Fassina e Berdini sul bilancio di Roma Capitale. L’economista: “Serve coinvolgere governo e Parlamento per ristrutturare il debito”. L’urbanista: “Lo Stato deve darci i soldi. Rischio chiusura per le metro”

Fassina e Berdini sul bilancio di Roma Capitale. L’economista: “Serve coinvolgere governo e Parlamento per ristrutturare il debito”. L’urbanista: “Lo Stato deve darci i soldi. Rischio chiusura per le metro”
L’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, ancora una volta spariglia e interviene, a poche ore alle contestazioni sul primo bilancio dei 5Stelle dell’organismo di revisione contabile del Campidoglio, nel merito di quanto potrà accadere nel prossimo futuro ai romani. Ma in questo venerdì che precede il Natale, oltre a Berdini, da registrare anche le prese di posizione di Fassina e del coordinamento di Sinistra per Roma. Partiamo proprio dall’intervista di Berdini a Otto e mezzo condotto la Lilli Gruber su La7. Berdini parte da uno dei problemi (tutto legato al bilancio messo in discussione dall’Oref ndr) che nei prossimi mesi potrebbero complicare la vita dei cittadini romani: il blocco delle metropolitane. La denuncia di Berdini è chiara: “Se non facciamo urgentemente la manutenzione straordinaria, entro prinavera le metro A e B rischiano la chiusura. È lo Stato che deve darci i soldi. Non si capisce perché a Milano dopo Expo dobbiamo dare 1 miliardo e mezzo, e Roma invece deve dare 500 milioni ogni anno allo Stato”. Poi ancora, rispondendo alla domanda diretta: “Se lo Stato non vi dà i soldi voi, chiudete la metro di Roma?”, puntuale la risposta dell’assessore che ha ribadito senza esitare: “Sì, c’è questa ipotesi”. Dunque si alza il livello di scontro tra l’Amministrazione di Roma Capitale e quella di Palazzo Chigi guidata da Paolo Gentiloni. Ma Berdini, a ruota libera, dopo aver aperto una parentesi drammatica sui trasporti, entra anche nel terreno che potrebbe veder coinvolta giudiziariamente la sindaca Raggi e conferma che se le arriverà un avviso di garanzia, è possibile che si vada incontro alla sospensione del primo cittadino.
“Vedremo che tipo di avviso sia, ma la voce che circolava era quella di una sospensione”. Poi rilancia sulla Raggi e la sua Giunta: “È una persona molto decisa, in un mare di difficoltà della città. È finita la crisi politica, c’è stato un rimpasto di governo, è arrivata una persona molto capace all’assessorato all’ambiente. Penso che sia finito il rodaggio, dal primo gennaio si riparte”. Dopo Berdini da registrare in queste ore l’articolo del leader di Sinistra Italiana, Stefano Fassina, che è anche il capogruppo di Sinistra per Roma in Campidoglio sul quotidiano il Manifesto. Si tratta di una articolata presa di posizione sul Bilancio bocciato dall’Oref. Fassina parla di una “giornata triste per Roma. Non abbiamo gioito per l’incidente dell’Amministrazione Virginia Raggi. Sin dall’avvio della consiliatura, SinistraXRoma, si è comportata da minoranza costruttiva, non da opposizione pregiudiziale. Siamo convinti, infatti, che il fallimento della giovane esperienza di governo votata da due terzi dei romani pochi mesi fa diventerebbe un problema politico sistemico, fonte di ulteriore sfiducia dei cittadini verso le istituzioni di rappresentanza e governo”. Poi Fassina affonda il bisturi: “Oltre che sulle nomine connesse ad una compromessa filiera politico-affaristica, i limiti politici e amministrativi dell’esperimento in corso in Campidoglio, sono esplosi sul bilancio di previsione per il triennio 2017-19. L’inciampo è figlio di inconsapevolezza. Quindi del tentativo di affrontare attraverso strumenti ordinari una fase straordinaria.
 
Severità inedita dell’Organismo di revisione contabile
 
L’Organismo di revisione contabile, con una severità inedita, ha messo in evidenza i nodi strutturali veri che soffocano le prospettive di Roma: la sistematica accumulazione di debiti fuori bilancio; le enormi passività finanziarie delle aziende partecipate da Roma Capitale, di Metro C e delle linee A e B per irrinunciabili (come detto da Berdini ndr) interventi di ammodernamento, dei Punti Verdi di Qualità, dei contenziosi e altro ancora”.
 
Attorno al collo di Roma i nodi stretti delle Amministrazioni di Alemanno e Veltroni
 
Poi l’analisi di Fassina si fa devastante sul recente passato: “Sono nodi stretti intorno al collo della città dalle Amministrazioni Alemanno e Veltroni. Si sommano, non sono compresi, nel debito storico definito dalla chiusura della lunga stagione glorificata nel modello Roma: circa13 miliardi, nonostante il bilancio dello Stato per 300 milioni all’anno e i 200 milioni annui di super addizionale comunale dell’Irpef fino al 2040”.
 
L’Oref ha assegnato alla Raggi una missione impossibile
 
Fassina, poi, nel suo articolo accende i riflettori anche sull’Oref: “Il punto politico – scrive l’ex viceministro dell’Economia – è che l’Oref ha assegnato al primo bilancio della Raggi una mission impossible: farsi carico di problemi insolubili nel quadro dato”. Fassina, poi, non fa sconti neppure all’amministrazione pentastellata: “Da parte sua l’Amministrazione Raggi ha la colpa politica grave dell’inconsapevolezza. Invece di limitarsi a insistere, nonostante le macroscopiche contraddizioni su onestà e trasparenza come caratteri distintivi e qualificanti, avrebbe dovuto riconoscere quanto SinistraXRoma ha messo al centro della campagna elettorale e ripetuto sin dal primo consiglio comunale. La sindaca Raggi e il suo assessore, prima dell’avvio della sessione di bilancio, sarebbero dovuti venire in Aula e mettere i dati di realtà di fronte alla città”. Fassina elenca poi i punti cardine di crisi che hanno mandato a carte quarantotto i conti della città. Al primo posto “l’insostenibilità del piano di rientro approvato, in altrettanta inconsapevolezza dalla Giunta Marino, in particolare senza una brutale svendita del patrimonio immobiliare capitolino e senza dannose privatizzazioni di servizi essenziali”. Al secondo posto, sempre secondo Fassina “le note passività elencate dal parere dell’Oref”. Al terzo posto il punto che “Roma è questione nazionale”. Al quarto punto “la necessità e l’urgenza di un atteggiamento attivo e solidale coinvolgimento del governo e del parlamento per la ristrutturazione del debito storico e delle passività accumulate”. Fassina infine conclude il suo articolo con un minimo di ottimismo: “E’ necessaria una ripartenza. Richiede condizioni politiche ed amministrative oggi difficili da intravedere. Ma si deve provare”. Dopo Fassina da registrare il documento approvato dal Coordinamento SinistraXRoma che ripercorre, passo, passo, quanto scandito nell’articolo di Fassina sul Manifesto e con qualche altro elemento.
 
Il coordinamento di Sinistra X Roma: “Inutile starnazzare delle destre e del Pd. Sbagliata la risposta che ha dato l’assessore Mazzillo”
 
“La decisione dell’Oref dimostra come non sia non sia possibile garantire a Roma i servizi essenziali rispettando le prescrizioni del piano di rientro, senza incidere sul debito pregresso ed in particolare sui pesantissimi interessi che la città paga alle banche e senza incrementare le entrate con una seria lotta alla evasione fiscale. Il ripristino del fondo passività, che era stato ridotto da 306 a 8 milioni, ai livelli pregressi, che sembra essere la richiesta principale dell’Oref, comporterebbe necessariamente un ulteriore taglio dei servizi che Roma non si può permettere. E’ quindi sbagliata la risposta che ha dato l’assessore al bilancio Mazzillo che raccoglie la sfida del rigore e si fa carico dei rilievi dell’Oref invece di aprire una vertenza politica con il governo sui vincoli di bilancio che sono stati imposti a Roma rimettendo in discussione il Piano di rientro. C’è stata una importantissima sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto come la garanzia dei servizi essenziali da parte dei comuni venga prima del pareggio di bilancio. Su questa base occorre ripensare un bilancio che garantisca i servizi anche forzando i vincoli e chiamando la città alla mobilitazione per riconquistare sovranità. Ripetiamo quanto abbiamo già detto: o si svolta o è meglio tornare a votare. Del tutto fuori luogo è invece lo starnazzare della destra e del Partito Democratico che hanno accettato, firmando il piano di rientro imposto dal MEF, il commissariamento della città che ha ridotto Roma nello stato miserevole in cui si trova oggi”.
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