Roma Capitale, sul salario accessorio la trattativa riparte il 3 novembre. I sindacati ora non escludono lo sciopero generale

Roma Capitale, sul salario accessorio la trattativa riparte il 3 novembre. I sindacati ora non escludono lo sciopero generale
Era il 15 luglio quando la sindaca Raggi parlava di salario accessorio e garantiva tutto il suo impegno, tenendosi per altro, strette le deleghe nella gestione del tema. Chiare le sue parole contenute in una lettera inviata ai sindacati: “La soluzione della questione salario accessorio rappresenta una priorità di questa amministrazione. Segnalo di aver immediatamente provveduto a richiedere agli uffici amministrativi competenti tutti gli atti relativi alla vertenza nonché di aver dato mandato agli uffici medesimi di mettere tutto a disposizione delle organizzazioni sindacali. A seguito di una prima analisi della documentazione, sono state individuate una serie di ipotesi di lavoro che prevedono da un lato il riavvio di un imprescindibile dialogo comune interistituzionale, dall’altro approfondimenti con l’assessorato al bilancio”.
Dopo questa missiva, che letta oggi, ha il sapore della beffa, tutto è rimasto fermo al palo. L’unica cosa certa è che i sindacati dovranno aspettare i primi giorni di novembre, il 3 per la precisione, per avere un nuovo incontro con l’Amministrazione di Roma Capitale. Va detto che nell’ultimo faccia a faccia tra l’Amministrazione ed i rappresentanti dei lavoratori, la sindaca si è tenuta alla larga ed all’incontro ha pensato bene di inviare il Direttore del Dipartimento del Personale, Raffaele Marra ed il Delegato al Personale, Antonio De Santis. Un tavolo che si è aperto e chiuso in 20 minuti, solo il tempo di comunicare ai sindacati gli esiti dell’incontro avuto dal Comune di Roma con la Presidenza del Consiglio e che, a detta dei delegati della Raggi, avrebbe messo la trattativa sulla strada giusta. Chiaro Marco D’Emilia (Fp Cgil) che sul rinvio ha così commentato: “Accettiamo questo ulteriore slittamento, ma il 3 novembre sarà davvero l’ultima data: o troviamo una soluzione, ovvero che a novembre pagano il dovuto, oppure oltre alle class action intraprese dai lavoratori con Cgil, Cisl e Uil, che non si fermano, ci sarà anche la mobilitazione. E in questo caso non escludiamo nulla, tantomeno lo sciopero generale”.
Sulla stessa linea anche Francesco Croce (Uil Fpl) che detta la linea del suo sindacato: “L’amministrazione continua a manifestare fiducia ampia e ritiene di poterci dare una notizia buona entro il 3 novembre. Vediamo in quella data un dentro o fuori, o si trova una soluzione o come ben sa l’Amministrazione, saremo costretti a mobilitarci sia a livello locale che nazionale”. Chiaro anche Giancarlo Cosentino (Fp Cisl): “Il 3 novembre – si interroga il sindacalista – saranno in grado di dirci in modo definitivo se saranno in grado di pagare la quota B per il 2015 e mantenere il fondo attuale per il salario accessorio. Per troppe volte siamo stati delusi dalle precedenti amministrazioni, quindi in questo momento riteniamo che la class action debba andare avanti e l’azione vertenziale anche. Poi se l’amministrazione paga la quota e riavvia le procedure di negoziazione per il rinnovo del contratto saremo felici di metterci al lavoro insieme, in caso contrario andremo avanti inasprendo la vertenza e la mobilitazione”.
Quanto alle somme dovute dall’Amministrazione ai suoi dipendenti restano ancora nei ‘forzieri’ semivuoti di Roma Capitale, le spettanze straordinarie dell’ultimo trimestre 2015, ma in piena corsa c’è anche il rinnovo del contratto e sul punto i sindacati vorrebbero comprendere con certezza e meno improvvisazione, quale sarà il futuro salariale dei 24mila dipendenti capitolini, che ad oggi, penultima domenica di ottobre, hanno sempre meno certezze. Riuscirà la Raggi a compiere il miracolo? Per i 24mila capitolini speriamo proprio di si.
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