MontePaschi. Il “piano strategico” per risanare la banca lo pagano i lavoratori. 2900 esuberi, chiudono 500 filiali. Megale, Fisac Cgil: “Piano metta in sicurezza e rilanci la banca”

MontePaschi. Il “piano strategico” per risanare la banca lo pagano i lavoratori. 2900 esuberi, chiudono 500 filiali. Megale, Fisac Cgil: “Piano metta in sicurezza e rilanci la banca”

Dodici ore di riunione del Consiglio di amministrazione del Montepaschi per approvare il nuovo piano “strategico” presentato dall’ad Marco Morelli. “Tecnicamente complicato” discutere un ordine del giorno molto complesso. Dietro il paravento della complessità si nascondono divergenze sul futuro prossimo della banca in relazione in particolare all’aumento di capitale in Borsa. Anche per quanto riguarda l’ingresso di Corrado Passera, con il piano B. L’ex banchiere ha tenuto contatti con il Monte, e gli advisor Jp Morgan Mediobanca e Lazard. I consiglieri si sono divisi e non c’è stata alcuna decisione. Invece il piano Morelli è stato approvato alla unanimità. Riferiscono fonti di stampa che un amministratore che vuole mantenere l’anonimato abbia commentato: “Un piano bellissimo”. Sconcertante che costui usi questo aggettivo dopo aver approvato un piano industriale che prevede circa 2.900 esuberi, lavoratori che vanno a casa e la chiusura di 500 filiali. Non è una novità che siano i lavoratori a pagare le politiche scellerate che disastrano le banche. Perlomeno si abbia il pudore di non lanciare gridolini di gioia.

I sindacati ricordano che il contratto nazionale prevede l’apertura di “una procedura negoziale”

Il piano è stato illustrato ai sindacati dal nuovo amministratore delegato. Subito dopo, un comunicato delle sigle sindacali presenti in Mps, Fisac Cgil, First Cisl, Uilc Uil, Fabi, Sinfub, Ugl e Unità sindacali si fa presente che “ogni progetto derivante dall’applicazione del piano industriale sarà oggetto di apposita e specifica procedura negoziale come previsto dal contratto nazionale”. Dicono a questo proposito: “ci pare ovvio”. Ma, come si dice, è sempre meglio mettere le mani avanti.

L’ad Morelli ha reso noto che il piano prevede nel periodo 2017-2019 circa 2900 esuberi – comprensivi delle uscite naturali e del turnover – e circa 300 assunzioni, derivanti in gran parte dall’applicazione delle norme del CIA e da previsioni di legge. Il sindacato ha esplicitamente richiesto che la gestione degli esuberi avvenga “in maniera esclusiva attraverso l’utilizzo del Fondo di sostegno al reddito su base volontaria”.

Processi di esternalizzazione di attività previsti dal piano: le precisazioni dell’ad Morelli

Per quanto riguarda i processi relativi alla esternalizzazione di attività previsti dal piano, i sindacati hanno ribadito che “tali operazioni non dovranno comportare la cessione individuale del rapporto di lavoro, ed andranno quindi gestite su base volontaria”. “L’Ad, su nostra espressa sollecitazione – prosegua la nota – ha inoltre dichiarato che l’attuale perimetro del gruppo e del consorzio operativo non subirà alcuna variazione, ad eccezione di quelle legate alla diversa focalizzazione delle attività di riferimento dei vari ambiti societari. Il direttore Morelli ha inoltre specificato che l’indirizzo del piano prevede una netta separazione fra le attività commerciali e le attività di gestione del credito”. L’Ad ha annunciato la riduzione delle aree territoriali (da 8 a 4/5) e delle Dtm (circa 35/40). Quanto alle filiali, passeranno dalle attuali 2.000 circa a 1.500. Per quanto riguarda la  riduzione dei costi, le organizzazioni sindacali hanno fatto presente che l’impostazione contenuta nell’accordo dello scorso 24 dicembre relativa al monitoraggio annuale delle spese e dei costi operativi, al fine di verificare la possibilità di prosecuzione, o meno, nell’applicazione delle misure restrittive attualmente previste sul costo del lavoro. Hanno chiesto di conoscere i costi delle consulenze esterne.

Megale (Fisac Cgil), piano metta in sicurezza e rilanci banca

“Il piano deve mettere in sicurezza e rilanciare la banca ed è importante che questo avvenga, così come è stato indicato stamattina, gestendo in modo condiviso tutte le scelte, a partire dalla gestione degli esodi volontari relativi agli esuberi”, afferma il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, in merito all’incontro avuto oggi con l’Amministratore delegato di Mps, Marco Morelli, sul futuro della banca senese.

Per il leader della categoria dei lavoratori del credito della Cgil, inoltre, “è necessario che il piano di ricapitalizzazione vada in porto nella consapevolezza che Monte Paschi non solo è il terzo gruppo bancario ma è anche l’unico che vede la presenza del tesoro nella compagine degli azionisti e che, se necessario, deve essere garante del percorso di ricapitalizzazione e di messa in sicurezza della banca”.

Infine, prosegue Megale, “non va sottovalutato da un lato l’apprezzamento per i 300 nuovi assunti, dopo anni in cui si è discusso solo di esuberi e di sacrifici, mentre dall’altra è ferma la determinazione con cui abbiamo evidenziato che governare il percorso di risanamento e di rilancio in modo condiviso vuol dire anche evitare ogni e qualsiasi processo di esternalizzazione e anche dare soluzione ai contenziosi ancora aperti su quelle passate e non condivise”, conclude.

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