Sisma. Dopo 12 ore si fa il bilancio drammatico dei danni, si soccorrono gli sfollati, si cerca di dare loro una sistemazione

Sisma. Dopo 12 ore si fa il bilancio drammatico dei danni, si soccorrono gli sfollati, si cerca di dare loro una sistemazione

Dodici ore dopo il violentissimo sisma di magnitudine 6.5 Richter con epicentro a Norcia, facciamo un primo punto della situazione. Alle 16 erano già 15 i terremoti di magnitudo tra 4 e 5. Si tratta del sisma più violento dal 23 novembre 1980 quando a crollare fu parte dell’Irpinia (magnitudo 6.8). Ora è emergenza sfollati, verso i 100 mila, nelle quattro regioni colpite, Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio. Cancellati in pochi secondi interi borghi nell’area dell’epicentro del sisma, tra Perugia e Macerata. Preziose basiliche, cattedrali e antiche chiese crollate o fortemente lesionate nelle Marche, in Abruzzo ma anche a Roma. Il sisma non ha risparmiato neanche i cimiteri, a Castel Sant’Angelo sul Nera le bare sono uscite fuori. A Norcia crollate la Basilica di San Benedetto del 1300 e la cattedrale di Santa Maria argentea. A Perugia chiusa la Rocca Paolina. Lesioni anche al campanile di Civita di Bagnoregio. Secondo il Ministero dei Beni culturali sarebbero 5000 le segnalazioni di danni a beni culturali e artistici.

Mentre si conferma il bilancio di una ventina di feriti e l’assenza di vittime e dispersi, un vero e proprio miracolo, man mano emergono gli ingenti danni al patrimonio architettonico e artistico: l’ultima segnalazione riguarda la cupola della chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza a Roma, capolavoro del Borromini, dove si sono riaperte alcune lesioni preesistenti. Il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, e il commissario per la ricostruzione Vasco Errani hanno partecipato nel pomeriggio a Rieti a un vertice sull’emergenza-terremoto, per poi recarsi a Norcia, una delle aree più colpite dal forte sisma di stamattina. “Ora il primo problema è dare assistenza e sicurezza alla popolazione che sta vivendo una situazione molto pesante” ha sottolineato Errani, aggiungendo che l’impegno chiaro resta quello di ricostruire tutto per dare prospettiva a questi territori e a queste comunità”. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha assicurato che le forze dell’ordine presidiano il territorio e proteggono le case dei cittadini colpiti dal sisma. “Questa mattina – ha precisato il ministro – abbiamo mandato, nei posti colpiti dal terremoto, 120 unità tra Polizia e Carabinieri, che si sono aggiunte a quelle già presenti in quei territori e, in queste ore, altri 200 militari si stanno aggiungendo ai 220 operativi nelle zone rosse sin dal 24 agosto scorso”. Sul fronte dei soccorsi, Alfano ha spiegato che “abbiamo 1.313 Vigili del Fuoco in campo, dei quali 323 hanno raggiunto proprio in queste ore i luoghi colpiti, e 533 mezzi, di cui 81 inviati oggi. Siamo impegnati per cercare di ripristinare il più possibile la viabilità stradale e per questo abbiamo impegnato 125 pattuglie nelle quattro regioni coinvolte: Marche, Umbria Abruzzo, Lazio”.

Il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, ha confermato intanto che “questa scossa di 6.5 ha chiaramente cambiato quello che è lo scenario e la dimensione, e adesso abbiamo bisogno di qualche ora per stabilire un percorso”. Non è facile mettere in sicurezza decine di migliaia di persone in un’area molto vasta, che dai monti Sibillini scende fino a valle. Il numero degli sfollati da sistemare a cominciare dalla notte è impressionante. Nelle Marche sono ormai 25 mila. Il numero è emerso alla fine della riunione tecnica della Protezione civile e comprende complessivamente le persone colpite dalle tre grandi scosse: quella del 24 agosto, del 26 ottobre e quella di stamattina. Altri 4mila sfollati sono previsti nelle zone abruzzesi. Ma è in Umbria, a ridosso dell’epicentro, che si presentano i maggiori problemi: interi paesi rasi al suolo. Nella sola Norcia, gli sfollati sono più di tremila, come a Gualdo Tadino, Castelluccio di Norcia. Si cerca di portarne a centinaia verso gli alberghi del Trasimeno, o sulla costa adriatica.

Una migrazione “epocale” e drammatica di decine di migliaia di sfollati verso l’Adriatico almeno fino ad aprile, dice il sindaco di Civitanova

Li distribuiranno sui 150 km della costa marchigiana, a migliaia. E ci resteranno fino ad aprile, come minimo, come ha rivelato la Confcommercio sulla base della richiesta di disponibilità fatta dalla Protezione Civile agli operatori. Sarà, come ha detto lucidamente il sindaco di Civitanova Corvetta, ”Una migrazione epocale, magari temporanea, ce lo auguriamo, ma epocale”. Dolorosa e imprevista: è la vicenda degli sfollati dai 40 comuni appenninici colpiti duramente dalle scosse di questi giorni e in particolar modo da quella di stamane. In molti vogliono continuare a restare vicini alle attività, e quindi si cerca una sistemazione il più possibile limitrofa a aziende, campi, stalle. Magari nella fascia tra il mare e le colline. Gli sfollati verso il mare saranno comunque migliaia, forse non tutti i 25 mila previsti dalla regione, ma per ora ci sono le 5 mila richieste fatte agli albergatori della parte centrale, dal Conero a Porto S. Giorgio, la zona marina più vicina alla zona devastata. Ma sono pronti anche gli albergatori di Marotta e Senigallia con mille posti letto. Si sa che in preallarme ci sono tutte le strutture alberghiere e ricettive fino a Gabicce. Se fino alla scorsa settimana la speranza era quella di tenere le persone nelle seconde case o comunque vicino ai comuni sconvolti, ora la dimensione della devastazione è tale che ha fatto dire al presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli: “Parlare di sradicamento in questo momento non ha senso. Il sisma è tanto grande che tu hai necessità di trovare un tetto. Quindi bisogna avere questo tipo di disponibilità”. Cioè a muoversi e trovare riparo dove questo riparo c’è: sulla costa.

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