Grillo in difesa di Mazzillo: “Anche io ho avuto la tessera del Pd”. Esternazioni della Raggi al Fatto Quotidiano

Grillo in difesa di Mazzillo: “Anche io ho avuto la tessera del Pd”. Esternazioni della Raggi al Fatto Quotidiano
In questo primo sabato di ottobre, Grillo ha congelato, nuovamente, i malumori sulle nomine dei nuovi assessori di Roma Capitale. Un vero e proprio avvertimento alla parte dura e pura del suo Movimento, che sotterraneamente, sia nelle Aule parlamentari che sul colle capitolino, aveva tentato di azzoppare, prima dell’insediamento, il nuovo assessore al Bilancio del Comune di Roma, colpevole di aver avuto nel passato una tessera del Pd, vicinanza con Walter Veltroni e con i centristi di Marchini che oggi sono all’opposizione in Campidoglio. Grillo, per dettare la linea al suo Movimento è partito proprio dal caso Mazzillo ed ha sentenziato: “Non sarà mica un reato, anch’io ho avuto la tessera del Pd, non ve lo ricordate? La presi ad Arzachena (Sassari). Un assessore ex Pd non sarà mica un reato”.
Anche Di Maio si allinea e chiede alla giunta di “mettersi al lavorare per i romani”
Immediatamente si allinea il vicepresidente e portavoce, Luigi Di Maio che difende, come Grillo, le scelte compiute dalla Raggi: “Siccome adesso non si può più dire che non c’è una giunta a Roma perché abbiamo riempito tutte le caselle si inventa un’altra polemica. Adesso la giunta deve mettersi a lavorare per i romani”. Per Di Maio, Raggi “ha fatto delle scelte per competenze, qualità e profili professionali. In bocca al lupo ad entrambi, sia all’assessore al bilancio che a Colomban, un imprenditore veneto che metterà mano alle partecipate. Questo è anche un altro grande segnale che vogliamo dare al mondo delle piccole e medie imprese che possono dare un grandissimo contributo per il know how che hanno anche nella gestione delle amministrazioni pubbliche”. 
Il colloquio della Raggi con il Fatto sui tetti del Campidoglio
E quella di sabato è stata anche la giornata delle riflessioni per Virginia Raggi, riflessioni affidate ai cronisti del Fatto Quotidiano, che riescono ad avere un colloquio con lei nello stesso posto immortalato dal turista portoghese in vacanza a Roma: sul tetto del Campidoglio. “Ci vado spesso, lo facevo anche quando ero all’opposizione. La vista è bellissima e mi serve per prendere aria”. La sindaca, sollecitata dai colleghi del Fatto, parte dal nuovo assessore al Bilancio e dalle critiche che sono piovute su questa scelta. Sul punto è chiarissima: “Lo abbiamo scelto perché ha le competenze che servono: è un esperto di finanza locale, docente a contratto all’università di Tor Vergata. Ed è iscritto da anni al M5s: condivide i nostri metodi e i nostri obiettivi”. Poi due parole anche sul nuovo assessore alle Partecipate, Massimo Colomban: “Il suo nome è arrivato dall’interno del M5s. Ci ha colpito per la voglia di lavorare in squadra e la sua visione uguale alla nostra”. Ma i cronisti insistono ed alla precisa domanda se la scelta di Colomban fosse maturata a Milano, la sindaca è perentoria: “I colloqui li abbiamo fatti qui, con il vicesindaco Frongia e i consiglieri comunali”.
Abbiamo scelto quei due assessori per competenza e condivisione del nostro programma
Poi chiude definitivamente all’insistenza ed alla curiosità dei reporter: “La competenza dei due e la loro condivisione dei nostri obiettivi vale più di tutto”. Ma la sindaca ha risposto solo in parte, svicolando, alla domanda del perchè la Muraro, dopo due inchieste sul suo conto, fosse ancora al suo posto: “Vale quello che abbiamo sempre detto: aspettiamo di leggere le carte, e poi non faremo sconti a nessuno”. Ma i cronisti insistono: “Sta di fatto che la Muraro è ancora al suo posto”. E sul punto tira fuori la competenza dell’avvocato: “Da quanto mi risulta, ad oggi non ha ancora ricevuto un avviso di garanzia. Non voglio esprimere un giudizio adesso. Ricordo che i pm in Italia hanno l’obbligo di esercitare l’azione penale. Poi è il gip a decidere per l’archiviazione o per il rinvio a giudizio. Se escludessimo qualcuno ogni volta che viene indagato non sarebbe corretto. Può succedere a chiunque”.
Poi su dirigenti in scadenza di contratto: “Tutti verranno chiamati. A metà ottobre bando per 500 persone”
Ma la Raggi, nel corso del lungo colloquio sui tetti del Campidoglio, ha affrontato anche un punto che di fatto potrebbe far impantanare più di quanto lo sia oggi, la macchina dell’amministrazione capitolina, ovvero la sorte del rinnovo delle nomine di decine di dirigenti, in scadenza di mandato al 31 di ottobre e la risposta contiene anche un annuncio: “Procederemo all’interpello: tutti verranno chiamati, e potranno dire in quale dipartimento preferiscono lavorare. Verranno premiati merito e competenze. Lo abbiamo fatto anche per le posizioni organizzative, ossia per i super-funzionari scaduti nel ruolo. Entro metà ottobre verrà lanciato un bando per 500 persone. E questo ha suscitato qualche mal di pancia: non abbiamo prorogato nessuno nell’incarico”. Bocca cucita, infine sulle Olimpiadi e alla domanda se avesse ricevuto telefonate pesanti: “Io non ne ho ricevute. Ma il vicesindaco Frongia sicuramente sì: lui ha la delega allo Sport”.
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