Produzione industriale non regge. Di nuovo in calo. Analisti smentiti. Federconsumatori e Adusbef: ancora una situazione allarmante. Insufficiente la legge di Bilancio

Produzione industriale non regge. Di nuovo in calo. Analisti smentiti. Federconsumatori e Adusbef: ancora una situazione allarmante. Insufficiente la legge di Bilancio

Sono già finite le nozze con l’aumento della produzione industriale. Governo e Confindustria avevano esultato a fronte dei dati di agosto che segnavano un aumento della produzione industriale tale da consentire di mantenere un trend di  aumento anche se minimo su base annua. Nel mese di settembre Istat registra un calo dello 0,8 rispetto ad agosto. Su base annua l’incremento scende dal più 4,4 all’1,8%, in termini tendenziali, da verificare cioè a fine anno. In questi primi nove mesi  la cresciuta reale è dell’1,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a settembre 2016 la maggiore crescita tendenziale è stata registrata nei settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori a +10,2%, dell’attività estrattiva a +6,8% e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici a +5,6%. Le diminuzioni maggiori, invece, si sono registrate nei settori della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche a -6,2%, dell’industria del legno, della carta e stampa a -2,8% e della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi a -1,9%.

Anche da questi dati relativi ai settori emerge la fragilità della nostra economia. Sono un segnale che la crisi non è superata e siamo in presenza di “un andamento – notano Federconsumatori e Adusbef – che risente ancora della grave fase di incertezza che riguarda i maggiori indicatori economici, dal tasso di inflazione, ai consumi, all’andamento dell’occupazione”.

Disoccupazione, problema grave e urgente. Giovani senza lavoro al Sud, picchi oltre il 60%

“Il Paese – prosegue la nota firmata dai presidenti delle due organizzazioni, Trefiletti e Lannutti – si trova ancora in una situazione allarmante, dove l’elevato livello della disoccupazione gioca un ruolo da protagonista nell’alimentare disuguaglianze e disagi. La mancanza di opportunità lavorative, specialmente per i giovani, rappresenta il problema più grave e urgente per il nostro Paese. Disoccupazione giovanile che al Sud raggiunge picchi anche oltre il 60% e deve essere contrastata attivamente” attraverso un serio Piano Straordinario per il Lavoro, sostengono le due organizzazioni dei consumatori, che preveda interventi mirati all’avvio di una nuova fase di sviluppo e di crescita. Interventi di cui, nella Legge di Bilancio, si vede solo un piccolo accenno. Trefiletti e Lannutti parlano della necessità di integrare le azioni previste nella manovra del governo con un Piano Straordinario per il Lavoro che, “senza disperdere risorse in mille rivoli, le convogli in investimenti per: innovazione, ricerca e sviluppo tecnologico; realizzazione, modernizzazione e messa in sicurezza antisismica delle infrastrutture, specialmente al Sud; valorizzazione e qualificazione dell’offerta turistica”.

Conclude la nota di Federconsumatori  e Adusbef: “Un’azione concreta che rilanci l’occupazione avrebbe conseguenze positive non solo dal punto di vista economico ma porterebbe vantaggi anche dal punto di vista sociale. I giovani che ora sono costretti a ricorrere all’aiuto di nonni e genitori tornerebbero ad avere prospettive nel proprio Paese, senza essere costretti a gravare sui bilanci familiari o a dover cercare migliori opportunità all’estero. Tutto ciò porterebbe nuovo ossigeno alla domanda interna, rilanciando la produzione e lo sviluppo: esattamente ciò di cui ha bisogno l’Italia per lasciarsi alle spalle la crisi che, da troppi anni, opprime prospettive e bilanci”.

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