Truffa all’Inps per 4 mln tra Taranto e Lecce

Truffa all’Inps per 4 mln tra Taranto e Lecce
Una organizzazione ramificata che dalla provincia di Bari, Taranto e Lecce muoveva falsi braccianti che in cambio di un ingaggio fittizio riuscivano ad avere il riconoscimento di giornate lavorative propedeutiche all’ottenimento di indennità di disoccupazione e indennità assistenziali (assegni familiari, malattia, maternità) è stata smantellata dalla Guardia di Finanza.
La truffa all’INPS è pari a quasi 4 milioni di euro, scoperta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Taranto, messa a segno con l’aiuto di persone chiave nell’organizzazione. G. L., 57enne di Ginosa, dipendente dell’Arsenale di Taranto, sindacalista e con il tesserino da consulente del lavoro che gli consentiva di accedere telematicamente al portale dell’INPS, con la complicità di D. C., 43 anni di Palagiano, consulente del lavoro anche lui e titolare di una azienda agricola, funzionavano come coordinatore e reclutatore dell’organizzazione a delinquere.
I falsi braccianti venivano intercettati da tre collettori territoriali, due in provincia di Bari a Corato, e uno in provincia di Lecce a Carmiano. I due registi dell’operazione in cambio della fittizia assunzione si facevano consegnare dai braccianti somme che variavano dai 7 ai 14 euro per giornata lavorativa. Gli stessi poi provvedevano ad inserire i dati riferiti ai finti rapporti di lavoro e alle false giornate lavorate nello sportello telematico dell’ente di previdenza. Nella truffa tra il 2012 e il 2013 sono state coinvolte circa 90 persone. Oltre che per le due menti della truffa gli arresti domiciliari sono scattati anche per tre imprenditori agricoli e altre due persone con funzioni da intermediari.
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