Banche. Grandi (Comitato per il no): “Il governo sbaglia politiche e la colpa è della Costituzione?”

Banche. Grandi (Comitato per il no): “Il governo sbaglia politiche e la colpa è della Costituzione?”
Il governo scherza col fuoco, dando alla Costituzione la colpa di una situazione che invece è figlia di scelte politiche sbagliate. Vale forse la pena ricordare anzitutto che la direttiva europea sul bail in (salvataggi delle banche) è stata recepita dal parlamento a tempo di record in appena 13 giorni e a bicameralismo paritario vigente. Coloro che hanno approvato questa normativa si sono chiesti se era attuabile in Italia? La Germania ha preteso e ottenuto di tenere le Casse locali, una forza nell’economia del paese, sostanzialmente fuori dalle regole europee; l’Italia invece ha approvato senza fiatare e senza riflettere adeguatamente sulle proprie diversità.
Il Governo se n’è accorto? Francamente non sembra visto che ad ogni piè sospinto continua a dire che ogni intervento è bloccato dalle norme europee, il che non è neppure vero perché un intervento pubblico di salvataggio non è affatto vietato, deve solo avvenire con regole concordate. E certo è difficile che possa farlo un Presidente del Consiglio che ha consigliato a più riprese di acquistare bond bancari che sono regolarmente precipitati in borsa.
«Il governo ha sbagliato gravemente sia con la legge di trasformazione delle popolari in Spa, facendo un regalo a chi brama di conquistarne il controllo, sia con le modalità del commissariamento delle 4 banche in difficoltà (Banca Etruria in testa): fissando per legge il livello delle percentuali di sofferenza ha creato un potenziale affare per finanziarie speculative, come Algebris, e un effetto domino su altre banche che hanno sofferenze nel campo dell’esigibilità.
Il governo quindi ha agito come un dilettante allo sbaraglio, ha messo sull’avviso la speculazione sulle banche e rinviando tutto a dopo il referendum ha creato ad arte l’impressione che dal suo esito dipenda il futuro delle banche, il che è una vera balla.
La verità è che il governo ha agito in modo dissennato negli interventi sul sistema bancario, piazzando qualche uomo di fiducia qua e là, senza però una vera strategia di intervento sul sistema bancario. Ora, per uscire da questo caos il governo dice che occorre votare sì. In realtà rinvia tutto al dopo-referendum, quando il problema uscirà in tutta evidenza e le gravi responsabilità del governo (non della Costituzione vigente) saranno chiarissime e purtroppo peseranno su tutti noi.
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