La nuova grana per il governo italiano. Il segretario Nato rivela partecipazione italiana al confine russo. Gentiloni e Pinotti pasticciano. Durissime reazioni da SI, Rifondazione e M5S

La nuova grana per il governo italiano. Il segretario Nato rivela partecipazione italiana al confine russo. Gentiloni e Pinotti pasticciano. Durissime reazioni da SI, Rifondazione e M5S

“La politica dell’Italia è sempre stata quella di dire che ci vuole il dialogo. Pensiamo che con la Russia si debba dialogare”, ha detto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, a Bari durante l’Assemblea generale dell’Anci, a proposito dell’invio di un contingente italiano in Lettonia al confine con la Russia nell’ambito di una missione decisa dalla Nato al vertice di Varsavia. La “rivelazione” della partecipazione italiana, con i primi 140 militari in Lettonia, è stata fatta dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al quotidiano La Stampa, in occasione della sua visita in Italia. La ministra Pinotti, dunque, non poteva far finta di nulla, o tacere, o peggio ancora sbugiardare il segretario Nato. Ha dovuto ammetterlo con queste parole, che si rivelano come una sorta di toppa peggiore del buco: “L’Italia fa parte di un’alleanza e, anche per portare con più forza la propria voce che è l’invito a non fare una escalation ma anzi a riaprire i canali di dialogo, quando vengono prese decisioni comuni fa la sua parte”. Pinotti ha quindi ribadito che si tratta di una decisione “assunta a Varsavia, sembra una cosa nuova perché Jens Stoltenberg ne ha parlato in una intervista, ma la decisione di avere delle forze di rassicurazione nei Paesi baltici (non definitive ma temporanee e a rotazione, proprio per dare l’idea che non si ricrea la cortina da guerra fredda), è stata assunta a Varsavia”. Chi ha dato mandato al nostro ministro della Difesa di parteciparvi? Dopo questa incredibile uscita della ministra, ecco che si è cercato di correre ai ripari, in un modo ancor più disastroso, attraverso una dichiarazione di Gentiloni dalla Farnesina, che non solo conferma le parole del segretario generale Stoltenberg, ma anticipa la partecipazione ad altre operazioni Nato al confine con la Russia, anche se, dice l’ineffabile ministro degli Esteri, “non fa parte di una politica di aggressione verso Mosca”. Si resta davvero basiti dinanzi a tanta superficialità. Vorremmo ricordare, a noi stessi, e ai nostri ministri che nella Costituzione ancora vigente, l’articolo 11 dice in modo esplicito che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Prima del Patto Atlantico viene il rispetto della Costituzione.

La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Zakharova: “la politica della Nato allontana i paesi gli uni dagli altri”

Le reazioni a queste posizioni da apprendisti stregoni della politica internazionale non si sono fatte attendere. Durissima Mosca: “La politica della Nato è distruttiva”, è il commento rilasciato dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, sull’intervista a ‘La Stampa’ del Segretario Generale della Nato, Jens Stoltenberg, in cui si annuncia l’invio di un contingente di soldati al confine europeo con la Russia, nel 2018. “Questa politica – ha aggiunto la Zakharova – non mira alla lotta contro minacce e sfide comuni, ma a un ulteriore allontanamento dei paesi gli uni dagli altri”. La portavoce della diplomazia di Mosca ha denunciato, inoltre, che “invece di sviluppare relazioni profonde e di buon vicinato, l’Alleanza è impegnata a costruire nuove linee di divisione in Europa”.

Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra Italiana alla Camera: “contrari all’invio di soldati in Lettonia. Pinotti venga in Parlamento”

“Non si può riportare indietro la storia ai tempi della guerra fredda, neanche la Nato. Sinistra Italiana è contraria all’invio di militari italiani in Lettonia. Lo avrà anche deciso il vertice Nato di Varsavia, ma il Parlamento italiano è sovrano ed è quello il luogo dove si compiono queste scelte. La ministra Pinotti venga in Parlamento”, afferma il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana Arturo Scotto a commento delle parole della ministra sull’invio di militari italiani in Lettonia.

Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista: “Gentiloni e Pinotti, due irresponsabili che riaprono la guerra fredda”

“L’invio di soldati italiani in Lettonia è una pura, gravissima provocazione. I ministri Gentiloni e Pinotti sono due irresponsabili che, con questa decisione, riaprono il peggio della guerra fredda”, dice Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea. “Quando Gentiloni dichiara che non si tratta di un’aggressione – spiega Ferrero – mente sapendo di mentire. Se Putin schierasse l’esercito al confine tra Usa e Messico cosa direbbe Obama, quale sarebbe la reazione degli Stati Uniti? Chiediamo che il governo italiano ritiri questo suo impegno e non invii alcun contingente, l’Italia non partecipi a operazioni Nato che hanno come unico obiettivo quello di ricostruire la cortina di ferro e l’odio tra Russia ed Europa. Sono dei criminali – conclude Ferrero – e il governo italiano è supino ai voleri della Nato”.

Il lungo post di Beppe Grillo: “missione che rischia di esporre il nostro Paese al dramma della guerra”

“Nell’Italia a sovranità zero di Renzi e del suo tutor Napolitano il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, può permettersi di venire a Roma per annunciare in un’intervista, lui al posto del governo, l’invio di un contingente di soldati italiani al confine con la Russia nel 2018. Solo dopo mezz’ora Pinotti e Gentiloni hanno confermato la notizia che i nostri militari saranno 150 e verranno dispiegati in Lettonia”, scrive sul suo blog Beppe Grillo. “Questa azione è sconsiderata – scrive Grillo -, è contro gli interessi nazionali, espone gli italiani a un pericolo mortale ed è stata intrapresa senza consultare i cittadini. L’Italia non ci guadagna nulla e ci perde tantissimo. In termini di sicurezza nazionale questa missione rischia di esporre il nostro Paese al dramma della guerra. Ci riporta indietro di trent’anni ed alza nuovi muri con la Russia, che per noi è un partner strategico e un interlocutore per la stabilizzazione del Medio Oriente”. Ora, prosegue, “vogliono schierare i nostri uomini per provocare i russi e trascinarci nell’assurdità della guerra. Un altro fronte, oltre a quelli già aperti in Iraq, in Afghanistan, in Libia con i disastri che hanno creato. Renzi e Napolitano chinano la testa, ma l’invio di 150 uomini in Lettonia è inaccettabile. Chi pensa il contrario o non sa quello che fa o se ne frega degli italiani per altri interessi: delle due l’una. La Russia è un partner essenziale, non un nemico. I cittadini vogliono pace e prosperità, questo governo di pavidi ci trascina verso la guerra e il disastro economico. Nessun soldato italiano con il MoVimento 5 Stelle al governo sarà inviato al confine con la Russia, ma nel frattempo nessuno ha il diritto di giocare con la nostra pelle: #IoVoglioLaPace. Facciamoci sentire!”.

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