Pubblico Impiego. I sindacati al governo: per il rinnovo del contratto la coperta non sia corta

Pubblico Impiego. I sindacati al governo: per il rinnovo del contratto la coperta non sia corta

Quante sono le risorse che il governo intende mettere a disposizione per il rinnovo dei contratti del Pubblico impiego bloccati da sette anni? Mistero assoluto, perlomeno in via ufficiale. Ma quello che viene fatto filtrare non lascia ben sperare. Tornano quei settecento milioni cui aveva fatto cenno la ministra Madia con Renzi, che aveva precisato, “vedremo qualcosa di più”. Qui siamo rimasti, quei numeri sono una presa in giro. Ancora una volta intervengono i sindacati con un comunicato che porta la firma di Serena Sorrentino, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco – segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl, Uil-Pa: “Dalla nota di aggiornamento del DEF, che sta per approdare in Parlamento – affermano – non emergono ancora numeri specifici rispetto ai vari interventi che devono essere affrontati in sede di Legge di stabilità e nessun elemento concreto è dato riscontrare in merito alle risorse per il rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego. Non è positivo che il Governo, alla vigilia dell’emanazione dell’atto di indirizzo all’ARAN e della ripresa del confronto con le Organizzazioni Sindacali, abbia glissato sull’argomento, sul quale non è stata fornita alcuna anticipazione.”

Sette anni di blocco. Il contratto un diritto dei lavoratori

“Si parla di grandi investimenti e di riforme strutturali le quali, a parte qualche annuncio roboante sulle grandi opere, sono ancora avvolte da un alone di mistero. Il nostro Paese – prosegue la  nota sindacale – deve ripartire e sul contratto dei dipendenti pubblici bisogna cambiare la prospettiva: non deve essere considerato un costo a carico della collettività ma un vero investimento per il rilancio dei consumi e dell’economia, sul quale si deve scommettere per dare nuove chances alla ripresa”.

“Il contratto è un diritto dei lavoratori che va reso esigibile, lo ha sancito più di un anno fa anche la Corte Costituzionale e, dopo sette anni di blocco retributivo, è  questione indifferibile. Auspichiamo che la Legge di Stabilità non si traduca in una guerra tra priorità ma che la stessa venga utilizzata come lo strumento attraverso il quale assicurare misure che abbiano la potenzialità di recare beneficio non soltanto ai diretti destinatari ma a tutto il Paese. Ovviamente – affermano i dirigenti sindacali – il rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego è tra questo tipo di interventi, una vera scelta di politica economica capace di dare giustizia alle lavoratrici e ai lavoratori pubblici dopo  sette  anni di blocco e di rilanciare l’economia del paese”.

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