Valter Vecellio sul referendum. Come voteranno i radicali? Ognuno secondo scienza e coscienza. Io voto No, e consiglio il decalogo di Luigi Sturzo

Valter Vecellio sul referendum. Come voteranno i radicali? Ognuno secondo scienza e coscienza. Io voto No, e consiglio il decalogo di Luigi Sturzo

Alcuni giornali, di dichiarate e zelanti simpatie renziste, in queste ore riferiscono, a proposito delle intenzioni di voto dei radicali, che la più parte sarebbe intenzionata a votare Sì al referendum di domenica prossima. Non è così, anche se molti sono indotti a crederlo; come un mio amico di sempre, che per mestiere fa il giornalista anche lui.

   Dunque anche voi intruppati con il SI

    “Veramente, farei parte dell’accozzaglia, se vogliamo adottare il termine del presidente del Consiglio. Mi sento inoltre un po’ gufo e rosicone…”.

    Chiedo: voi, chi, comunque? So già la risposta. Il mio amico, che con inquisitoriale tono scherzoso mi interroga, sa bene delle mie simpatie da sempre per il Partito Radicale.

   Voi radicali

   “Non mi risulta che i radicali si siano schierati, in quanto partito, per il SI. Non mi risulta neppure che si siano schierati per il NO…”.

   E allora? Vi astenete, anime belle? Domenica cosa fate?

   “Quello che faranno tutti. Alcuni radicali si sono pubblicamente pronunciati in favore del SI, e ne hanno spiegato le ragioni: legittima posizione, che però è assunta a livello personale; altri radicali invece hanno annunciato che voteranno NO: e anche questa, evidentemente, è una posizione assunta a livello personale; altri ancora, invece, si asterranno. Il Partito Radicale, in quanto tale, però non ha preso posizione, né la prenderà. Ognuno farà di testa sua”.

    Stai menando il can per l’aia. Emma Bonino ha detto che voterà SI, perché ritiene che con una affermazione dei vari Matteo Salvini o Beppe Grillo sarà più difficile affermare quelle iniziative politiche che vi stanno a cuore

    “Rispettabilissima opinione; ma è la sua opinione; osservo che non mi pare che Matteo Renzi o Maria Elena Boschi stiano mostrando una maggiore sensibilità alle iniziative politiche per cui i radicali si mobilitano: No all’amnistia, sostanziale indifferenza al problema delle carceri; con la riforma vogliono innalzare il numero di firme necessarie per indire un referendum, vogliono innalzare il numero di firme per un progetto di legge di iniziativa popolare… E poi, mi sbaglio o è stato proprio Renzi a non volere la Bonino nel suo governo?

   E quindi?

   “Quindi, come altre volte è accaduto, ogni radicale voterà serenamente secondo quello che gli detta la scienza e la coscienza. Nessuno ha titolo di parlare se non a nome di se stesso. Poi se citi Bonino, allora io cito Marco Pannella, che in un’intervista definisce la riforma Renzi-Boschi una m…”.

   E tu?

   “Io voterò NO, te l’ho pur detto che sono un gufo rosicone; NO per ragioni di merito e anche perché trovo insopportabile questo continuo minacciare sfracelli, se il SI non passa… Poi dovrebbero stare un po’ attenti a quello che dicono”.

   Ne dicono tante

   “Vogliono convincere tutti quelli che non sono convinti della bontà della riforma Renzi-Boschi che rifiutandola si finirebbe in una sorte di Apocalisse. Col che attribuiscono a Salvini e Grillo uno straordinario potere: quello di rendere cattiva una causa solo che vi aderiscano, o trasformarla in buona se la avversano. Meglio Renzi e Verdini che Salvini e Grillo, dicono. Se ne deduce che Renzi e Verdini sono un male che solo Salvini e Grillo supera; è tutto dire. Sono spauracchi che – fatte le debite proporzioni – abbiamo ben visto non funzionare né in Regno Unito, né negli Stati Uniti; e speriamo bene per quel che riguarda la Francia”.

   Non ti spaventa l’essere additato come uno che non vuole le riforme, che con il suo NO condanna il paese allo status quo?

   “Un pensiero che non mi turba per nulla. Non mi interessa cambiare per cambiare. Più che modificare la Costituzione meglio sarebbe applicarla. Direi per paradosso che l’unico articolo che si rispetta è quello relativo al tricolore. La proposta di riforma costituzionale che mi viene offerta da Renzi-Boschi non mi garba per nulla. E’ un mio sacrosanto diritto respingerla, votare NO, e lo esercito. Fino a prova del contrario siamo cittadini, non sudditi. E soprattutto me ne impipo del ricatto: se non si vota SI me ne torno a casa. Come dicono anche a Rignano e a Laterina, se si inc…, andranno a piedi”.

Quando si dice la coincidenza: lo stesso giorno di questo dialoghetto, per pochi euro mi accaparro, in una bancarella, ‘Il manuale del buon politico‘, di Luigi Sturzo, a cura di Gabriele De Rosa. Tra quelle pagine vi si può trovare il brano di un articolo in origine pubblicato sul quotidiano ‘Popolo e Libertà’, il 4 novembre 1948. E’ un breve decalogo, che può costituire un prezioso baedeker per il cittadino elettore:

1)  E’ prima regola dell’attività politica essere sincero e onesto. Prometti poco e realizza quel che hai promesso.

2)  Se ami troppo il denaro, non fare attività politica.

3)  Rifiuta ogni proposta che tenda all’inosservanza della legge per un presunto vantaggio politico.

4)  Non ti circondare di adulatori. L’adulazione fa male all’anima, eccita la vanità e altera la visione della realtà.

5)  Non pensare di essere l’uomo indispensabile, perché da quel momento farai molti errori.

6)  E’ più facile dal NO arrivare al SI, che dal SI retrocedere al NO. Spesso il NO è più utile del SI.

7)  La pazienza dell’uomo politico deve imitare la pazienza che Dio ha con gli uomini. Non disperare mai.

8)  Dei tuoi collaboratori al Governo fai, se possibile, degli amici, mai dei favoriti.

9)  Non disdegnare il parere delle donne che si interessano alla politica, esse vedono le cose da punti di vista concreti, che possono sfuggire agli uomini.

10)  Fare ogni sera l’esame di coscienza è buona abitudine anche per l’uomo politico.

Niente male, vero? Leggiamo questi dieci punti, e passiamo in rassegna i volti di chi ci governa, e senza tralasciare alcuni dei volti di chi si oppone (oggi) a chi ci (s)governa; poi ognuno ne ricavi il giusto senso, lezione e ammonimento.

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