Il ministro Poletti nella bufera. Sinistra Italiana, M5S e Lega presentano al Senato la mozione di sfiducia. Il ministro smentito dalla Cgil e contestato perfino dai Giovani dem

Il ministro Poletti nella bufera. Sinistra Italiana, M5S e Lega presentano al Senato la mozione di sfiducia. Il ministro smentito dalla Cgil e contestato perfino dai Giovani dem

E’ stata depositata mercoledì mattina al Senato una mozione di sfiducia nel confronti del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti, firmata dai senatori di Sinistra italiana, del Movimento 5 Stelle, della Lega nord e di alcuni senatori del Gruppo Misto. Il ministro – è scritto nella mozione di sfiducia – “ha nelle ultime settimane dato riprova di un comportamento totalmente inadeguato al suo ruolo, esprimendosi in più di un’occasione con un linguaggio discutibile e opinioni del tutto inaccettabili”. In particolare la mozione di sfiducia ricorda la dichiarazione “inaccettabile e che compromette la libertà di voto dei cittadini” di Poletti sulla possibilità di evitare il referendum sul Jobs Act grazie allo scioglimento delle Camere e alla convocazione delle elezioni politiche, e le “affermazioni gravissime” dello stesso ministro sui giovani italiani costretti a cercare lavoro all’estero.

La Cgil Emilia Romagna lo smentisce anche sui voucher

“I voucher non vanno criminalizzati, hanno fatto emergere il lavoro nero. Parole del ministro del lavoro. Ma così non è. Anzi l’opposto. I dati ministeriali nazionali, emiliano-romagnoli e modenesi confermano, purtroppo, il contrario”, segnala la Cgil, criticando da Modena i ‘buoni’ del lavoro a cura del ministero di Giuliano Poletti. La Cgil, inoltre, ricorda che il ministro viene smentito dal suo stesso ministero. A proposito dei voucher è il coordinatore alla Legalità della Cgil Emilia-Romagna, Franco Zavatti, a richiamare, per il territorio regionale, “8.169 accessi ispettivi col 62,6% di irregolarità e le incredibili punte modenesi con l’85% nel settore trasporti, il 75% nei servizi, il 66,6% in agricoltura”. Senza dimenticare “i 1.359 fascicoli penali aperti in regione nei nove mesi scorsi, per le più gravi irregolarità fuorilegge, col terzo posto a Modena con 161 procedimenti”.

Perfino i Giovani democratici ne sollecitano le dimissioni

“Non bastano le scuse formali, il ministro Poletti si faccia da parte”, affermano in una lettera oltre 200 iscritti under 30 ai Giovani Democratici e al Pd, molti dei quali amministratori locali, dopo le frasi del ministro del Lavoro sui giovani “in fuga dall’Italia che è meglio non avere tra i piedi”. “A nulla – si legge nella missiva – sono servite scuse e rettifiche, perché quello che per lei potrà rappresentare un piccolo inciampo politico, per la nostra generazione rappresenta invece una dolorosa quotidianità” scrivono i giovani dem che definiscono Poletti “l’ennesima persona che ha trattato con leggerezza e superficialità la difficile situazione dell’occupazione giovanile in questo Paese”, producendo “per noi sale su una ferita aperta che brucia da impazzire”.

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