Roma. La sindaca Raggi in Commissione Antimafia: “Situazione del patrimonio capitolino disastrosa. Commistione tra criminalità, imprese e istituzioni”

Roma. La sindaca Raggi in Commissione Antimafia: “Situazione del patrimonio capitolino disastrosa. Commistione tra criminalità, imprese e istituzioni”

“Da pochi mesi siamo alla guida della città di Roma, non è molto tempo ma siamo certamente in un osservatorio privilegiato attraverso cui possiamo garantire che siano banditi dal palazzo i fenomeni criminali. Un sistema che dobbiamo sradicare e che abbiamo iniziato a sradicare. Dobbiamo invitare tutti i cittadini a mantenere la guardia molto alta su Mafia capitale che è, non soltanto un processo, ma un modo d’intendere la gestione della cosa pubblica. La nostra parola chiave è discontinuità, i fenomeni non sono isolati ma parte di un sistema che è stato frutto di una commistione pericolosa tra criminalità, imprese e istituzioni. Mafia capitale è l’effetto di un atteggiamento di totale disinteresse da parte della classe dirigente e delle istituzioni. Non è una mafia che usa i soliti mezzi ma mette a rischio il modo di procedere dell’amministrazione attraverso l’intimidazione, che è comunque un fenomeno mafioso”.

Sono queste le idee cardine espresse dalla sindaca di Roma Virginia Raggi nel corso dell’audizione alla commissione Antimafia alla Camera dove le è stato richiesto di riferire sulle linee guida della nuova amministrazione capitolina a seguito delle vicende di Mafia Capitale. Poi la sindaca ha espresso la sua valutazione sull’audizione all’uscita, audizione comunque incompleta, visto che dovrà tornare davanti ai commissari, anche la prossima settimana, ma vediamo cosa ha detto la Raggi su questa prima audizione: “Abbiamo fatto una lunga audizione e raccontato le azioni che stiamo ponendo in essere per sradicare la mafia, quindi riportare la legalità, ripartire dalle procedure di gara, con uno scadenzario effettivo per non andare più in proroga come è sempre stato fatto. E poi ancora un controllo del bilancio, un controllo degli appalti, un controllo dei soggetti che contrattano con la Pubblica amministrazione. Sul patrimonio – ha detto ancora la sindaca – abbiamo trovato una situazione disastrosa: Roma non conosce il proprio patrimonio immobiliare, che per anni è stato affidato a società esterne. La Romeo Gestioni (società che gestiva una parte del patrimonio immobiliare capitolino ndr)  dopo la fine del contratto ha portato via tutti i dati sui pc e poi ci ha restituito cento bancali di carte. Ci vorrebbero secoli per esaminarli. C’è un contenzioso aperto e dobbiamo recuperare i dati dalla Romeo Gestioni in qualche modo”.

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