BCE. Mario Draghi sposta a dicembre 2017 il termine del Quantitative easing, conferma i tassi, e invita a centrare l’obiettivo dell’inflazione

BCE. Mario Draghi sposta a dicembre 2017 il termine del Quantitative easing, conferma i tassi, e invita a centrare l’obiettivo dell’inflazione

Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso, nella riunione odierna, di modificare alcuni dei parametri del programma di acquisto di titoli pubblici e privati, il cosiddetto Qe che sempre oggi è stato prorogato a tutto dicembre 2017 dall’originale scadenza del marzo 2017. Come annuncia una nota, le modifiche sono state decise per garantire un funzionamento senza intoppi del programma che, a causa del prolungamento, rischiava di incorrere nella scarsità di titoli di alcuni Paesi, in particolare della Germania. Il primo cambiamento riguarda la vita residua dei titoli acquistabili che dal 2 gennaio 2017 scende a un anno dai precedenti due anni, così da ampliare il bacino di titoli acquistabili. Con lo stesso obiettivo è stato deciso che “sarà permesso, laddove necessario, l’acquisto di titoli con un rendimento alla scadenza inferiore al tasso sui depositi attualmente applicato dalla Bce” che è negativo dello 0,40%. Finora questo costituiva un ‘floor’ che non poteva essere superato mentre con la nuova disposizione sono permesse eccezioni. “I dettagli di attuazione di questa disposizione saranno messi a punto dai comitati interessati”, conclude la nota.

La conferenza stampa di Mario Draghi: “mercati più resilienti del previsto dinanzi a Brexit, Trump e Referendum italiano”

Brexit, Trump e ora il no al referedum in Italia: “in tutti e tre questi eventi era atteso che si sarebbero verificati grandi effetti nel mondo. E invece in tutti a tre i casi i mercati si sono rivelati ben più resilienti del previsto”, ha rilevato il presidente della Bce, Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. “Quindi sappiamo che i mercati sono più resilienti. Vi sono molte ragioni alla base di questo, una delle quali forse è il buon lavoro fatto dai regolatori per rafforzare gli intermediari. Ma anche il miglior contesto macroeconomico”. “Il punto – ha proseguito Draghi – è che tutti questi eventi, specialmente la Brexit e la nuova amministrazione Usa, hanno effetti che si svilupperanno sul medio e lungo termine. Così le conseguenze sono difficili da valutare ora”.

Draghi: “L’Italia non è favorita, come nessun paese lo è. Nel Consiglio direttivo BCE siamo autonomi dagli Stati”

“No, naturalmente non ci sono favoritismi”, ha detto poi Mario Draghi, rispondendo a una domanda della stampa sulle accuse di stare favorendo con le proprie politiche e, in particolare con il piano di acquisti di titoli pubblici e privati, la situazione economica e le necessità di finanziamenti dei Paesi dell’area sud dell’Eurozona. “Penso – ha spiegato Draghi – che abbiamo dato molte prove del fatto che la politica della Bce è decisa, prima di tutto dal Consiglio direttivo, in cui abbiamo tutti la stessa rappresentanza e dove sediamo a titolo personale e non per il proprio Paese, e anche del fatto che il nostro mandato non riguarda alcun tipo di obiettivo nazionale ma l’obiettivo di stabilità per tutta l’area. Le nostre politiche, poi, non sono molto diverse da quelle condotte da tutte le grandi Banche centrali nel mondo. Non siamo un’eccezione”.

“I Paesi che devono fare le riforme le facciano a prescindere dall’incertezza generale. Serve fiducia, e per la fiducia serve spingere la crescita, combattere la disoccupazione e creare posti di lavoro”, ha detto ancora Mario Draghi, in conferenza stampa a Francoforte. Ricordando la Brexit, la vittoria di Donald Trump negli Usa, il referendum italiano e le prossime scadenze elettorali in arrivo, Draghi ha anche ammesso che “c’è una grande incertezza, molta di questa è politica. Quello che una Banca centrale può fare è mantenere la mano ferma necessaria per centrare l’obiettivo di inflazione”. Per ciò che concerne l’Italia, infine, Draghi ha anche voluto dire la sua su quanto si è ventilato oggi su alcuni quotidiani economici a proposito della possibilità di accedere al cosiddetto ESM, al Meccanismo salvastati: “Ne so davvero poco di questa ipotesi di un prestito del meccanismo di stabilità europeo Esm all’Italia per le sue banche”, ha detto il presidente della Bce, che poi, a proposito dell’indiscrezione di stampa, ha letto cosa prevede la normativa che istituisce l’ESM: “che vi sia mancanza di soluzioni alternative” e che “non si riesca a colmare le necessità di capitale attraverso soluzioni private”.

Le reazioni sui mercati alle parole di Draghi

Intanto le Borse europee accelerano dopo le parole del presidente della Bce, Mario Draghi. A Londra l’Ftse 100 sale dello 0,33%, a Parigi il Cac 40 avanza dello 0,95%, a Francoforte il Dax 30 guadagna l’1,53%. Bene anche Milano +1,05% e Madrid +1,96%. Per quanto le prestazioni della moneta europea, è schizzata a 1,0877 contro il dollaro sull’annuncio del prolungamento del Quantitative easing fino a dicembre ed è poi scesa a 1,0748 dopo che l’Eurotower ha precisato che l’entità degli acquisti sarà ridotta, da aprile, da 80 a 60 miliardi di Euro al mese. Successivamente l’Euro è calato ancora, fin sotto quota 1,07 dollari, a 1,0626, dopo che Draghi ha riferito che la Bce non ha mai preso in considerazione l’ipotesi del tapering, ovvero il rallentamento, da parte dell’Istituto centrale, del ritmo di acquisto di asset sul mercato, il cosiddetto Quantitative easing.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.