Poliziotto, a Genova, uccide la moglie e due figlie di 10 e 14 anni. Ossessionato dai debiti da gioco

Poliziotto, a Genova, uccide la moglie e due figlie di 10 e 14 anni. Ossessionato dai debiti da gioco

Un poliziotto di Genova di 49 anni, Mauro Agrosì, dopo aver assassinato con fredda determinazione la moglie e le due figlie di 10 e 14 anni, si è tolto la vita in un appartamento di piazza Conti, nel quartiere di Cornigliano. Ad allertare il 113, riferendo di avere ammazzato i familiari e di essere intenzionato a suicidarsi, è stato lo stesso poliziotto, che faceva parte del reparto mobile di Bolzaneto e si occupava di sistemi informatici in uno dei posti di polizia territoriali.

I corpi senza vita del collega, della moglie e delle due figlie sono stati rinvenuti poco dopo dalla polizia. Nell’appartamento è stato trovato anche un biglietto in cui il 49enne spiega di essere alle prese con “problemi insormontabili”. Secondo le prime ricostruzioni fatte dagli inquirenti, grazie ad alcune testimonianze di persone che conoscevano la famiglia, sembrerebbe che l’uomo avesse accumulato debiti di gioco. Ma tali debiti non sarebbero stati tali – spiegano – da giustificare quanto è successo. Il poliziotto avrebbe accumulato debiti, non legati al gioco d’azzardo, ma a semplici giocate legali. Il gratta e vinci e tutte le altre lotterie istantanee erano diventate per lui una vera e propria malattia, che lo aveva portato a dissipare il suo stipendio.  Nella lettera che Agrosì ha lasciato prima della strage tra l’altro, si è rivolto a figlie e moglie: “Non vi voglio lasciare senza padre e senza marito. Per questo vi porto con me”.

La strage familiare ricorda un fatto analogo compiuto nella stessa zona di Cornigliano nel 2003 con protagonista anche allora un poliziotto. Era luglio quando un ispettore di polizia, Saverio Galoppo, 47 anni, uccise con la pistola di ordinanza la moglie, i due figli di 8 e 4 anni e si tolse la vita. L’uomo era in servizio alla squadra informativa dell’ufficio di gabinetto della questura. La moglie, Assunta aveva 43 anni. La follia dell’uomo, depresso a causa della separazione dalla moglie e per non poter vivere con i figli, esplose in tarda serata. I vicini di casa udirono diversi spari e, allarmati, chiamarono 113 e 112 che scoprirono la strage.

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