammuto, ex lavoratore della cooperativa 29Giugno; Brigidina Paone; Stefano Venditti, presidente della Lega Cooperative Lazio; Gaetano Altamura, già dirigente del X dipartimento del Comune di Roma; Alfredo Romani, funzionario del dipartimento delle politiche sociali del Campidoglio; Marco Bruera; Gabriella Errico, presidente della cooperativa “Il sorriso”; Rossana Calistri; Giovanna Calistri; e due funzionari del comune di Sant’Oreste: Marco Placidi e Raniero Lucci.
In particolare, per quanto riguarda D’Ausilio e Nucera, l’accusa è quella di corruzione e finanziamento illecito per fatti che risalirebbero al 2014. L’ex capogruppo Pd al consiglio comunale e il suo capo staff, avrebbero posto “la loro funzione al servizio di soggetti legati al gruppo Buzzi”, ricevendo in cambio “la somma di almeno 12.240 euro”. Inoltre, stando al capo di imputazione, i due, in concorso con altri indagati, avrebbero ricevuto “la promessa di corresponsione di una porzione della somma di 130.000 euro (almeno 50mila) da parte di Buzzi, per compiere atti contrari ai doveri del proprio ufficio, consistenti nell’approvazione della liquidazione dei debiti fuori bilancio del comune di Roma” approvati dall’assemblea capitolina il 30 ottobre del 2014. Un’altra contestazione rivolta a D’Ausilio e Nucera, ancora in concorso con Buzzi e altri, riguarda la “facilitazione” di alcune procedure negoziate riservate alle cooperative sociali. Interventi per i quali i due avrebbero ricevuto “la promessa della corrisponsione del 5% del valore economico” della metà dei lotti assegnati con le procedure negoziate indette dal dipartimento Tutela Ambiente.
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