Renzi parla all’assemblea di Assolombarda. Abbracci e baci. Molti dei contenuti dell’intervento ai confindustriali li ripropone alla Direzione del Pd

Renzi parla all’assemblea di Assolombarda. Abbracci e baci. Molti dei contenuti dell’intervento ai confindustriali li ripropone alla Direzione del Pd

Renzi in fotocopia. Al mattino si è presentato a Milano, assemblea generale di Assolombarda, roccaforte dei suoi amici di Confindustria che hanno assicurato tutto il loro impegno per il sì nel referendum costituzionale. Ha parlato circa mezz’ora. Al pomeriggio ore 17,45, si è presentato al Nazareno, Direzione del Pd. Ha aperto i lavori con una rilettura del testo con il quale era intervenuto alla assemblea degli imprenditori, i quali avevano accolto le parole del giovanotto di Rignano con un boato di applausi.

Il premier come Berlusconi quando diceva “sono uno di voi, il mio programma è il vostro

Sia al mattino che al pomeriggio non ha detto niente che già non si conoscesse. Non ha detto niente ma, verrebbe voglia di dire, lo ha detto bene. Berlusconi quando si trovava  a parlare di fronte a imprenditori, banchieri, manager, diceva “sono uno di voi, il mio programma è il vostro programma”. Aveva pienamente ragione, era davvero uno di loro. Ma Renzi Matteo non è “uno di loro”, meglio, non dovrebbe essere. Invece si è presentato con il cappello in mano. Ha chiesto la loro fiducia proprio per le cose che il suo governo ha fatto e per quelle  annunciate. Cavallo di battaglia, Industria 4.0. Ci sono in bilancio soldi, pronti per essere utilizzati. Altri 900 milioni per il fondo di garanzia. Poi la riduzione dell’Ires e altre cosette che aprono il cuore ai padroni. Renzi ha dato anche qualche scappellotto, ma con il sorriso sulle labbra. Lui si è autodefinito il “nuovo”, mentre nel mondo imprenditoriale c’è chi non è stato al passo con il nuovo. Ma si tratta di un peccato veniale. Ha enumerato quanto di buono ha fatto il governo, lui cioè: “Abbiamo aperto una prateria – ha detto – per le cose che dobbiamo fare, per il futuro. Certo ciò non serve a risolvere tutti i nostri problemi. Ma è servito a cambiare i piani del Paese”. Ora, con me, la strada è in discesa. Noi sappiamo governare ed ha elencato le riforme già realizzate e quelle messe in cantiere.

Il segretario del Pd alla direzione racconta quanto è bravo il governo

Nel pomeriggio ha raccontato alla Direzione del Pd quanto di buono e di bello il “suo” governo ha fatto e quanto si appresta a fare. Alla assemblea milanese ha detto anche che non avrebbe parlato di referendum. In effetti non ne aveva bisogno visto che malgrado qualche mugugno dell’ex presidente, i “confindustriali” insieme a quelli di Coldiretti, hanno già  messo a disposizione di Renzi Matteo le “truppe cammellate”. Torniamo alla assemblea di Assolombarda, al duetto fra Renzi Matteo e il presidente di Confindustria. Nei rispettivi interventi, si chiamavano per nome. Renzi si dice “emozionato” di parlare agli industriali lombardi “punta avanzata del Paese” e gli elogi si sprecano.

Gli imprenditori dal tanto lavoro in azienda hanno la “schiena rotta”

Il premier, con voce registrata sul patetico per l’occasione, parla degli imprenditori, che in cima ai loro pensieri avrebbero i dipendenti, le loro famiglie, il loro futuro. Lavorano tanto, hanno la “schiena rotta”. Questa immagine del padrone di una azienda che dalla fatica che comporta il suo lavoro ha la “schiena rotta” è davvero una trovata geniale. Bene, speriamo che da oggi Renzi Matteo faccia il giro dei cantieri e parli con gli edili preoccupandosi di come sta la loro schiena. Tutto ciò non bastava per lisciare il pelo a industriali, manager, banchieri.

Omaggio ad Assolombarda: “Milano sia guida per il futuro del paese”

Allora ecco la proposta di Renzi: Milano sia la guida per il futuro, “deve prendere in mano il Paese”. Deve continuare il “clima generato dall’Expo”. Deve continuare “quella stagione per la città che è punto di riferimento assoluto per tutti quelli che, nel bivio scelgono di giocare la carta della speranza”. Prima aveva battezzato anche Torino “come città del futuro” dove nel 2017 si terrà un G7 dell’industria. Ha trovato il modo di ripetere una frase, l’ìnno agli imprenditori, che si porta dietro in tutte le “visite” alle aziende, le piccole e medie in particolare. Ne vedrà, annuncia, due o tre a settimana. “Non credo – afferma – a chi mi dice che non devo parlare con gli imprenditori, senza di loro non ci sarebbero le imprese”. Bersani gli ha fatto notare più volte che un pezzo di Pd  si è allontanato, non gradisce l’ingresso nei salotti buoni. “Non puoi farti vedere sempre con Marchionne”. E lui che fa? Porta l’intervento pronunciato  all’ Assolombarda  nei locali del Nazareno.

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