Il contratto degli statali con la crisi governo. Michele Gentile all’Adn: “mantenere fede all’accordo, qualunque sia il governo”

Il contratto degli statali con la crisi governo. Michele Gentile all’Adn: “mantenere fede all’accordo, qualunque sia il governo”

“Innanzitutto un accordo è stato fatto e questo è un punto di chiarezza per il governo attuale e per un possibile futuro governo”, dichiara all’Adnkronos Michele Gentile, coordinatore del dipartimento Settori pubblici della CGIL, all’indomani del voto sul referendum costituzionali e a pochi giorni dalla firma dell’accordo tra governo e sindacati per il rinnovo dei contratti del pubblici impiego. Adesso, le scenario che si profila, ha spiegato, “sono dei provvedimenti e degli atti che devono essere necessariamente assunti, che sono frutto di una legge approvata a luglio dello scorso anno. Due in particolare, il testo unico del pubblico impiego, con il superamento della legge Brunetta e il tema del precariato”. Inoltre, “c’è un terzo argomento immediato che è il decreto con cui entro tre mesi si dovrà suddividere il pacchetto del fondo della pubblica amministrazione, stanziato nella legge di bilancio in via di approvazione e gli atti di indirizzo, – ha sostenuto Gentile – che il governo e le Regioni e le autonomie locali dovranno emanare per dare avvio alla stagione contrattuale e ottemperare così alla sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la prosecuzione del blocco dei contratti”. Atti d’indirizzo dovranno contenere l’intesa appena firmata sia “per quanto riguarda il sistema di relazioni sindacali, il tema dei premi e la retribuzione di produttività e che dovranno aprire una strada alla revisione dell’atto unilaterale”. Non ultimi gli incrementi economici che riguardano il 2016, il 2017 e la parte relativa al 2018 che questa legge di bilancio prevede e che, per quanto è scritto nell’intesa, si dovranno stanziare risorse aggiuntive.

“Ci sarà un confronto preventivo sul testo unico del pubblico impiego – ha continuato Gentile – e noi faremo in modo che il rinnovo dei contratti e il testo unico possano avere una conclusione unica in considerazione dei tempi che ci vorranno dopo sette anni di blocco e dopo le gravi omissioni che la legge Brunetta da una parte e la legge sulla Buona scuola sono state portate avanti”. Secondo il responsabile della CGIL “gli incrementi economici ci dovranno essere a metà del prossimo anno. Gli atti di indirizzo, al netto di quello che accadrà da oggi in poi, dovranno arrivare in Aran a gennaio, a quel punto si avvierà un confronto sui vari tavoli (uno per ogni comparto)”. Con l’accordo comunque “si ritorna alla titolarità della contrattazione e questo significa mettere in discussione le varie esclusioni con la Brunetta e la Buona scuola: il dirigente era responsabile di tutto, poteva negare il confronto con le organizzazioni sindacali. Si ricostruisce un tessuto di contrattazione importante perché non dobbiamo dimenticare che le amministrazioni pubbliche non sono solo i ministeri – ha sottolineato – ma anche gli oltre 8 mila comuni, le 350 asl, enti ricerca, agenzia fiscali, un’amministrazione molto articolata sul territorio alle prese con un processo riforma, ancora non avviato previsto dalla legge Madia, che tende a sburocratizzare e a restringere il numero di queste amministrazioni con evidenti problemi la continuità occupazionale”.

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