Rapporti Ue-Turchia. Il Parlamento europeo chiede la sospensione del processo di adesione della Turchia. Il voto non è vincolante. La reazione rabbiosa dei vertici turchi

Rapporti Ue-Turchia. Il Parlamento europeo chiede la sospensione del processo di adesione della Turchia. Il voto non è vincolante. La reazione rabbiosa dei vertici turchi

Il Parlamento europeo ha chiesto con una risoluzione la sospensione dei negoziati di adesione con la Turchia, una decisione che Ankara considera nulla e che vede su posizioni avverse anche la maggior parte degli Stati membri. L’Italia ritiene che sia “fondamentale” tenere aperto “il sentiero di dialogo” con la Turchia, pur continuando a denunciare come “inaccettabili” le “frequenti violazioni dello stato di diritto”, ha detto ieri alla Camera il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. La risoluzione, sostenuta dai quattro principali gruppi dell’Europarlamento – conservatori, socialisti, liberali e Verdi – è stata approvata con 479 voti a favore, 37 contrari e 107 astensioni. Il testo “chiede alla Commissione e agli Stati membri di avviare un temporaneo congelamento dei negoziati in corso con la Turchia” per l’adesione all’Ue, alla luce delle purghe e delle diffuse violazioni delle libertà fondamentali scattate con il fallito golpe del 15 luglio. Le misure repressive adottate dal governo turco nell’ambito dello stato di emergenza sono considerate “sproporzionate” dal Parlamento europeo e – si legge nel testo – “attentano ai diritti e alle libertà fondamentali riconosciuti dalla Costituzione turca”, violando i “valori democratici fondamentali dell’Unione europea”.

Il Parlamento europeo alla Turchia: il ripristino della pena di morte sospende il processo di adesione

Gli eurodeputati hanno anche lanciato un monito sul fatto che un eventuale “ripristino della pena capitale da parte del governo turco dovrebbe portare a una sospensione ufficiale del processo di adesione”. Una linea rossa condivisa dall’Italia: la reintroduzione della pena di morte in Turchia, ha più volte chiarito in passato il ministro Gentiloni, sarebbe inaccettabile e determinerebbe l’automatica e definitiva interruzione del negoziato. La richiesta del Parlamento europeo è chiaramente una decisione dall’alto valore simbolico e diplomatico ma, di fatto, solo i governi Ue possono sospendere i colloqui con la Turchia. La risoluzione, dunque, non è vincolante, e la maggior parte degli Stati membri ha già espresso la propria contrarietà a un congelamento del negoziato con Ankara, nonostante i crescenti motivi di attrito con il Paese, in ultimo dopo “la gravissima vicenda dell’arresto del gruppo dirigente di opposizione”.

La irata e prevedibile reazione del governo turco

Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha liquidato la questione come “priva di valore”, in una nuova invettiva contro l’Ue, che ha accusato di dare lezioni di diritti umani, mentre non sa proteggere i bambini che cercano rifugio in Europa. E questa mattina, il ministro turco per gli Affari europei Omer Celik ha definito “nulla” la risoluzione. “Non è una decisione che può essere presa seriamente per la visione che contiene e il linguaggio che pervade il testo”, ha detto Calik in una conferenza stampa. “Il Parlamento europeo – ha aggiunto Celik, che è anche capo negoziatore con l’Ue – perde la sua imparzialità quando si tratta di Turchia”. “E’ facile parlare quando non hai mai avuto il terrorismo sul tuo suolo, ma noi abbiamo 1.295 km di confine con Siria e Iraq. Al nostro enorme sforzo contro il terrore abbiamo ricevuto un sostegno fatto di sole parole”, ha concluso Celik.

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