Roma Capitale, botta e risposta Renzi-Raggi. Sempre più in bilico l’assessore Muraro

Roma Capitale, botta e risposta Renzi-Raggi. Sempre più in bilico l’assessore Muraro
È stata una domenica da incorniciare, quanto a polemiche politiche sotto e sopra il Colle capitolino. Dopo essere rimasto in silenzio per alcuni giorni e senza entrare nel merito delle vicende di Roma Capitale, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, profittando del corso di formazione politica del Pd, occasione ghiotta per giornalisti e telecamere, ha lanciato un durissimo attacco alla maggioranza pentastellata che ha preso il governo del Campidoglio. Sentiamolo: “Pensate che avrebbero detto se Muraro fosse del Pd? In fondo la svolta della Raggi è dare la gestione dei rifiuti a un donna collegata totalmente a Mafia Capitale, a quelli che c’erano prima. Insomma credo che ci sia nel M5s una doppia morale”.
Il Premier e la doppia morale del M5S
“La doppia morale dei 5 Stelle fa ridere i polli”, ha proseguito Renzi, citando anche alcuni parlamentari M5s tra cui lo ‘scienziato Di Battista’ che in un post “aveva lanciato una campagna contro Ilaria Capua accusandola di traffico illecito di virus, che era chiaramente una bufala. La Capua giustamente ha detto: in questo Parlamento non ci sto, mentre ci resta Di Battista”. Ed alle parole del premier ha replicato, alzo zero, anche la sindaca Raggi, gettando la palla sull’aspro terreno, per Renzi, della politica nazionale.
La dura replica della Raggi: “Affari con Mafia Capitale? Mica siamo il Pd”
Come è suo costume la Raggi, non si affida a note stampa, ma al solito Twitter: “Affari con Mafia Capitale? Mica siamo il PD. I cittadini sanno che quel sistema l’hanno creato loro. Noi lo combattiamo”. Poi su Fb scrive: “Il premier quando è in difficoltà – ultimamente capita spesso – prova a distogliere l’attenzione e a cambiare argomento. Forse è nervoso perché si avvicina la data del referendum sulle finte riforme. E i confronti in tv lo vedono in grossa difficoltà. Piuttosto si concentri sul disastro economico del governo, sui dati della disoccupazione giovanile, sulla fallimentare politica estera, sull’emergenza migranti. Buon lavoro”.
Il pressing del popolo pentastellato fa traballare la poltrona dell’assessore Muraro
Ma quello che è certo è che la Raggi ha l’obbligo di risolvere quello che è diventato un vero e proprio caso per il M5S. La sindaca dopo aver completato la squadra di governo, ha la necessità di dare risposte al movimento che l’ha eletta. Da giorni, ormai, l’assessore all’Ambiente Muraro è sotto assedio, mediatico e giudiziario, ed in molti tra i 5Stelle ne chiedono la rimozione. Lei resiste, ma in Campidoglio giurano che una parte consistente dell’Amministrazione ha chiesto la testa della titolare dei rifiuti, con un passato tirato fuori ad arte dal presidente del Consiglio in questa prima domenica di ottobre. Probabilmente anche la sindaca Raggi avrà fatto delle riflessioni con il suo staff, magari sui tetti del Campidoglio, e la conclusione è per ora sospesa. La Muraro resta al suo posto.
A chi la scelta dei manager per le Partecipate (Atac, Ama etc)
Una  scelta che potrebbe cambiare nelle prossime ore, quando, dopo la nomina dei due nuovi assessori a Bilancio e Partecipate, arriveranno anche i nuovi manager per Ama ed Atac, nomi che per forza di cose dovranno essere condivisi. Il pallino è nelle mani del nuovo assessore alle Partecipate, Massimo Colomban, che dovrà catapultare sulle decotte aziende ai rifiuti ed alla mobilità, volti nuovi. In queste ore il quotidiano romano il Messaggero, ha scritto, parlando della Raggi: “Dall’assessore alle Partecipate che scende da Treviso al nuovo amministratore unico dell’Ama che arriverà, salvo sorprese, dalla Lombardia. Ormai Virginia Raggi si affida sempre più alle segnalazioni e alle liste di nomi compilati dalla Casaleggio e associati”, sembrerebbe dunque chiaro che, almeno nel capitolo ambiente e rifiuti, la sindaca sia ormai ad un bivio e con poche possibilità di manovra, almeno per quanto riguarda Ambiente e Rifiuti. La Muraro, dunque, è appesa ad un filo. Per ora a tenerla ancora in sella c’è solo la Raggi ed una parte minoritaria del suo partito. I duri e puri e gran parte dell’elettorato che ha consentito alla sindaca di trionfare alle elezioni di giugno, è però su altre e più radicali posizioni e tra queste quella che vorrebbe far accomodare la Muraro fuori dalle stanze del potere capitolino.
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