Il Napoli perde e la Juve solitaria si allontana, in quattro al terzo posto, bene le romane, debutto per il Var-moviola

Il Napoli perde e la Juve solitaria si allontana, in quattro al terzo posto, bene le romane, debutto per il Var-moviola

Il Napoli si fa sorprendere e superare da un’ottima Atalanta con una Juve che, più che mai di corsa, a Empoli fa la tripletta di gol e di punti portandosi a +4. Dei  primi sette inseguitori, solo l’Inter, con la Roma, perde, e così si confermano al terzo posto ben quattro squadre.

Tango argentino La Juve, anche se siamo appena alla settima giornata, comincia a dare l’impressione che, anche quest’anno, sarà dura starle dietro, soprattutto perché quando è doveroso vincere, lo fa, com’è successo ad Empoli, con assoluta tranquillità imponendo la sua forza nel gioco e nel risultato, magari soffrendo per un’oretta contro il muro avversario ma, poi,  con un perentorio 3-0 in soli cinque minuti cinque, chiude la partita con il duo argentino: Dybala apre la breccia e Higuain, doppietta, la allarga a dismisura. Con 18 punti conquistati su 21, gli uomini di  Allegri salutano e se ne vanno, dimostrando di non aver risentito più di tanto delle vittoriose  fatiche infrasettimanali dopo la passeggiata di Zagabria di Champions.

Sarri (già) si arrende Succede, invece, tutto il contrario per il Napoli che, forse ancora inebriato dalla sbornia contro il Benfica, a Bergamo, contro un’Atalanta in gran  spolvero, delude sotto ogni aspetto, probabilmente pagando lo scotto fisico e psicologico dell’impegno settimanale. Si è visto un undici fiacco, poco reattivo, con un Hamsik come faro spento che poco o nulla ha illuminato alla sua maniera. Ma oltre alla sconfitta che comincia a creare un certo distacco dalla Juve, vanno anche valutate in negativo le rassegnate dichiarazioni di resa di Sarri per la lotta allo scudetto, ritenendo che  la Juve lo abbia già vinto. Chissà che ne pensa il presidente De Laurentiis di quest’uscita a dir poco infelice del suo allenatore.

Roma-Inter  Si presentava come uno scontro delicato per entrambe le squadre rivenienti da recenti delusioni in campionato e/o in Europa e, al termine di una partita piacevole a vedersi, ha prevalso la Roma grazie ad un superlativo Dzeko, che dopo aver segnato un gol, si è elevato al disopra di tutti con una prestazione degna di nota, risultando il migliore in campo insieme al portiere interista Handanovic. Troppe le occasioni da gol sciupate da una parte e dall’altra ma a mangiarsi le mani, alla fine rimane l’Inter, battuta da una poderosa incocciata di Manolas deviata da Icardi, dopo il pareggio di un ottimo Banega. La Roma ha faticato parecchio riuscendo, però, a vincere, l’Inter, oltre allo spreco, ha, però, ancora una volta  sofferto in diversi uomini, evidenziando che la ripresa nel gioco appare ancora lontana.

Milan-Sassuolo, che partita!  Quando ormai sembrava chiaro che il Sassuolo, ancora una volta, avrebbe sbancato S. Siro si era sul 3-1 per gli ospiti e, da quanto visto fino a quel momento, al Milan nessuno avrebbe concesso un centesimo sul suo ritorno in vita. Invece ci si metteva l’arbitro Guida che concedeva  un rigore che forse poteva anche esserci ma era viziato da un precedente fallo; questa sarebbe stata la chiave di volta dell’incontro perché il Milan si risvegliava dal torpore e Montella, dalla tribuna dopo essere stato espulso, rimediava agli errori di formazione inserendo Niang e Locatelli al posto di due insignificanti Luiz Adriano e il solito scialbo Montolivo. Il giovane centrocampista, dopo Bacca su rigore, ripristinava il pareggio con uno spettacolare tiro al volo che resterà nella sua storia calcistica come sua prima rete in serie A da incorniciare. E di lì a poco, il tutto in 8’, ecco confezionato il sorpasso con un uno stacco stellare di Paletta. Milan, nel risultato, indubbiamente  favorito da sviste arbitrali, il Sassuolo reclama anche per un rigore non concesso, ma che, almeno, nell’occasione ha manifestato un grande spirito di reazione. Peccato per un ottimo Sassuolo forse troppo sicuro d’aver vinto.

Le altre Un’ottima, schioppettante Lazio passa alla grande ad Udine con una rete di Keita e una doppietta di Immobile, salutare per lui e per il suo impiego in Nazionale. Simone Inzaghi si conferma nel quartetto del terzo posto e, a livello statistico si colloca, in casa biancazzurra, in  prima posizione per la media punti fatta in serie A (8 vittorie su 14 panchine) fra tutti gli allenatori della gestione Lotito. Non male per un mister che si è ritrovato in panchina solo dopo il rifiuto di Sampaoli… Pesante contestazione dei tifosi dell’Udinese che hanno manifestato la loro insoddisfazione con un “basta stranieri” e ne hanno ben donde visto che la società friulana è quella con maggior numero di stranieri (24 su 29) dell’intera serie A.

Ennesima bella figura del Chievo che, vincendo a Pescara, si è confermato degno di restare in alto loco, zona alla quale tende ad avvicinarsi anche il Torino, alla seconda vittoria consecutiva, contro una spenta Fiorentina che ha sempre una partita da recuperare contro il Genoa che, a sua volta, è andato a vincere a Bologna grazie ad un’altra rete del figlio di Simeone al quale evidentemente  l’aria della riviera ligure fa bene.

Giù in fondo  Sesta sconfitta per il Crotone, da sempre fanalino di coda anche se, per sua fortuna,  delle squadre che lo precedono, solo il Palermo, contro la Samp, ha rimediato un punto, mentre l’Empoli, alla terza sconfitta consecutiva, non dà sintomi  di ripresa e il Pescara, ancora alla ricerca della prima vittoria “vera” dopo quella assegnatale a tavolino, manifesta i primi segni di crisi.

 Moviola (per ora) segreta  Ieri, negli stadi di  Milano e Torino, si è registrato il debutto del cosiddetto Var (Video Assistant Referees), un’apparecchiatura, per ora a livello sperimentale, da vera e propria moviola alla quale attendono, in apposite postazioni riservatissime, oltre ai tecnici, due arbitri con il compito di rilevare azioni di gioco dubbie che possano influenzare le decisioni della squadra arbitrale in campo.  In pratica  si dovrebbe arrivare fra due anni  ad istituire un replay che possa indirizzare l’arbitro verso una decisione corrispondente a quello che i moviolisti a tavolino avranno visto al rallenty con conseguente tempestiva comunicazione al direttore di gara a mezzo auricolare.  Sicuramente, almeno per quanto riguarda la partita di s. Siro, gli esaminatori hanno avuto modo di valutare da subito alcune azioni controverse e, se il Var fosse stato già istituzionalizzato e attuato, forse il risultato sarebbe stato differente dal pirotecnico 4-3 finale.

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