Tissone (Silp Cgil). Polizia stradale, mancano gli uomini e i mezzi per la sicurezza delle strade. Il rinnovo del contratto bloccato da troppi anni

Tissone (Silp Cgil). Polizia stradale, mancano gli uomini e i mezzi per la sicurezza delle strade. Il rinnovo del contratto bloccato da troppi anni

Tornano alla ribalta delle cronache gli incidenti stradali. Se ne parla quando ci sono morti, feriti. Compare la parola “sicurezza”. Poi torna il silenzio, quando non vengono presi di mira gli addetti alla sicurezza, gli agenti della polizia stradale. Avevamo concordato un’intervista con Daniele Tissone, segretario generale del Silp Cgil, il sindacato dei lavoratori  di polizia. Ci incontriamo un giorno dopo la morte di un  giovane capopattuglia della “stradale”, Nicola Scafidi, 28 anni, originario di Palermo, in servizio a Novara. Sostava con l’autopattuglia ai  margini della autostrada. Sorvegliava il traffico, un furgone, a tutta velocità, ha colpito in pieno l’auto. Per Scafidi non c’è  stato niente da fare. Esprimiamo parole di cordoglio. Tissone ringrazia. Non riesce trattenere la commozione ma anche “la rabbia per  la morte del nostro collega perché avvenuta in servizio e perché una giovane vita è stata spezzata. Un servitore dello Stato aggiunge  il suo nome alla lunga lista dei poliziotti caduti in servizio. Nel nostro mestiere ci sono rischi che non possono essere evitati, ma chi ha responsabilità politiche e di governo deve metterci nelle migliori condizioni possibili per lavorare. Questo, purtroppo, non sempre avviene. L’incidente poteva e doveva essere prevenuto”. Ricorda che i sindacati del settore hanno inviato una lettera aperta al presidente Renzi chiedendo un incontro per discutere i molti problemi aperti, primo fra tutti quello della carenza degli organici, nel quadro del rinnovo del contratto di lavoro del Pubblico impiego, di cui fanno parte, bloccato da tanti anni.

Il “racconto” di cosa è oggi la “stradale”, un tempo definita un “fiore all’occhiello” della polizia

Chiediamo a Tissone di “raccontarci” la Polizia Stradale. Noi, gli utenti delle strade, ne abbiamo una immagine “statica”,  quelli della “stradale” che in moto o in auto sono coloro che  ti fermano con la paletta e magari ti fanno una multa. “La polizia stradale – risponde Tissone – è cambiata in questi anni, non è più quella che con i ‘Falconi’ scortava Coppi e Bartali con la ‘scodella’ sulla testa. Certe cose cambiamo in meglio, altre subiscono il trascorrere del tempo e così è avvenuto anche per la ‘Specialità’ un tempo definita il fiore all’occhiello della Polizia. Anche le vecchie ‘Rolley-Cord’ 6X6 con pellicole in bianco e nero sono state sostituite con nuove macchine fotografiche digitali e nuove apparecchiature, più sofisticate e affidabili, controllano la velocità con procedure ‘in remoto’ attraverso Tutor per la velocità media in autostrada e Vergilius per quella sulle strade extraurbane”.

Cinque milioni di utenti percorrono 18.000 km. Gli agenti sono solo 11.500, ne servono più di 1.000

Avete denunciato nella lettera inviata a Renzi in particolare la carenza degli organici in rapporto al traffico. Ci puoi fornire i numeri che sono sempre quelli che contano? “Controllare oggi un traffico veicolare di 5 milioni di utenti che, giornalmente, percorrono i 18.000 Km della nostra viabilità -risponde – non è un’impresa facile se affidata a sole 11.500 unità. Un organico, quello della Stradale, sottodimensionato di circa 1000 uomini spesso impegnati nel controllo dell’autotrasporto, dalle ore guida alla regolarità del carico, per la verifica delle condizioni psicofisiche dei conducenti che, con gli etilometri, misura il tasso alcolemico dei guidatori prevalentemente nei fine settimana. Tutti servizi nei quali l’elemento umano è insostituibile. Personalmente credo nella prevenzione, se è vero che la sicurezza stradale è oggi considerata uno dei maggiori problemi che i Paesi europei devono affrontare. Il quarto programma di azione europea sulla sicurezza stradale per il periodo 2010-2020 si è dato l’ambizioso obiettivo di quantificare una riduzione ulteriore del 50% delle vittime di incidenti stradali. In questi anni vi è stata una sensibile riduzione delle vittime che è scesa del 17% circa ma, purtroppo, tale trend discendente si è arrestato nel 2015, anno in cui si è registrato un incremento nel numero delle vittime dell’1,1% (3419 nel 2015 contro le 3381 vittime del 2014).

Le cause degli incidenti. La “guida distratta”, l’uso degli smartphone

Da una parte il volume di traffico, dall’altra le cause degli incidenti – prosegue Tissone – ci fanno capire quanto sia stressante il lavoro della stradale, quante conoscenze devono avere i nostri agenti”. E passa ad enunciare le cause, “troppe comunque, la velocità, l’alcool, la distrazione e il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e degli altri dispositivi di protezione. Uno dei problemi che riguarda oggi la guida distratta è l’uso degli smartphone. Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri hanno rilevato, nel solo 2016, ben 38.904 infrazioni di questo tipo; il 26,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2015. La Commissione europea ritiene che la distrazione durante la guida possa essere la causa o la concausa di una percentuale variabile di incidenti stradali che va dal 10 al 13%. Da qui la necessità di individuare strategie di contrasto più efficaci da affiancare alle campagne di sicurezza stradale quali ‘Se non rispondi non muore nessuno’ o #GUIDA&BASTA promosse da Anas e Polstrada”.

Autovetture che hanno percorso più di 150.000 km. Le “nuove” scarseggiano

Previene una mia domanda, da uomo delle strada, sulla presenza della Polizia sulle vie di comunicazione. “Certo -risponde – è un deterrente ma, spesso, le pattuglie sono impegnate in una serie di servizi, magari presso i caselli autostradali, e non si ha la giusta percezione che si potrebbe avere con più uomini e mezzi delle forze dell’ordine in circolazione. Il tema è scottante – prosegue – perché, in tempi di Spending Review, molte risorse vengono sacrificate in nome dei tagli e a discapito della sicurezza. Così le autovetture percorrono più chilometri di quelli che permetterebbero la sicurezza del mezzo (in molti casi superano i 150.000) e le auto nuove scarseggiano. Stesso dicasi per le apparecchiature speciali spesso poco numerose o in perenne riparazione. Serve pertanto investire fornendo agli addetti mezzi efficienti e sicuri come organici all’altezza dei compiti che consentano una reale e piena copertura di tutte le tratte.

Il recente piano di riorganizzazione taglierà 36 presidi  su tutto il territorio nazionale

Purtroppo, un recente piano di riorganizzazione taglierà, a breve, ben 36 presidi di Polizia Stradale su tutto il territorio nazionale tra Compartimenti, Sezioni e Distaccamenti. Questo perché manca il personale per effettuare i servizi e bisogna ridurre i costi: dalla manutenzione, alle sedi, al vestiario. La Polstrada è cambiata ma, a mio parere, è cambiata in peggio. Se è vero che un controllo sulla rete autostradale dei 6757 Km che la riguarda può essere assicurato da dispositivi elettronici, la stessa cosa non può dirsi per la restante viabilità urbana ed extraurbana dove anche i fondi per mettere in sicurezza le strade non vengono impegnati e dove le pattuglie scarseggiano più che altrove visto che la stragrande maggioranza dei tagli viene operata, per l’appunto, su questi uffici che insistono sui controlli alla viabilità ordinaria. Per concludere, credo si debba riflettere su tutto questo invertendo, una volta per tutte, il trend negativo in atto, solo così aumenteremo sicurezza e prevenzione sulle nostre strade”.

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