Students’ (R)Evolution in 70 città italiane, per il No nel referendum, contro la riforma Giannini e gli enormi disagi nelle università

Students’ (R)Evolution in 70 città italiane, per il No nel referendum, contro la riforma Giannini e gli enormi disagi nelle università

Studenti in piazza in tutta italia contro la politica scolastica del governo. E’ partito, con tensioni in alcune città, l’autunno caldo della scuola con la giornata nazionale di protesta degli studenti contro la riforma della scuola del governo Renzi. Sit-in, cortei e manifestazioni nelle principali città italiane, da Milano a Napoli, da Bologna a Roma fino a Palermo.

Gelida e burocratica la risposta della ministra Giannini alle rivendicazioni studentesche: “Di questi tempi, tutti gli anni, c’è una comprensibile e tradizionale voce degli studenti. Non mi pare che ci siano obiettivi precisi, mi sembra che sia una richiesta di attenzione” commenta il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, “questo governo si è occupato della scuola fin da subito: il dialogo con gli studenti è sempre aperto”. Si tratta di una replica che palesemente fa buon viso a cattiva sorte: il dialogo con gli studenti non è mai esistito, il loro coinvolgimento nelle decisioni che riguardano il loro presente e il futuro non c’è mai stato, l’obbligo delle 400 ore di alternanza scuola-lavoro negli istituti tecnici non è mai stato messo in discussione. E soprattutto, si affaccia l’ipotesi che l’alternanza divenga materia curriculare, ovvero obbligatoria, fin dai prossimi esami di maturità.

Le manifestazioni nelle città

Nella capitale un migliaio di studenti ha marciato verso il ministero dell’Istruzione e dell’Università in viale Trastevere insieme con varie sigle sindacali, Link, esponenti del movimento per la casa, i No tav, il movimento per la tutele dei migranti. Il corteo era partito con un piccolo tafferuglio: i dimostranti hanno cercato di deviare dal percorso previsto, ma le forze dell’ordine li hanno rimessi sull’itinerario convenuto. Due minorenni sono stati fermati e altri quattro ragazzi identificati. A Torino lancio di vernice e scritte contro il governo Renzi sulla sede del Pd di San Salvario e uova contro la sede dell’Ufficio regionale scolastico in Corso Vittorio Emanuele. A Milano gli studenti sono scesi per le strade e Parco Ravizza, punto finale della manifestazione, ha ospitato alcune iniziative sociali e gli interventi. A Bologna due cortei nel centro città, da un lato gli studenti del Cas (collettivo autonomo studentesco) e dall’altro la manifestazione promossa dagli studenti medi con l’adesione di Udu (Unione degli universitari). Musica ad alto volume, cori da stadio e slogan contro il premier Matteo Renzi a Napoli. Oltre 5000 studenti a Palermo “contro ogni forma di sfruttamento, contro l’alternanza scuola-lavoro, contro i presidi manager, contro l’aziendalizzazione e la privatizzazione delle scuole, contro lo smantellamento di esse”. A Bari diverse centinaia di studenti hanno sfilato e molti indossavano una maschera da scimmia dietro uno striscione che annuncia “l’evoluzione sta partendo”. A Firenze alcuni manifestanti hanno cercato di entrare nel liceo Galilei, in pieno centro, sfondando il portone. Sono stati respinti dalla polizia e alcuni giovani sono rimasti contusi. “Ora decidiamo noi” è lo slogan sullo striscione che ha aperto la manifestazione di studenti universitari e delle superiori a Cagliari per chiedere “più diritti e piu’ democrazia”.

A Napoli bel gesto del sindaco De Magistris che ha incontrato gli studenti

Il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha incontrato questa mattina i partecipanti al corteo dell’unione degli studenti Link Napoli che ha sfilato da piazza Garibaldi a piazza Municipio per contrastare le politiche autoritarie del Governo in materia di istruzione e per rivendicare un finanziamento reale al diritto allo studio chiedendo al comune di adottare nuove misure a tutela dei moltissimi studenti che animano la città. Al termine dell’incontro i manifestanti hanno consegnato a de Magistris il documento con le proposte dell’assemblea studentesca “per garantire maggiori diritti ed un reale accesso ai saperi ai soggetti in formazione”. Il Comune di Napoli, con un atto formale, ha già aderito alla “dichiarazione dei diritti di cittadinanza dei soggetti in formazione”.

La nota di Francesca Picci, rete studenti medi, e Andrea Torti, Link, organizzatori delle 70 manifestazioni

”Dalle scuole abbiamo voluto ribadire ancora una volta il nostro rifiuto nei confronti delle ricette del governo in materia d’istruzione, a partire dall’assunzione dei danni fatti dalla Buona Scuola – dichiara Francesca Picci, coordinatrice dell’Unione degli Studenti – Non siamo più disposti ad accettare voti di fiducia e deleghe in bianco sul nostro futuro, e siamo determinati a riscrivere tramite forme collettive di consultazione i diritti di una generazione che li ha visti tagliati tutti negli ultimi anni. Nella notte al Ministero, così come a conclusione del corteo, abbiamo voluto rilanciare la nostra campagna ‘Stiamo Diritti – Students’ (R)evolution’, che si intensificherà nelle prossime settimane portando in tutte le scuole una discussione tra gli studenti su quelli che sono i nostri bisogni materiali”. ”In piazza oggi siamo scesi anche noi studenti universitari per denunciare con forza come ad un continuo smantellamento del welfare si affianchi una stretta antidemocratica inaccettabile, come evidenziato dagli effetti della riforma costituzionale che abbiamo analizzato dentro le nostre università negli ultimi giorni – dichiara Andrea Torti, coordinatore di Link Coordinamento Universitario – Crediamo che al nostro Paese serva oggi una vera inversione di tendenza nei termini di una democratizzazione sostanziale della società, tramite la riduzione delle diseguaglianze e un rifinanziamento di misure di welfare universale. In questo senso prosegue anche la nostra campagna per una legge di iniziativa popolare sul Diritto allo studio, sulla quale stiamo raccogliendo le firme in tantissime città”.

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