Le prime vincono tutte tranne la prima… il ko della Juve col Genoa rianima il campionato

Le prime vincono tutte tranne la prima… il ko della Juve col Genoa rianima il campionato

 Il tema della quattordicesima. A sorpresa la Juventus viene strapazzata dal Genoa (3-1) e le vittorie delle prime cinque inseguitrici si rivalutano, ridando fiato ad un campionato tecnicamente carente ma ancora tutto da giocare. Le seconde mantengono il passo: il Milan compie meraviglie a Empoli  (4-1) e la Roma di Dzeko di misura supera il Pescara (3-2). Lazio e Atalanta non sono da meno e si adeguano con due successi esterni a Palermo (1-0)  e a Bologna (2-0);  anche il Torino fatica ma vince col Chievo (2-1).

La maledizione Champions.  La terza sconfitta della Juventus, analogamente alle prime due, si materializza dopo un impegno infrasettimanale di Champions (trasferta vittoriosa di Siviglia, decisiva per la qualificazione agli ottavi): questa, quindi, non è più casualità ma causalità. Se il Genoa, alla prima  mezz’ora iniziale era già in vantaggio di tre gol, il motivo era apparso evidente a tutti: l’undici bianconero non era presente né fisicamente né psicologicamente tale era stato il logorio della trasferta spagnola. Il Genoa l’aveva capito e ne aveva approfittato grazie a due zampate del Cholito Simeone e a un’autorete di Alex Sandro. Inoltre, a sconquasso già avvenuto, Bonucci, unico superstite del trio difensivo titolare BBC ma fino ad allora uno dei peggiori,  usciva per infortunio. A nulla sono servite le due tardive sostituzioni effettuate da Allegri nella ripresa, quando  il massimo possibile l’ha fatto una magistrale punizione di Pjanic, utile solo per attenuare un risultato molto pesante, soprattutto per il gioco espresso, carente di idee, di volontà e di alta tensione. Elogio ad un forte Genoa che ha affrontato una debolissima Juve, alla quale, per il nutrito parco giocatori che ha, non può essere concessa neppure l’attenuante delle assenze di alcuni titolari.

Il Milan continua.  Solo nella ripresa il Milan riesce ad avere ragione, forse anche troppo, di un Empoli che, nella prima parte, l’aveva spesso messo in difficoltà sciupando qualche buona occasione da gol.  Il reparto che si è espresso meglio fra i rossoneri è stato l’attacco dove un superlativo Suso ha segnato un bel gol e ne ha fatti segnare due a Lapadula il quale ha costituito la sorpresa più piacevole perché,  con la doppietta e con una costante partecipazione alla manovra, è stato sempre pericoloso, non facendo per nulla rimpiangere l’infortunato Bacca. Il giovane undici di Montella continua a volare alto in attesa della chiusura del famoso closing coi cinesi  che, pare,  non avverrà neppure alla prossima scadenza del 13 dicembre con Berlusconi che comunque gongola per i brillanti risultati della squadra ai quali non era più abituato da anni.

La Roma si complica tutto.  La doppietta di Dzeko dopo 10 minuti aveva fatto presagire per la Roma una passeggiata che, però, non solo non c’è stata ma, fino alla fine, si sono corsi grossi rischi perché il Pescara, rimaneggiatissimo, era rinvenuto bene, riuscendo  per ben due volte ad accorciare il punteggio e, alla fine, solo i meriti del portiere giallorosso Szczesny, uno dei migliori, hanno salvato l’importante risultato che consente di recuperare tre punti alla Juve, portandosi a -4 insieme al Milan.

Lazio corsara.  Contro un Palermo confermatosi ancora assai modesto, la Lazio ha badato al sodo, e, una volta in vantaggio, ha rischiato poco con una difesa apparsa di ferro, portando a casa tre preziosi punti che hanno permesso di mantenere invariato l’esiguo vantaggio della Roma (+1) in vista del derby di domenica prossima, al quale, si guarda con discreto ottimismo grazie alla serie di nove risultati positivi.

Strepitosa marcia.  A Bologna, nono risultato utile e sesta vittoria consecutiva di un’Atalanta che, a questo punto, si fa fatica a definire ancora sorprendente per la facilità con la quale gioca stupendamente e vince meritatamente, deliziando tutti. Ormai gli uomini, anzi i giovani di Gasperini si sono insediati nel novero delle presunte grandi con le quali si attende di vederli all’opera negli scontri diretti per una verifica ancora più probante a cominciare da sabato prossimo quando affronteranno  a Torino la Juventus.

C’è anche il Torino.  Belotti stavolta non va a segno, facendosi sostituire ottimamente da Iago che con una doppietta consente al Torino di battere un bel Chievo, vittima di alcune decisioni arbitrali molto discutibili. Terza vittoria consecutiva e conferma del sesto posto per il Torino.

Zona bassa. Il Cagliari supera l’Udinese e allunga verso un centrocassifica più tranquillo mentre in fondo in fondo il Crotone pareggia con la Sampdoria e con questo punticino agguanta il Palermo trascinandolo all’ultima posizione, ma con le ennesime sconfitte di Pescara e Empoli, di fatto, è rimasto tutto come prima.

I posticipi. Stasera due posticipi Napoli-Sassuolo (19) e Inter-Fiorentina (21), nei quali i più interessati alla vittoria, ritenuta fondamentale, sono il Napoli per riequilibrare le distanze con le squadre che lo precedono in zona europea, e l’Inter che, dopo la figuraccia in Israele con conseguente cacciata dall’Europa League, necessita di riacquistare credibilità nei confronti dei tifosi e della proprietà cinese. Il Napoli non è riuscito ad andare oltre un pareggio per 1 a 1, mentre l’Inter ha battuto la Fiorentina per 4 a 2 in un incontro rocambolesco, con i nerazzurri in vantaggio per tre reti a zero nei primi trenta minuti, poi rimontati fino al 3 a 2, con la Fiorentina in 10 per un’espulsione.

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