Scossa di magnitudo 6.5 alle 7.40 con epicentro a Norcia avvertita in tutta Italia. Gravissimi danni. Crollato il duomo di Norcia. Una decina di feriti

Scossa di magnitudo 6.5 alle 7.40 con epicentro a Norcia avvertita in tutta Italia. Gravissimi danni. Crollato il duomo di Norcia. Una decina di feriti

Quello che ha colpito, nuovamente, il Centro Italia alle 7 e 40 di domenica 30 ottobre ha avuto “una magnitudo importante” perché “una da 6.5 a 10 chilometri di profondità è un valore rilevante”. Fabrizio Curcio, capo Dipartimento Protezione civile, lo dice in conferenza stampa dal Dicomac di Rieti, in diretta su Sky Tg24. Si sono verificati “diversi crolli”, dice Curcio, soprattutto nell’area di Norcia, Castel Sant’Angelo e Preci, “diversi crolli nelle aree centrali”, e ora sono in corso “le verifiche soprattutto per le persone”, perché “la priorità ora sono le persone” e “il sistema è già attivato”. Si sta registrando, ad ogni modo, “una grande solidarietà”, conclude Curcio, e “le persone stanno reggendo a una situazione molto difficile”.

Perché questa scossa così forte? Lo spiega Il CNR in una nota

“Ogni volta che si sviluppa un terremoto lungo una superficie di faglia, la zona ipocentrale si scarica (rilassamento) e vengono caricati i volumi adiacenti (lateralmente) alla faglia stessa. Tali volumi, sottoposti ad un nuovo stato di stress, possono cedere (rompersi) e generare terremoti a loro volta. Sono processi di propagazione laterale della sismicità (contagio) relativamente frequenti, già osservati in altre aree sismiche della Terra come per esempio in Turchia, California e Haiti. Questo processo sta coinvolgendo l’Appennino centrale in questi mesi”, spiega in una nota l’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche. “Il terremoto – viene puntualizzato – si è spostato da Amatrice verso nord, nell’area di Visso e Ussita, e da questi luoghi oggi nuovamente verso sud nell’area di Norcia, dove il terremoto di Amatrice di agosto si era arrestato. Gli intervalli di tempo tra un terremoto forte ed un altro forte adiacente possono essere di anni o decine di anni, ma anche giorni o mesi come sta accadendo oggi in Appennino centrale. Purtroppo – sottilinea l’Igag-Cnr – non siamo in grado di prevedere quando e come tale sequenza sismica andrà a scemare, né possiamo in linea teorica escludere altri terremoti forti come e più di quelli avvenuti fino ad oggi in aree adiacenti a quelle colpite in questi mesi. Va però detto che se da una parte questa sequenza è fortemente preoccupante, dall’altro lato la propagazione laterale fa sì che si verifichino una serie di terremoti forti ma non fortissimi. Molto peggio sarebbe se tutti questi segmenti della facomunicaglia (Amatrice, Visso, Norcia) si fossero mossi tutti insieme generando un terremoto di magnitudo almeno 7.0”.

La situazione dei feriti

“Noi abbiamo idea – sottolinea Curcio- di qualche decina di feriti per il momento di lieve entità, a parte una persona che ci è stato riportato essere più grave ma diamo il tempo alle strutture sanitarie di fare tutti gli accertamenti. L’importante è che siano sul posto. Poi faranno le cose che devono essere fatte”.  Sono nove i feriti soccorsi in Valnerina dopo la scossa di stamani: lo riferisce la centrale regionale del 118 dell’Umbria, spiegando che provengono da Norcia e da Cascia. I due piu’ gravi, entrambi con traumi al torace, sono stati portati in elicottero all’ospedale di Foligno.

Molte strade chiuse al traffico. L’appello a non viaggiare verso le zone colpite. Anche circolazione ferroviaria chiusa in alcuni tratti

Anas comunica che a causa dei danni e della caduta di massi sul piano viabile causata dalle scosse di terremoto che hanno interessato il Centro Italia nelle ultime ore, è provvisoriamente chiusa la strada statale 685 “delle Tre Valli Umbre” in vari tratti tra Spoleto e Norcia, in provincia di Perugia e tra Norcia e Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Chiusa anche la strada statale 4 “Via Salaria” tra Posta e Accumoli, in provincia di Rieti, e nel tratto marchigiano in provincia di Ascoli Piceno. Anas invita a non percorre la strada statale 4 “Via Salaria”, al momento il transito è consentito ai soli mezzi di soccorso. Il personale e i tecnici Anas sono sul posto per le operazioni di pulizia del piano viabile dai massi caduti e per la verifica delle condizioni di sicurezza delle opere e delle pendici. Dopo la scossa di magnitudo 6.5 di oggi nel Centro Italia la circolazione ferroviaria è stata sospesa, in attesa di verifiche da parte dei tecnici Rfi, lungo le seguenti linee: Foligno-Terontola, Orte-Falconara, Ascoli-Porto d’Ascoli, Terni-Sulmona, Pescara-Sulmona. Lungo la linea Roma-Firenze il traffico è rallentato fino a 30 minuti per un guasto. Altri treni, fa sapere il Gruppo Ferrovie dello Stato, percorrono la linea da Orte a Orvieto.

La basilica di San Benedetto a Norcia crollata è l’immagine simbolo del sisma ripresa in tutto il mondo

La foto drammatica della Basilica San Benedetto a Norcia crollata e distrutta dalla fortissima scossa di terremoto che questa mattina ha colpito l’Italia centrale diventa il simbolo della tragedia che sta colpendo il Paese, campeggiando su moltissimi siti dei media internazionali. Bbc e Cnn la mettono in apertura, così come lo spagnolo El Pais, il Teleraph o Russia Today. Anche l’Abc mostra la foto in apertura del suo sito, accompagnata da un’altra immagine della Basilica prima del sisma, mentre il Daily Star apre con un video del crollo di San Benedetto. La basilica di San Benedetto, uno dei simboli della città di Norcia, non c’è più. E’ rimasta in piedi solo la facciata. La chiesa, del XII secolo, si trova a destra del palazzo comunale (anch’esso colpito, dove si teme soprattutto per la torre civica). La basilica sorge sopra la casa natale del Santo. L’interno, a croce latina, ha subito varie modifiche nel corso dei secoli, e non segue uno stile ben preciso: elementi romanici, gotici e barocchi si mescolano tra loro. Alle pareti si potevano ammirare interessanti tele di pittori locali, riguardanti la vita del patrono d’Europa. Da ricordare, ad esempio, il dipinto di Filippo Napoletano, rappresentante l’incontro tra ‘San Benedetto e Totila’ del 1621 e ‘La resurrezione di Lazzaro’ di Michelangelo Carducci, risalente al 1562. All’esterno, la chiesa mostra una maestosa facciata (ampiamente restaurata nella parte alta e non troppo danneggiata dal sisma di stamane).Essa presenta un grande rosone accompagnato dai simboli dei quattro evangelisti, con un ricco portale abbellito da rilievi e statue. La facciata, così come il portale laterale (ora murato) e la base del campanile sono della fine del 14esimo secolo. I muri laterali erano stati ricondotti ad un’altezza unica durante un restauro che finì nel 1958.

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