Coste libiche. L’ennesimo naufragio di un gommone provoca la morte di almeno 110 persone. Sale a più di 4200 nel 2016 il bilancio delle vittime nel Mediterraneo

Coste libiche. L’ennesimo naufragio di un gommone provoca la morte di almeno 110 persone. Sale a più di 4200 nel 2016 il bilancio delle vittime nel Mediterraneo

Almeno 110 persone sono morte nel corso di un naufragio di migranti, mercoledì 2 novembre, al largo delle coste libiche. Lo ha annunciato Carlotta Sami, portavoce dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati a Roma. L’imbarcazione di fortuna sulla quale si trovavano circa 140 persone ha fatto naufragio e solo 29 si sono salvate, grazie all’intervento dei soccorritori. Dodici cadaveri sono stati ritrovati a bordo dell’imbarcazione pneumatica, sgonfio per metà, secondo la testimonianza di Carlotta Sami. La Guardia costiera italiana aveva fatto cenno alla possibilità di questo ennesimo naufragio, ennesima tragedia mediterranea, ma senza precisare il numero così elevato di vittime. Altre due operazioni di soccorso in mare hanno permesso di portare in salvo 180 persone nella sola mattinata di giovedì.

Il bilancio complessivo delle vittime nel solo Mediterraneo è terrificante: nel solo 2016 hanno perso la vita più di 4000 persone, tra uomini, donne e bambini, mentre si arriva a 5200 vittime se si contano i migranti morti nei mari di tutto il mondo, dal gennaio del 2016. Molte delle vittime sono morte a causa di disidratazione, ipotermia, asfissia per emanazione dei gas di scarico a bordo delle carrette del mare.

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