M5Stelle. In 20.000 a Roma con Grillo per dire No nel referendum. “Se vince il No nessun pericolo”

M5Stelle. In 20.000 a Roma con Grillo per dire No nel referendum. “Se vince il No nessun pericolo”

“È un voto di pancia: fidatevi della pancia e non della testa”. Questo l’appello lanciato da Beppe Grillo dal palco di Roma a conclusione della ‘Camminata per la Costituzione’ targata M5S – 4 chilometri da porta san Paolo fino alla Bocca della Verità – per dire No nel referendum costituzionale del 4 dicembre. Il leader 5 Stelle mette in guardia gli elettori: “Stanno cercando di spaventare l’opinione pubblica ma se M5S va al potere non succede nulla”, i mercati “non si spaventino. Succede solo che la gente apre gli occhi e vede la realtà cosi’ com’è”. Erano in 20mila secondo gli organizzatori 5 Stelle, che hanno accompagnato il leader e i parlamentari; tanti con il tricolore e Grillo alla testa del corteo con un grande palloncino a forma di cuore rosso e nastrini tricolore. Ancora una volta non sono mancati gli attacchi al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che “è come una bolla di sapone”, e a quelli che definisce “travestiti morali” che vogliono “distruggere la Costituzione”. Se vincerà il No al referendum costituzionale, la linea è sempre la stessa: “Andremo al Colle da Mattarella che deciderà sulle elezioni. Noi vogliamo le elezioni perché i cittadini tornino a scegliere il loro governo”. Grillo ha esortato tutti a dire No: “Dobbiamo prendere lo scettro del No e sbatterglielo in faccia”.

Sul palco, Beppe Grillo ha poi introdotto via via i parlamentari 5 Stelle. Luigi Di Maio rivendica: “Due anni fa il Movimento era dato per spacciato e oggi siamo di nuovo la prima forza politica del paese con oltre il 30% dei consensi”. Alessandro Di Battista attacca: “L’hanno fatta sporca. È una truffa. I soggetti che l’hanno portata avanti sono dei truffatori” e sull’Italicum, tra gli applausi della folla, affonda: “Cambiano l’Italicum che hanno votato loro e non noi. E perché? Perché ascoltano i sondaggisti mica i cittadini. E questa sarebbe democrazia? Chiamatela partitocrazia, Delucacrazia, Fritturacrazia… ma non democrazia”. Roberto Fico da presidente della Vigilanza Rai punta il dito sulla par condicio non rispettata, sullo “squilibrio in tv a favore di Renzi” che, in relazione anche alla lettera inviata agli italiani all’estero, sostiene “è illegittimo e da sanzionare”. E sul dopo referendum è sicuro: “Loro sono già d’accordo su come spartirsi il dopo. Renzi ha già visto Mattarella e si sono detti che cosa facciamo il giorno dopo?”.

Ad una settimana dal voto, Grillo ha concluso la manifestazione pentastellata rivendicando il valore del Movimento: “Dicono che siamo in crisi, attaccano la Raggi, hanno detto che a Roma ci sono le buche e una c’era… e in effetti ci sono caduto” scherza. E ancora: “Dicono che a Palermo c’è gente che trama, che mi vogliono mandare via. Non sopportano il Movimento perché rappresenta quello che loro vorrebbero essere. Siamo loro da giovani. Tutte le cose che ci dicono, le dicono con il meccanismo della proiezione perché questo è semplice e non bisogna studiare sui libri. Noi resistiamo. Andiamo avanti e porteremo un risultato straordinario” ha concluso.

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