Higuain batte il Napoli, cacciandolo a -7, la Roma si è fermata a Empoli e la Juve si porta a +4, Milan terzo, irrompe la Lazio

Higuain batte il Napoli, cacciandolo a -7, la Roma si è fermata a Empoli e la Juve si porta a +4, Milan terzo, irrompe la Lazio

lI tema dell’undicesima. Dopo aver battuto il Napoli, allontanandolo a 7 punti, la Juventus rimane prima aumentando, però, il vantaggio da due a quattro lunghezze dalla Roma che, a Empoli, non è riuscita ad andare oltre un sorprendente 0-0 dopo i tanti fuochi d’artificio, 17 reti,  delle ultime 7 partite, quale squadra abbonata al gol. Il Milan, dopo una gran faticaccia, riesce a vincere col Pescara, sostituendo in terza posizione lo stesso Napoli, superato a sua volta anche da una prorompente Lazio, imbattuta da sei giornate (4 vittorie e due pari) ed ora quarta. In coda si registra la prima vittoria della matricola Crotone.

E ora il Lione.  Sistemata positivamente la gara, da tutti tanto attesa, col Napoli, Allegri ora può dedicarsi interamente alla partita, da lui ritenuta assai più importante, con il Lione, mercoledì sera in Champions. Il tecnico livornese in settimana aveva cercato di sdrammatizzare l’importanza di quello che, comunque, è sempre stato e resterà, uno scontro nord-sud assai sentito dalle due tifoserie per i tanti significati, compreso, stavolta, il tormentone Higuain. Nel pieno contesto di un impegno da assolvere, la Juve non è che abbia brillato (a posteriori, lo ha riconosciuto anche Buffon invitando i compagni a darsi una mossa), però, ha fatto valere la solita esperienza, con calma e ordine di gioco,  specie in difesa quando i tre piccoletti partenopei sbucavano cercando affannosamente quello che non c’era, cioè il risolutore. Per i bianconeri, più che dare spettacolo, era importante vincere per prepararsi al meglio allo scontro di mercoledì quando i tre punti potrebbero significare allungare verso il primo posto nella qualificazione Champions.

Core ‘ngrato    Per i tifosi napoletani perdere a Torino con la Juve ci poteva anche stare, ma essere battuti, dopo aver acciuffato il pari, con un gol di Higuain,  ricordato come  il “traditore”  per eccellenza, proprio nessuno è riuscito ad accettarlo; va bene che il Pipita non ha neppure abbozzato il minimo cenno di esultanza per rispetto dei suoi numerosi ex tifosi ma, per loro, la punizione per questa sconfitta rimane doppiamente grande sia per le conseguenze immediate di classifica (si scivola dalla zona Champions all’Europa League) che per l’autore del gol che l’ha decisa. Nonostante le due recenti vittorie in tre giorni con avversari  inferiori come il Crotone e l’Empoli, il Napoli, in una partita di quelle più impegnative, era chiamato a dissipare i dubbi conseguenti alle precedenti tre sconfitte consecutive (Champions compresa) dopo l’uscita di scena di Milik ma, per quanto non abbia demeritato, a tratti anche imponendosi all’avversario, ha, purtroppo, commesso due errori pesanti dei quali Bonucci e Higuain non potevano proprio non approfittarne. Ma anche lo stesso Sarri non è stato da meno nelle sostituzioni, sbagliando, quando ha richiamato Insigne, uno dei migliori, per Giaccherini con lo scopo di difendere l’1-1; proprio al contrario di Allegri il quale, perso Chiellini per infortunio lo ha rimpiazzato con Cuadrado che tutto è tranne un difensore puro. Differenti tipi di lettura della partita da parte dei due allenatori: Allegri voleva vincerla, a Sarri poteva bastare il pareggio. Ma, a metà della ripresa, ecco la bordata vincente del Pipita, fino a quel momento alquanto in ombra, ma che, alla fine del tormentone, metteva la firma conclusiva alla vittoria. Impegno Champions: il Napoli va in Turchia dove è d’obbligo rimediare alla sconfitta casalinga inflittagli all’andata dal Besiktas per confermare il primo posto del girone ma anche per cancellare subito la battuta d’arresto di Torino.

Roma sciupona  A Empoli, la macchina gol della Roma fallisce la quinta vittoria consecutiva e, quel che è peggio, vede la Juve allungarsi a +4;  forse i giallorossi avevano sottovalutato l’impegno con la terz’ultima in classifica, e non sono stati capaci di perforare il portiere Skorupski, alla fine risultato il migliore in campo, proprio lui, ironia della sorte, di proprietà romanista. Non è bastato alla Roma spingere forsennatamente nell’ultimo quarto d’ora perché l’attacco, Dzeko in testa, è rimasto sempre impantanato di fronte al muro avversario. Occasione perduta.

Diavolo utilitario. Il Milan ha sofferto molto più del previsto per conquistare i tre punti indispensabili per scavalcare il Napoli e sistemarsi al terzo posto, riuscendo nell’impresa,  prima grazie al piede fatato di Bonaventura che con una furbesca punizione ha messo a segno il gol decisivo e,  poi,  alle mani di Donnarumma che hanno negato in un paio d’occasioni il pareggio ad un ottimo Pescara che, da quanto espresso, almeno un punto lo avrebbe largamente meritato. Non si è visto un grande Milan ma quanto è bastato per riscattarsi dal sonoro schiaffone di Genova e per rimanere in alta classifica, rosicchiando punti sia alla Roma che al Napoli. L’importante e il difficile è, ora, rimanerci.

Inzaghi gongola. Gran bella Lazio quella che ha superato il Sassuolo, grazie all’ennesimo gol di Immobile (il nono), confermandosi, così, in zona europea; proseguendo di questo passo, potrebbe fare da guastafeste a tante altre concorrenti più titolate. Senza strafare, è diventata la squadra del momento.

Il sesto posto. Ecco l’Atalanta che con un tris abbatte il Genoa conquistando il sesto risultato positivo e anche il sesto posto; partito malissimo, l’undici di Gasperini, con diversi giovani interessanti sta risalendo verso l’alto in maniera impetuosa.

Il derby degli Appennini.  A Bologna ha vinto la Fiorentina con un rigore del ritrovato Kalinic e ora, con una partita da recuperare (col Genoa), punta a rientrare anch’essa fra le prime; continua, invece, la serie negativa degli emiliani che non vincono da sei partite (solo tre pareggi), sprofondando sempre più verso il basso.

Tormento Inter.  Dopo la vittoria col Torino, l’Inter, con la Samp, è ripiombata nell’oscurità, rimediando la quarta sconfitta in cinque partite e De Boer è ritornato più che mai in bilico; probabilmente l’olandese sarà l’unico a pagare per un situazione creata dalla società in estate quando si decise di sostituire Mancini con un allenatore senza alcuna esperienza del campionato nostrano e senza conoscere una parola di italiano. I suoi giocatori hanno, infatti, lamentato tutti la difficoltà quotidiana di comprenderlo verbalmente e tecnicamente…

In basso.  La prima, storica,  vittoria del Crotone in serie A, col Chievo, dopo il pareggio di Firenze,  lo rimette in gioco per la lotta salvezza, quando tutti lo davano già per spacciato; l’Empoli respira col punto soffiato alla Roma e acciuffa  il Pescara, rimasto ora l’unico a non aver vinto sul campo ma solo a tavolino, pur rimediando elogi per il bel gioco praticato ma questo, purtroppo, non fa classifica.

I posticipi di oggi   Hanno molta importanza, soprattutto, per il Torino a Udine per poter scavalcare la Fiorentina in settima posizione e, ancora di più per il Palermo, in casa col Cagliari, per poter uscire dal trio delle ultime. Due ambizioni, queste,  realizzabili, ovviamente, solo in caso di due vittorie.

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