Polonia. Le donne in nero scioperano di nuovo contro la legge che vieta la libertà di abortire in sicurezza

Polonia. Le donne in nero scioperano di nuovo contro la legge che vieta la libertà di abortire in sicurezza

Per la seconda volta in pochi giorni le donne polacche vestite di nero sono scese in strada per protestare contro il disegno di legge che limita ulteriormente l’aborto in un Paese che ha già una delle norme più restrittive d’Europa. Coloro che hanno partecipato si sono astenute dal lavoro o rifiutate di fare le faccende domestiche o di andare a scuola, scrive Bbc, in una sorta di sciopero ispirato a quello delle donne in Islanda nel 1975. La protesta è stata ribattezzata “BlackMonday” sui social e l’hashtag, insieme a #czarnyprotest, sta raccogliendo la solidarietà del web mondiale.

La prima marcia si è svolta sabato, dopo che la scorsa settimana sono iniziati i lavori parlamentari sulla proposta di legge di iniziativa popolare depositata dal comitato “Stop all’aborto”, che prevede il ricorso all’interruzione di gravidanza solo in caso di rischio per la vita o la salute della madre. La legge sull’aborto oggi in vigore in Polonia prevede l’interruzione di gravidanza soltanto in tre casi: rischio per la vita o la salute della madre, esami prenatali che indicano una grave patologia irreversibile per il feto, gravidanza frutto di violenza o incesto. La nuova proposta prevede soltanto il primo caso. Chi pratica l’aborto illegalmente rischia fino a cinque anni di prigione contro gli attuali due e anche la donna che decide di abortire è soggetta alla pena detentiva.

Il comitato ha annunciato una raccolta di firme a sostegno di un’iniziativa legislativa europea che garantisca l’accesso a un’interruzione di gravidanza legale, all’educazione sessuale e alla contraccezione. Secondo la Bbc non è chiaro quante donne stiano partecipando alle marce in tutto il Paese, ma l’amministrazione comunale di Czestochowa, nel sud della Polonia, ha concesso alle dipendenti di prendere il giorno libero. Il fronte pro-vita sta organizzando, dal canto suo, le controproteste e la Conferenza dei vescovi polacchi ha chiesto ai cattolici di pregare. Gli attivisti pro-vita hanno scelto il colore bianco come simbolo della loro protesta.

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