Manovra e referendum. Renzi scatenato. Parlamento esautorato. Dopo il 4 dicembre il giudizio definitivo della Commissione Ue. Mattarella firma il decreto fiscale

Manovra e referendum. Renzi scatenato. Parlamento esautorato. Dopo il 4 dicembre il giudizio definitivo della  Commissione Ue.  Mattarella   firma il decreto fiscale

Verrebbe voglia di chiedere se esiste un testo scritto del disegno di legge di bilancio di cui da quando fu approvato in fretta e furia dal Consiglio dei ministri si trovano paginate sui giornali e che Renzi Matteo definisce “non modificabile”. Il premier ormai tiene due, tre comizi al giorno. Manovra e referendum il campo di battaglia. Il Parlamento esautorato proprio su uno degli atti più importanti della sua attività.

Della manovra si conoscono solo le slide illustrate dal premier e dal ministro Padoan in  conferenza stampa, i numeri della manovra, ballerini, 26-27miliardi. Su questo testo non ancora arrivato al Parlamento si trovano, sempre sui media, illazioni sul giudizio che verrà espresso dalla Commissione europea, dagli ormai “mitici” Juncker e Moscovici. In vista del referendum non possono sconfessare l’operato  del governo italiano e dare un dispiacere al premier che  è anche segretario del Pd, socio di maggioranza o quasi del Partito socialista europeo che si  è espresso per il sì al referendum costituzionale. Ma i due non possono neppure mettersi contro i governi di grandi paesi che sono la spina dorsale della Ue. L’Italia, dicono a Bruxelles, ha già goduto della flessibilità prevista, non può chiedere altro. In questi giorni, in seguito all’annuncio della chiusura di Equitalia e del possibile “condono” nei confronti degli evasori, si è levata una protesta molto forte, tanto che il governo ha fatto sapere, sempre in via ufficiosa, che la sconcezza rappresentata dal condono di fatto, conseguente alla chiusura di Equitalia, nei confronti di chi illegittimamente ha accumulato ricchezze in contanti non dichiarati, il “condono Corona”, aveva detto Bersani richiamando gli euro nascosti dal fotografo, è stato eliminato. Perlomeno così pare. Ma cancellata da quale provvedimento, il decreto fiscale o il disegno di legge di bilancio? La domanda non è di poco conto, anche perché al Presidente della Repubblica è stato inviato il decreto che accompagna la manovra in quanto deve verificarne l’urgenza. “Bollinato” dal Tesoro è partito alla volta del Quirinale per il via libera di Mattarella. Decreto subito firmato a tempo di record. Sul testo del disegno di legge, la manovra finanziaria, di cui stanno discutendo a Bruxelles Juncker e Moscovici, gli “sherpa” italiani e quelli della Commissione, si dice che lunedì, ma forse mercoledì, verrà trasmesso alla Camere.

Fassina: sulla rottamazione delle cartelle dei grandi evasori il governo faccia retromarcia

Nota Stefano Fassina che “il testo del disegno di legge di bilancio non è ancora arrivato in Parlamento ma dopo la valanga di propaganda, cominciano le marce indietro. Il condono inserito nella voluntary disclosure pare venga cancellato. Bene. Rimane, pare, il colpo di spugna generalizzato sulle cartelle di Equitalia”.  “Il doveroso intervento per riconoscere ed evitare di aggravare le condizioni dell’evasione di sopravvivenza non deve portare a beneficiare i grandi evasori di professione. A tal fine, è necessario introdurre un tetto al debito fiscale da rottamare, altrimenti si fa un condono. Anche sulla rottamazione delle cartelle dei grandi evasori attendiamo la retromarcia del governo”.

Scotto. Garantire  il diritto delle opposizioni ad esprimere il proprio punto di vista

Appunto, c’è l’attesa che il governo parli, che le Camere possano esprimersi in maniera compiuta. Afferma Arturo Scotto, capogruppo dei deputati di Sinistra italiana: “Chiediamo i tempi necessari per discutere la prossima legge di bilancio: quelli previsti dalla legge e dal buonsenso. E’ molto probabile che il Dl fiscale e la manovra arriveranno alla Camera dei Deputati non prima di mercoledi. Insomma molto oltre quanto stabilito dalle norme votate appena tre mesi fa”. “Non si permetta a questo punto il governo e la sua maggioranza – prosegue  – di imporre una tabella di marcia incompatibile con il diritto delle opposizioni ad esprimere il proprio punto di vista. Con i suoi ministri – conclude Scotto – Renzi può pure giocare con le slides, ma con il Parlamento no”.

Boccia (Commissione bilancio): una manovrina per determinare consenso elettorale

Sulla manovra interviene anche il presidente della Commissione Bilancio della  Camera, Francesco Boccia, il quale attende il  disegno di legge che racconta la manovra. “Una manovrina” la definisce il deputato del Pd. E aggiunge: “Una manovra economica più è vicina ad una campagna elettorale, più determinante per il consenso”. Sottolinea che “26-27 miliardi sono insufficienti a dare quella stabilità sul piano della crescita di cui il paese ha bisogno”. “Invece della trattativa sugli zero virgola – prosegue – andrebbe rimesso in discussione tutto il meccanismo dei vincoli europei”. Non si tratta di dare battaglia a parole, come sta facendo Renzi Matteo per strappare un po’ più di flessibilità perché di questo si tratta. Boccia  afferma che “non si ha il coraggio di aggredire adeguatamente la rendita finanziaria con una tassazione all’altezza e di pensare ad una imposta fiscale per le cosiddette Over the top di Google e Apple che continuano ad avere un rapporto privilegiato con il fisco tricolore”.

La minaccia Ue di una procedura di infrazione. Solo uno spauracchio

Torniamo  al fronte delle illazioni. Da Bruxelles continuano ad arrivare notizie sul possibile percorso della manovra italiana. Prende sempre più piede la minaccia che venga aperta una procedura di infrazione. Ma sarebbe solo uno spauracchio per indurre Renzi Matteo a modificare i conti. Il Tesoro dovrebbe provvedere. Già, si dice che al ministero si sta lavorando alacremente in questa direzione, limando qua e là. Lo stesso premier sarebbe disposto ad accettare “piccole modifiche” che però non cambierebbero gli assi portanti della manovra. Non sarebbe una marcia indietro perché la sostanza della legge di bilancio non cambierebbe. Tutti sarebbero felici e contenti. Come arrivare a questo compromesso? Per l’Italia verrebbe modificato il calendario previsto per le leggi di bilancio degli altri paesi. La Commissione, si dice a Bruxelles, invierebbe ad inizio settimana la “letterina” con la quale viene chiesto di chiarire la “contabilità” della manovra, l’ormai famoso aumento del Pil dell’1 % e ciò che ne deriva. Se le risposte non sono esaurienti la manovra potrebbe non essere approvata. Moscovici darebbe tempo tre settimane, a dire di Repubblica, per riscrivere la legge di bilancio. Il 9 novembre Bruxelles renderà note le previsioni economiche. Il 16 novembre sarà resa pubblica la valutazione della Commisione. Si darà tempo a Renzi di apportare le modifiche richieste e al  Parlamento perché possa approvare le modifiche, se ci saranno. Comunque sia, con o senza modifiche, la Commissione emetterà il giudizio definitivo. Ma Dopo il referendum. Le Camere faranno da comparsa. Appunto, un uomo solo al comando, comunque vada.

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