Bologna. Nella notte attentato contro stazione Carabinieri. Tissone, Silp Cgil: “pessimo segnale, frutto dell’asprezza dei toni elettorali”

Bologna. Nella notte attentato contro stazione Carabinieri. Tissone, Silp Cgil: “pessimo segnale, frutto dell’asprezza dei toni elettorali”

Ha divelto la porta a vetri all’ingresso e frantumato due finestre al piano terra, ma non ha ferito nessuno, l’attentato esplosivo ad una stazione dei Carabinieri alla periferia di Bologna. Due taniche di benzina innescate da una miccia poste davanti all’ingresso. Alcuni dei militari dormivano all’interno dell’edificio. Il boato ha svegliato anche residenti nei palazzi vicini. Le modalità farebbero pensare alla matrice anarchica, ma sono in corso accertamenti; nel pomeriggio in città atteso il premier Renzi per un incontro sul Referendum.

Gli investigatori lavorano senza sosta e senza escludere alcuna pista sull’ordigno che, nella notte, è esploso davanti a una caserma periferica del capoluogo emiliano. Si stanno conducendo verifiche sul luogo e il ritrovamento di residui di plastica e benzina spingono il reparto operativo a ritenere molto probabile che l’esplosione sia stata determinata da benzina racchiusa in taniche. Si stanno conducendo accertamenti su quello che è rimasto dell’ordigno. Secondo gli investigatori, l’attentato costituirebbe una progressione, nelle modalità e nella portata dell’esplosione, rispetto a episodi precedenti che comunque non hanno mai riguardato edifici dell’Arma. Secondo quanto si apprende, la pista che sembra più probabile sarebbe quella anarchica anche se non si esclude niente e si indaga a 360 gradi.

La nota di Daniele Tissone, segretario generale Silp Cgil

“L’attentato alla caserma dei carabinieri di Bologna, avvenuto alla vigilia della visita del premier Renzi qualora, come per gli scontri alla Leopolda di Firenze, avesse un identico denominatore, rappresenterebbe, di fatto, un pessimo segnale, figlio di una campagna referendaria che, in molti casi, ha raggiunto livelli di virulenza verbale elevati che possono costituire terreno fertile per chi non accetta le regole della democrazia e preferisce utilizzare metodi violenti ed eversivi”, afferma Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil. “Le ragioni del confronto – dice Tissone – non possono mai prevalere su quelle dello scontro. A Firenze come a Bologna a rimetterci sono stati, ancora una volta, i lavoratori in divisa, poliziotti e carabinieri che rappresentano oggi uno dei baluardi più saldi in difesa della democrazia e delle istituzioni repubblicane. Teniamo pertanto conto dei rischi che corriamo – conclude Tissone – rammentando a noi stessi che, ogni volta che si alzano i toni, qualcuno ne approfitta per inquinare la nostra delicata e sofferta democrazia”.

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