Pasolini, 41 anni dopo. Speranze per la riapertura del caso

Pasolini, 41 anni dopo. Speranze per la riapertura del caso
La procura di Roma valuterà a breve l’eventuale riapertura delle indagini sulla morte di Pier Paolo Pasolini, così come richiesto da Guido Mazzon, cugino del grande intellettuale. A sollecitare l’avvio di una nuova inchiesta è stato l’avvocato Stefano Maccioni, legale dello stesso Mazzon, alla luce di nuovi elementi emersi da alcuni accertamenti tecnici svolti dalla genetista forense Maria Baldi. “La nostra genetista ci dice che su una maglia di lana che indossava Pelosi ci sono due dna, quello del soggetto 2 ignoto, misto al codice genetico di Pasolini, e un altro, ricavato da una macchia ematica appartenente a un soggetto 3 ignoto – ha detto Maccioni – Ciò significa che c’era almeno una terza persona sulla scena dell’omicidio”.
Per l’assassinio di Pier Paolo Pasolini, avvenuto la notte del 2 novembre 1975, all’idroscalo di Ostia, è stato condannato, come unico responsabile, Pino Pelosi. A valutare l’istanza di riapertura del caso, sarà il pm Francesco Minisci, che nel 2015 aveva chiesto e ottenuto l’archiviazione dell’inchiesta, aperta nel 2010. Ora sarà sempre lui a dover decidere se riaprire o chiudere per sempre una triste pagina sia per gli investigatori che per la magistratura. Al Pm Minisci che dovrà valutare se ci siano sufficienti elementi per avviare un’indagine, l’avvocato Maccioni, come detto, ha chiesto accertamenti sul dna ricavato da una macchia trovata su un maglione che indossava il regista-scrittore. Fu infatti l’impossibilità di identificare profili genetici ricavati da diversi oggetti a indurre il gip ad accogliere la richiesta di archiviazione.
Ora parlando della sua istanza di riapertura delle indagini Maccioni fa riferimento alla genetista forense Marina Baldi. “La nostra genetista ci dice che su una maglia di lana che indossava Pelosi ci sono due dna, quello del soggetto Ignoto 2 misto al codice genetico di Pasolini e un altro ricavato da una macchia ematica appartenente a un soggetto Ignoto 3. Ciò significa che sulla scena dell’omicidio c’era almeno un’altra persona”. Secondo l’avvocato la nuova indagine potrebbe anche mettere in luce un possibile ruolo svolto nel delitto di altri esponenti della criminalità romana.
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