A Roma e nel Lazio la ‘Caporetto’ di Renzi. Solo in due Municipi della Capitale (I e II) prevale il Sì

A Roma e nel Lazio la ‘Caporetto’ di Renzi. Solo in due Municipi della Capitale (I e II) prevale il Sì

Roma ha scelto il No, anche se non c’è stato l’effetto trascinamento legato alla sindaca Raggi. Il dato finale, infatti, ha fatto registrare una leggera flessione rispetto al dato nazionale. Va detto che i Municipi I e II (centro storico) che poi sono gli unici ad avere una maggioranza targata Pd, tengono botta e premiano il Sì rispettivamente con il 50,5% e 52,3%. Diversa la musica nelle aree semicentrali e soprattutto nelle periferie, dove prevale il fronte del No. In quartieri come Casilino, Tiburtino, Prenestino, Tor Bella Monaca e Colli Aniene il voto contrario alle riforme ha fatto registrare percentuali bulgare che si sono attestate sempre al di sopra del 65%, con un boom a Tor Bella Monaca del 70,84%.

Ottima anche la partecipazione al voto, che ha raggiunto il 69,53%. Roma è seconda nella Regione Lazio solo a Viterbo dove si è toccato quota 71,79%. Dietro, tutte le altre province, con Latina al 67,28%, Rieti al 68,05 e Frosinone al 67,23. Tornando al dato squisitamente elettorale, per Renzi tutta la cintura metropolitana della capitale è stata una vera e propria Caporetto, visto che in tutti i comuni più importanti il No prevale con percentuali in molti casi di molto al di sopra del dato nazionale. In tutti i Castelli Romani prevale il no alla riforma con percentuali importanti però solo ai limiti della provincia di Roma, dove il No (Lariano e Velletri) sfiora il 70%, mentre nei comuni castellani come Frascati, Grottaferrata, Marino, Rocca di Papa, Rocca Priora e Lanuvio c’è stata una sostanziale tenuta del Sì, che mai però ha prevalso. Diversi i numeri nei centri del Litorale romano, da Pomezia, Nettuno, Anzio, Ardea e su fino ad Ostia, Fregene, Fiumicino, Ladispoli, Cerveteri e Civitavecchia, i numeri hanno dato un contributo rilevante alla disfatta renziana con percentuali variabili tra il 65 e il 70% di consensi al No.

Come a Roma, dove non si è registrato un effetto trascinamento della sindaca Raggi, nel Lazio è stato praticamente nullo l’effetto Zingaretti. In tutti i capoluoghi, infatti è prevalso con abbondanza il No. Ecco i numeri: a Frosinone il No ha sfiorato il 70% (68,9%) ed il Si ha fatto registrare un magro 31,91; a Viterbo No al 64,69% e Si al 35,31; Latina fissa al 68,67% la vittoria del No relegando al 31,33 il Si; infine Rieti dove il No vince con il 62,61 contro il 37,39 del Si.

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