Eccidio di Berlino. Salite a 12 le vittime, 48 i feriti. Fabrizia Di Lorenzo, 31enne di Sulmona, forse tra le vittime. Consistenti gli indizi sulla traccia terroristica

Eccidio di Berlino. Salite a 12 le vittime, 48 i feriti. Fabrizia Di Lorenzo, 31enne di Sulmona, forse tra le vittime. Consistenti gli indizi sulla traccia terroristica

Fabrizia Di Lorenzo forse vittima del Tir. Genitori e fratello già a Berlino in attesa della prova del Dna

Da ieri sera non si hanno più notizie di Fabrizia di Lorenzo, che risulta dispersa dopo l’attentato di Berlino. A lanciare l’allarme è stato il cugino (firmato @thebitstreamer) sui social. Il cellulare della ragazza sarebbe stato rinvenuto nella zona della strage. Fabrizia, che sul suo profilo twitter è conosciuta come Fraeulein F, ha 31 anni e vive dal 2013 nella capitale tedesca dove lavora per un’azienda di trasporti. Sul suo profilo Linkedin si legge che nel 2012 si era laureata a Bologna.  “Abbiamo capito che era finita stanotte all’una e mezza: siamo stati noi a chiamare la Farnesina, ma l’aiuto più grande ce lo hanno dato i carabinieri di Sulmona”, dice affranto il padre di Fabrizia, Gaetano, contattato dall’ANSA. “Ci siamo mossi coi nostri canali, ma da quanto mi dice mio figlio da Berlino, non dovrebbero esserci più dubbi – afferma trattenendo a stento i singhiozzi Gaetano – E’ lì con mia moglie in attesa del dna, aspettiamo conferme, ma non mi illudo”. Ci sarebbero, inoltre, due italiani feriti nell’attacco terroristico. Entrambi i nostri connazionali, secondo quanto apprende l’Agi, sarebbero rimasti feriti in modo lieve. Uno dei due sarebbe già stato dimesso dall’ospedale.

Sempre più consistenti gli indizi sulla traccia terroristica: autista polacco picchiato, ucciso e rapinato del Tir

Il camionista polacco ritrovato morto all’interno dell’abitacolo del Tir con il quale ieri sera è stata compiuta la strage al mercatino di Natale di Berlino presentava sul corpo segni di violenze, tumefazioni e anche una ferita da taglio. Lo ha affermato Ariel Zurawski, titolare della ditta proprietaria del veicolo, che ha dovuto riconoscere il corpo tramite una fotografia. La vittima, 37 anni, lascia moglie e un figlio di 17 anni, pesava 120 chili ed era alto più di un metro e ottanta, ha riferito ai media polacchi Zurawski, la cui società ha sede nei pressi di Gryfino, nel Nordovest della Polonia. “Una sola persona non avrebbe potuto avere ragione di lui”, ha aggiunto. Zurawski, che era anche cugino del camionista morto, era stato chiamato ieri notte dalla polizia polacca per identificare la vittima su una foto. “Si vedevano sul corpo segni che era stato picchiato. Il viso era insanguinato, tumefatto. C’era anche una ferita da taglio”, ha raccontato. “La polizia mi ha detto che c’era anche una ferita da arma da fuoco”, ha aggiunto ancora. La famiglia del camionista è sotto choc. Il padre è stato portato all’ospedale con l’ambulanza solo dopo aver appreso che qualcosa di grave era accaduto al figlio. La moglie è andata alla polizia ma le è stata risparmiata la vista della foto. “Voleva rientrare a tutti i costi giovedì al più tardi per comprare un regalo alla moglie”, ha raccontato sempre il trasportatore. Per cui ha parcheggiato il tir davanti al deposito del cliente. Il camionista ha avuto l’ultimo contatto telefonico con la moglie verso le 15. Hanno parlato un po’ perché la moglie era ancora al lavoro e dovevano risentirsi dopo un’ora. Ma alle 16 non rispondeva al telefono. In seguito, ha raccontato Zurawski, abbiamo scoperto grazie al suo sistema GPS, che il camion era stato messo in moto verso le 15,45, ma che non era partito: aveva fatto solo dei piccoli movimenti avanti e indietro “come se qualcuno stesse imparando a guidarlo”.

Un pericoloso criminale è ancora libero, scrive la polizia berlinese

Un “pericoloso criminale” potrebbe essere ancora in libertà dopo l’attacco di ieri sera a un mercatino di Natale a Berlino. “E’ possibile che abbiamo un pericoloso criminale nella zona e questo naturalmente innervosisce il pubblico” ha detto il capo della polizia Klaus Kandt, dopo aver espresso dubbi che il pakistano 23enne arrestato ieri sera sia il vero autore della strage. “Naturalmente stiamo aumentando le misure di sicurezza, ora è necessario innalzare il livello di vigilanza” ha aggiunto in una conferenza stampa. “Dobbiamo lavorare sull’assunzione che l’autore armato sia ancora in circolazione. Quindi siamo in massima allerta” ha detto ancora Holger Muench, capo dell’ufficio del polizia criminale federale.

Il messaggio di cordoglio di Susanna Camusso e della Cgil

“La Cgil esprime la propria solidarietà alle vittime dell’attentato di Berlino di ieri, alle persone ferite, ai familiari e a tutti coloro che sono rimasti coinvolti” si legge in una lettera inviata dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, e dalla segreteria confederale a Reiner Hoffmann, presidente del sindacato tedesco Dgb. Nella missiva la Cgil conferma il suo “sostegno ai lavoratori tedeschi e al loro sindacato”, ribadisce “l’impegno a lavorare contro la violenza e il terrorismo” e “a rafforzare le iniziative per la pace, la democrazia e la libertà in Europa e in tutto il mondo”. “La solidarietà tra i lavoratori e l’impegno comune del sindacato su scala europea e internazionale – si legge infine nel testo – rappresentano, da sempre, il principale argine contro il fanatismo e l’intolleranza, e in questo senso il lavoro internazionale della Cgil continuerà”.

Le reazioni politiche al massacro di Berlino

Sul piano delle reazioni politiche, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha visitato la scena dell’eccidio. Ha continuato a parlare di presunto attacco terroristico: “sarebbe molto duro da sopportare, per noi, qualora fosse confermato che la persona che ha compiuto la strage avesse chiesto asilo e protezione in Germania”. La cautela di Merkel è confermata dal capo della polizia berlinese, Munch, il quale ha ammesso che ancora vi sono forti interrogativi sul fatto che l’attentatore sia un islamista. Tuttavia, il procuratore capo di Berlino, Peter Frank, non esita a supporre che l’attacco sia stato terroristico sia per il numero delle vittime che per le analogie con la strage di Nizza di luglio. Frank ha anche aggiunto, però, che si attendono prove più forti di semplici indizi. Chi invece ha parlato esplicitamente di “orribile attacco terroristico” è il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, stigmatizzando “l’Isis e gli altri terroristi islamici che di continuo massacrano i cristiani nelle loro comunità e nei luoghi di preghiera”. La leader del partito populista e xenofobo Alternativ fur Deutschland, Frauke Petry, ha parlato di un attacco alla tradizione cristiana del Natale: “il mercatino natalizio non era un obiettivo casuale. Non solo è un attacco alla nostra libertà e al nostro modo di vivere, ma alla nostra tradizione cristiana. La Germania è un paese che si è diviso sulla questione migratoria”.

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