Marina mercantile. Cervellini (SI-SEL): “Anche i marittimi italiani alla buona scuola di Renzi? Di questo passo affonderemo tutti.” I lavoratori del mare manifestano a Roma

Marina mercantile. Cervellini (SI-SEL): “Anche i marittimi italiani alla buona scuola di Renzi? Di questo passo affonderemo tutti.” I lavoratori del mare manifestano a Roma

“Nulla è stato fatto fino ad ora dal governo per impedire il rischio imminente di mettere in ginocchio la nostra marineria mercantile, un settore che da anni porta in giro per il mondo una eccellenza italiana. Si tratta di un danno incommensurabile sul quale con molta probabilità si abbatterà anche una manovra che penalizza i piccoli armatori” Così il senatore di Sinistra Italiana – SEL Massimo Cervellini, vice presidente della Commissione Lavori pubblici, intervenuto alla manifestazione organizzata dai lavoratori del mare a Roma, in piazzale di Porta Pia, sotto il Ministero dei Trasporti per protestare contro le norme sull’aggiornamento professionale derivanti dalla Convezione di Manila 2010, che dal 31 dicembre prossimo potrebbero lasciare letteralmente a terra decine e decine di ufficiali di coperta e macchina che non abbiano terminato in tempo i corsi prescritti.

Dal governo solo una risposta burocratica ad una interrogazione dei senatori Sinistra italiana

Cervellini ricorda che una interrogazione rivolta al governo ha avuto solo una risposta burocratica, ma niente è stato fatto per sanare una situazione che mette a rischio il futuro dei marittimi. Il governo ha avuto cinque anni di tempo per adeguarsi alla normativa decisa dalla convenzione di Manila ma non ha fatto niente. I marittimi ora si trovano nella condizione di dover rinnovare tutti i propri titoli entro e non oltre il 31 dicembre 2016 mentre la agenzie formative previste non sono state in grado di fornire i corsi necessari al rinnovamento dei titoli e vista la ristrettezza dei tempi molti lavoratori rischiano di non poter svolgere i corsi perdendo così la possibilità di lavorare. L’interrogazione di Cervellini e altri senatori è datata a molti mesi fa. La situazione si è fatta sempre più grave . Dalla bozza di decreto attuativo del decreto legislativo n. 71 del 2015 si prospetta la divisione delle carriere (mercantili e diporto) che non permetterà più ad un marittimo mercantile di condurre uno yacht e costringerà le migliaia di marittimi che navigano sul diporto privato a non poter rinnovare il loro certificato mercantile, perdendo così, nonostante anche molti anni di esperienza, un titolo acquisito. “L’’attuazione di tali scelte- afferma Cervellini- comporterà per i marittimi italiani evidenti difficoltà lavorative, in particolare per i giovani marittimi che non avranno la possibilità di iniziare la loro carriera, il tutto a vantaggio dei lavoratori stranieri che, storicamente, beneficiano di un’attenzione maggiore da parte delle proprie legislazioni”

Disoccupazione e perdita di competitività sul mercato di tutto il settore

“Non è ammissibile che l’inerzia del legislatore –prosegue il senatore -venga scaricata sul lavoro dei marittimi in termini di costi da sostenere per l’adeguamento, assenza di regole, confusione, disinformazione, congestione dei corsi, improvvisazione di molte strutture formative, mortificazione della professionalità e dell’esperienza, terrorismo psicologico sul futuro. Né esiste alcuna garanzia di validità internazionale della certificazione International Maritime Organization (IMO), titolo fondamentale per lavorare, né sarà più procrastinabile la scelta tra navigazione su navi commerciali o da diporto. Questo porterà a due conseguenze: disoccupazione e perdita di competitività di tutto il settore sul mercato. Anche i marittimi, tutti e senza distinzioni, nel calderone della ‘buona scuola “ renziana”, a seguire corsi tenuti probabilmente da docenti con gli stessi titoli di chi, quei corsi, li paga.” “Chiediamo pertanto un incontro urgente al ministro Delrio- conclude – per una moratoria delle procedure di applicazione della Convenzione di Manila, utile al lavoro dei tecnici per dare chiarezza e concretezza a tutta la materia, la cui complessità richiede un congruo tempo di elaborazione, necessario a restituire ai marittimi la dignità e il valore della propria professione e soprattutto certezze sul futuro. Senza il lavoro di queste persone il settore della marineria mercantile rischia davvero di affondare.

 

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