Carlo Smuraglia: una bufala la denuncia di Laura Puppato. Lei ha danneggiato l’Anpi

Carlo Smuraglia: una bufala la denuncia di Laura Puppato. Lei ha danneggiato l’Anpi

“L’Anpi non ha cacciato, non caccia e non caccerà nessuno che dissenta dalla linea approvata in materia referendaria (favorevole al NO)”, afferma il presidente Anpi, Carlo Smuraglia, in una nota, tornando sulla vicenda che ha riguardato la senatrice Pd Laura Puppato. “Il documento del Comitato Nazionale del 24 maggio dice chiaramente che il dissenso è libero – aggiunge – che nessuno sarà punito per il fatto di avere un’opinione diversa da quella espressa dall’Associazione; peraltro si raccomanda vivamente di non compiere atti palesemente contrari alla linea. Una raccomandazione, dunque, che dovrebbe essere intesa sulla base della correttezza e della ragionevolezza. Tant’è che la campagna referendaria è in corso da mesi e nulla è accaduto da nessuna parte”. “A prescindere dalle concrete modalità con cui si è svolta la vicenda ‘Puppato’ (forse si farebbe bene a cercare un chiarimento con gli organismi competenti, anziché sollevare subito un caso sulla stampa), sta di fatto che un parlamentare è pacificamente libero di fare campagna per il Sì, anche se iscritto all’Anpi. Deve solo evitare di esibirlo ed agire e fare la sua propaganda come parlamentare e come – eventualmente – membro del Pd. Non credo sia chiedere troppo; e per risolvere ogni problema dovrebbe bastare il senso di appartenenza e di fratellanza che unisce tutti gli aderenti alla nostra Associazione. In ogni caso, finiamola una buona volta con questa storia dei cacciati, esclusi, espulsi, ecc, che semplicemente non esiste se non a livello di provocazione”. “L’Anpi sta rigorosamente aderendo al documento del 24 maggio, che qui si riporta nel punto essenziale più volte richiamato: ‘Abbiamo sempre affermato che la nostra è un’Associazione pluralista, per cui è normale anche avere opinioni diverse. Altra cosa, però, sono i comportamenti. Ovviamente, non sarà ‘punito’ nessuno per aver disobbedito, ma è lecito chiedere, pretendere, comportamenti che non danneggino l’ANPI e che cerchino di conciliare il dovere di rispettare le decisioni, con la libertà di opinione”.

Laura Puppato, senatrice Pd, che voterà Si al referendum, era intervenuta ad Un Giorno da Pecora, su Radio1, sostenendo che l’Anpi, l’Associazione nazionale dei partigiani, le avrebbe rifiutato la tessera per la sua campagna a favore del Sì. Com’è andata questa vicenda? Secono la Puppato, “a giugno l’Anpi di Montebelluna non mi ha rinnovato la tessera, ed a rinnovarmela è stato un comune vicino, Crespano. Il presidente provinciale Lorenzoni però afferma che io non la possa avere e che quindi me la deve togliere. Quindi io la tessera ce l’ho e me la dovrebbero stracciare”. Laura Puppato s’immerge poi un paragone che non regge: come se il Pd, per fare un esempio, volesse stracciare la tessera a Bersani perché vota No. “In realtà è molto peggio: in un partito una cosa del genere ci potrebbe anche stare. Ma una cosa del genere non ci può stare nel modo più assoluto in un’associazione che si chiama ANPI”.

I partigiani dell’Anpi del Veneto e di Trevico replicano con molta durezza alle accuse della Puppato: “non siamo per i compromessi, non siamo per le correnti, non siamo né diventeremo un partito. Quindi se la senatrice Puppato del Pd vuole portare avanti la campagna per il Sì al referendum lo può fare ma non con la nostra tessera”. Lo dice in una intervista a Repubblica, Umberto Lorenzoni, 90 anni, mutilato di guerra, presidente dell’Anpi di Treviso. Alla domanda su cosa ha fatto la senatrice Dem di così grave, Lorenzoni spiega: “È membro del comitato promotore per il Sì. Organizza incontri e banchetti. Un compagno l’aveva avvisata che a Montebelluna non le avrebbero rinnovato la tessera. E lei cos’ha fatto? Se l’è fatta fare a Crespano del Grappa (Treviso): furberia inutile perché l’iscrizione deve essere approvata a livello provinciale”. L’Anpi non può quindi accettare che la Puppato faccia propaganda con la tessera in tasca per questo, “le restituiamo anche i soldi”. Infine, le parole definitive del presidente nazionale Carlo Smuraglia.

Una tempesta in un bicchier d’acqua? Non proprio. Le accuse di intolleranza che la Puppato ha rivolto all’Anpi vengono da lontano e rispondono ad una precisa strategia che tenta di delegittimare ogni associazione, gruppo, movimento che si sia espresso per il No alla riforma costituzionale, denunciandone, artificialmente, il carattere non democratico. I partigiani di Treviso hanno legittimamente negato la tessera Anpi alla Puppato perché i suoi comportamenti, pur legittimi, confliggevano con le regole interne all’associazione. Cosa fa la Puppato? Accusa l’Anci di intolleranza e di mancanza di democrazia. Le parole di Smuraglia mettono finalmente il punto sull’ennesimo tentativo di screditare l’Anpi, i partigiani, e la loro decisione di tutelare la Costituzione del 1948, sana e robusta, votando no. Chi davvero è l’intollerante, in questa come in altre vicende?

Share

Leave a Reply