Al meeting in Vaticano sui rifugiati la Raggi sceglie la parte giusta del campo. Solo le destre contestano il suo intervento

Al meeting in Vaticano sui rifugiati la Raggi sceglie la parte giusta del campo. Solo le destre contestano il suo intervento
Dopo l’incontro istituzionale con papa Francesco nel giorno dell’Immacolata in piazza di Spagna, la sindaca Raggi ha avuto una nuova occasione per alzare le sue quotazioni nei confronti della Santa Sede e più in generale delle gerarchie ecclesiastiche, che in molte occasioni avevano fatto trapelare dubbi e perplessità sui primi mesi di governo della sindaca a cinquestelle. L’occasione per la Raggi è stata più che ghiotta. Location l’Accademia Pontificia delle Scienze in Vaticano, visiting professor, oltre lei, le sue colleghe di Parigi, Anne Hidalgo, di Madrid, Manuela Carmena Castrillo, e di Barcellona, Ada Colau Ballano e tema del summit: “I rifugiati sono nostri fratelli”. La sindaca di Roma, con un discorso, impeccabile per la circostanza, dopo aver ringraziato colleghe e colleghi presenti in massa all’appuntamento, ha rivolto un saluto augurale anche ai padroni di casa, forse per chiudere definitivamente, almeno nelle intenzioni sue e dell’amministrazione pentastellata, ogni filone polemico che aveva alimentato fiumi d’inchiostro sui quotidiani e spazi importanti sul web e nelle radio e nelle televisioni. Ecco, nella sua interezza, naturalmente sintetizzata, il Raggi-pensiero sul tema caldissimo dei rifugiati, pensiero che è stato contestato solo da alcuni esponenti delle destre, già entrati in una nuova lunghissima campagna elettorale: “Voglio ringraziare la Pontificia Accademia delle Scienze e monsignor Marcelo Sanchez Sorondo per avere organizzato questo vertice, che pone al centro dell’attenzione un’emergenza di carattere umanitario che ci sta particolarmente a cuore e sulla quale abbiamo bisogno di discutere e lavorare insieme per trovare delle soluzioni credibili. L’organizzazione di questo incontro è un’ulteriore conferma”.
 
Sindaci in prima linea per affrontare le grandi questioni che affliggono le società contemporanee
 
Poi l’accelerazione, entrando nel merito dei problemi: “Tutti noi sappiamo che i sindaci sono in prima linea nell’affrontare molte delle grandi problematiche che affliggono le nostre società contemporanee. Problematiche ma anche opportunità di crescita per le nostre società spesso chiuse nel loro egoismo. Tra queste opportunità, preferisco chiamarle così, c’è oggi in primo piano l’accoglienza ai rifugiati: i rifugiati nostri fratelli e sorelle. Proprio i sindaci e le loro città si trovano spesso di fronte agli effetti dei grandi flussi migratori. Sia quelli che devono gestire la prima accoglienza, che soccorrono i barconi carichi di migranti, sia quelli che devono poi dare una risposta a quanti cercano rifugio nelle città. Dobbiamo garantire un’assistenza dignitosa, un tetto, un alloggio, un po’ di calore umano a queste persone”.
 
La sfida dell’accoglienza può esser vinta con la collaborazione tra le grandi metropoli
 
“È chiaro che per far fronte alla sfida dell’accoglienza è necessario intensificare la collaborazione tra le città. E nello stesso modo è necessario ricercare i livelli più costruttivi di collaborazione tra i sindaci e le amministrazioni che rappresentano, i governi e le istituzioni. Consentitemi di esprimere grande soddisfazione per il fatto che i sindaci di tante città, che hanno risposto all’invito delle colleghe di Parigi, Madrid e Barcellona, Anne Hidalgo, Manuela Carmena Castrillo e Ada Colau Ballano, siano protagonisti di questo incontro”. Sul fronte delle iniziative comuni “sono da salutare molto positivamente le iniziative di coordinamento messe in campo tra le città con la finalità di gestire concretamente l’emergenza rifugiati, soprattutto per le politiche di accoglienza verso migranti, rifugiati, richiedenti asilo – ha sottolineato Raggi – Sono le nostre città il punto di arrivo, lo snodo di transito o la destinazione ultima di queste persone che fuggono da guerre e catastrofi. Uomini e donne che cercano una nuova prospettiva di vita, spesso giovanissimi, addirittura bambini. Si devono assumere impegni concreti per la riallocazione immediata dei rifugiati”.
 
Roma è una città aperta all’accoglienza, disponibile al dialogo, al centro di migrazioni e scambi sociali ed economici
 
Poi sull’impegno della Capitale e sul grave fatto che si è verificato nel quartiere San Basilio: “Roma è una città aperta all’accoglienza, disponibile al dialogo, al centro di migrazioni e scambi sociali ed economici tra diversi popoli. Il popolo italiano si è abituato a questa presenza di culture, etnie e religioni diverse e ha manifestato nei secoli la sua disponibilità all’accoglienza. Questo ci aiuta, ma sappiamo bene che di fronte al livello di criticità dei nostri giorni dobbiamo fare di più. Atteggiamenti di chiusura verso l’altro, come quelli ai quali sfortunatamente ho assistito nei giorni scorsi anche nella mia città, offendono la nostra dignità di persone. Ma è nostro compito intervenire anche sul disagio delle periferie, troppo spesso abbandonate, dove si rischia di assistere ad una guerra tra gli ultimi. Oggi ci troviamo di fronte a un’emergenza umanitaria che ha pochi precedenti nella storia recente. Un’emergenza che riguarda milioni di rifugiati che scappano da guerre, crisi umanitarie, persecuzioni politiche e religiose. Che scappano anche dalle catastrofi ambientali e dalle loro conseguenze. Come ha giustamente rilevato il Pontefice nella sua enciclica Laudato si’ anche i cambiamenti climatici intaccano le risorse produttive dei più poveri, obbligandoli a migrare con grande incertezza per il loro futuro – ha sottolineato il sindaco – Sappiamo che alcuni comportamenti dei paesi più ricchi e in particolare delle leadership politiche ed economiche, hanno inciso molto nello scatenare uno scenario così drammatico: la globalizzazione selvaggia; il prevalere degli interessi economici individuali e dei grandi gruppi economici e finanziari su quelli collettivi, il non considerare la terra e i suoi frutti come il bene comune per eccellenza che ci è stato dato, ma come un oggetto di conquista e di sfruttamento. Per questo abbiamo un dovere morale di solidarietà nei confronti dei nostri fratelli e delle nostre sorelle rifugiate. Ci interessa la risposta che possiamo dare a questi milioni di persone che bussano alle nostre porte. A noi spetta trovare delle soluzioni che portino alla pace attraverso un cambio radicale delle politiche e delle scelte economiche.
 
L’immigrazione è una risorsa per Roma. Tantissime le persone che si sono pienamente integrate nel tessuto sociale
 
Roma vuole fare la sua parte nell’accoglienza di queste persone. L’immigrazione è già una risorsa per la nostra città. Tantissime persone provenienti da altri Paesi si sono pienamente integrate nel tessuto sociale di Roma e contribuiscono allo sviluppo della sua economia – ha aggiunto Raggi – In questo momento, stiamo attuando azioni concrete per trovare un’accoglienza per ogni singola persona che arriva e offrire una soluzione di maggiore stabilità rispetto a tende o rifugi provvisori: vogliamo che tutti possano avere un tetto sulla propria testa – ha aggiunto – Sono centinaia i posti che abbiamo già messo a disposizione e ancora altre migliaia quelli per i quali stiamo lavorando insieme alle Istituzioni, anche attraverso la preziosa collaborazione di numerose associazioni no profit. Siamo al lavoro per dare vita a un hub, nei pressi di una stazione ferroviaria della città, che funga da primo luogo di informazione e orientamento. Roma si sta impegnando al massimo per garantire un’accoglienza adeguata, nel pieno rispetto della dignità delle persone”.
 
Creare i presupposti per una piena integrazione. Costruire un nuovo clima politico e sociale
 
“Ci sono urgenze da affrontare e risolvere nell’immediato, ma abbiamo anche bisogno di guardare più lontano. Dobbiamo creare i presupposti per una più piena integrazione, e questo obiettivo è inscindibile dalla costruzione di un nuovo clima economico e sociale. Questo ci aiuta, ma sappiamo bene che di fronte al livello di criticità dei nostri giorni dobbiamo fare di più. Vogliamo che tutti i cittadini, anche quelli delle periferie più lontane ed emarginate, si sentano pienamente parte della nostra città – ha sottolineato Raggi – Questo è anche il modo migliore per prevenire e contrastare quei sentimenti di avversione e di odio nei confronti di chi ci chiede accoglienza, che purtroppo ancora esistono e che possono trovare terreno fertile proprio nelle situazioni dove sono più forti il disagio, il degrado e la sofferenza. Non vogliamo guerre tra poveri. Nessuno deve rimanere indietro. Da qui comincia la politica di inclusione nella quale è impegnata la nostra amministrazione. Integriamo e rendiamo più partecipi tutti i nostri cittadini, per garantire una migliore accoglienza anche a chi arriva da fuori. In nome del principio secondo il quale tutte le etnie, tutte le culture, tutte le religioni, da noi possono trovare piena cittadinanza. Roma vuole essere una città accogliente e tollerante nei confronti di tutti, è questa la sua vocazione storica e la sua prospettiva attuale”.
Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.