Sisma in Centro Italia. Dopo 24 ore si contano i danni, si assistono le popolazioni, si sistemano gli sfollati. 40 milioni dal governo per l’emergenza

Sisma in Centro Italia. Dopo 24 ore si contano i danni, si assistono le popolazioni, si sistemano gli sfollati. 40 milioni dal governo per l’emergenza

Nel giorno della prima conta dei danni la terra non smette di tremare. E sono migliaia gli sfollati nelle zone colpite dalle violente scosse di ieri. Diversi centri storici risultano inagibili. Il Consiglio dei ministri ha stanziato 40 milioni di euro per l’emergenza. Con l’inverno vicino, niente tende. Chi ha perso la casa andrà in albergo. Impegnati nei soccorsi 980 vigili del fuoco ed anche le forze armate con mezzi e droni. Il premier Matteo Renzi, in visita a Camerino, promette: “dobbiamo costruire presto ed in modo serio. L’Italia c’è, ce la faremo”. La cronaca parla di una giornata ancora segnata dallo sciame sismico nei territori tra le province di Perugia e Macerata: dopo la scossa di magnitudo 5.6 delle 19.10 di ieri, sono seguite oltre 530 repliche in 24 ore, tra cui quelle di 5.9 delle 21.18 di ieri ed altre cinque superiori a 4.0. C’è angoscia tra la gente, già duramente provata dal terremoto del 24 agosto. Crolli hanno interessato anche la zona rossa di Amatrice, tra cui il ‘palazzo rosso’, l’unico stabile che era rimasto in piedi sul corso della cittadina.

La situazione degli sfollati, invitati a raggiungere gli alberghi della costa adriatica

Circa 500 cittadini di Visso, Pieve Torina e Pievebovigliana, sfollati per il terremoto che ha colpito ieri sera le Marche, hanno già scelto di trasferirsi in strutture ricettive sulla costa, utilizzando la propria vettura o i pullman messi a disposizione dalla Protezione civile. Circa 170 persone di Visso hanno raggiunto o stanno raggiungendo Civitanova Marche, mentre oltre 240 abitanti di Pieve Torina sono in arrivo a Sant’Elpidio. Lo fa sapere la Protezione civile, ricordando che il capo del Dipartimento Fabrizio Curcio ha incontrato oggi i sindaci dei comuni più colpiti delle province di Macerata e Perugia per comprenderne le necessità e individuare le priorità di intervento. Con lui anche il coordinatore della Dicomac, Titti Postiglione, il commissario straordinario per la ricostruzione, Vasco Errani e i presidenti della Regione Marche, Luca Ceriscioli, e della Regione Umbria, Catiuscia Marini. Nel comune di Camerino si è tenuto il punto della situazione congiunto con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, arrivati nel pomeriggio. Nel corso dell’incontro, spiega la Protezione civile, si è parlato dei bisogni dei cittadini e concordato sulla necessità di adottare soluzioni strutturali che escludano l’allestimento di aree di accoglienza soprattutto in ragione delle rigide temperature che caratterizzano questo periodo dell’anno. Oltre alla possibilità di richiedere il contributo di autonoma sistemazione, infatti, le alternative date ai cittadini consistono nell’alloggio in strutture agibili sul territorio o nel trasferimento in strutture ricettive sulla costa.

L’assistenza alle popolazioni di Camerino, Tolentino e Matelica

Nei territori colpiti dal terremoto proseguono intanto le attività di assistenza alla popolazione e di verifica dei danni. A Camerino la Croce Rossa ha inviato una cucina da campo che potrà essere operativa già a partire da domani, mentre la mensa dello studentato universitario è risultata agibile con provvedimenti e potrà essere riattivata nei prossimi giorni. Nel maceratese l’intervento delle squadre di ricerca e soccorso dei Vigili del fuoco non ha rilevato dispersi. In generale, le attività di assistenza sanitaria hanno riguardato casi di lieve entità, mentre quelle relative ai trasferimenti o alle evacuazioni preventive sono state consistenti e hanno interessato le strutture ospedaliere di Cingoli, Tolentino e Matelica. Anche in diverse residenze sanitarie assistenziali e strutture socio-sanitarie si è provveduto al trasferimento dei pazienti in altri centri. Le criticità legate alla viabilità sono state risolte e risulta regolare il traffico ferroviario sulla linea adriatica e per Roma. Nelle frazioni più isolate, il Corpo forestale dello Stato è intervenuto sin dalle è prime ore dopo le scosse per effettuare controlli sulla viabilità montana e ha continuato a operare oggi con verifiche sulle strutture zootecniche. Infine, per quanto riguarda la rete idrica, le interruzioni nella distribuzione nelle località di Pioraco, Camerino e Visso sono state risolte con l’utilizzo di autobotti.

L’impegno alla ricostruzione delle comunità di Vasco Errani, commissario straordinario del governo

“Alla comunità dico che l’unico modo per affrontare lo sciame sismico, questo dramma che stiamo vivendo, è darsi una grande spinta di reazione. Costruirne una comunità, insieme, dandosi una mano. Il cuore della ricostruzione non sono le risorse che pure il Governo ha messo a disposizione ma è un’idea di comunità e di solidarietà”, ha detto il commissario straordinario del governo per la ricostruzione Vasco Errani al termine del vertice a Norcia con la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e i sindaci della zona. Rispondendo ai giornalisti ha aggiunto: “non ci dobbiamo far piegare nemmeno da queste scosse”. Dopo gli ultimi eventi, Errani ha detto che comunque “non ricominciamo da capo perché abbiamo un decreto molto importante che ci dà gli strumenti per la ricostruzione”. “Tuttavia – ha aggiunto – queste nuove terribili scosse che producono, come pienamente comprensibile, grande preoccupazione e paura tra la popolazione ci mettono nelle condizioni di dovere rifare tante schede per la verifica delle condizioni delle abitazioni, tutte le verifiche nelle scuole. Un lavoro che avevamo fatto in questi due mesi e in molte zone dobbiamo riprendere. In più abbiamo situazioni nuove come a Preci che era stata sì colpita dal terremoto del 24 agosto ma ora ha subito un colpo pesante così come Norcia e due frazioni”. Il commissario per la ricostruzione ha quindi evidenziato come sia “chiaro che la stagione alle porte non consente di pensare alle tendopoli”.

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