Giornata internazionale contro la povertà. Save the children, la povertà colpisce un milione di minori in Italia. Campagna “Fino all’ultimo bambino”

Giornata internazionale contro la povertà. Save the children, la povertà colpisce un milione di minori in Italia. Campagna “Fino all’ultimo bambino”

In Italia circa 1 bambino su 10 non può permettersi abiti nuovi, 1 su 16 non possiede dei giochi, 1 su 13 non ha libri extrascolastici, quasi 1 su 9 non ha in casa uno spazio adeguato per studiare, mentre 1 su 7 non può svolgere attività di svago fuori casa. Condizioni che “incidono fortemente sul benessere dei bambini, la cui vita sociale risulta compromessa, che vedono minato il loro potenziale e la possibilità di costruirsi un futuro”. Oltre 1 milione di bambini vive in povertà assoluta, senza il necessario per crescere e senza opportunità educative, mentre oltre 2 milioni vivono in povertà relativa.

Lo denuncia Save the Children Italia, che oggi lancia la campagna globale “Fino all’ultimo bambino”, che prosegue il lavoro iniziato con Every One e lo amplia ed estende, per “garantire che ogni bambino, in Italia e nel mondo, a prescindere da chi sia e da dove viva, possa avere cure adeguate, cibo nutriente e opportunità educative”. “Anche in Italia sono ancora troppi i bambini che non hanno opportunità, i bambini senza un domani. Appartengono alle tante famiglie che faticano a pagare le rette degli asili o delle mense scolastiche, che non hanno la possibilità di vestire e nutrire adeguatamente i propri figli. Sono figli di milioni di genitori che non hanno denaro sufficiente per poter acquistare i testi scolastici, pagare il trasporto dei bambini da casa a scuola o assolvere alla retta della mensa, nonchè garantire ai figli la partecipazione alle attività extrascolastiche, sono i bambini che vivono nelle aree con più carenza di servizi e nei quartieri disagiati delle grandi città”, commenta il direttore generale Valerio Neri. In Italia, sottolinea l’organizzazione, la povertà e l’esclusione sociale sono più forti in alcune aree geografiche, in particolare nel Mezzogiorno. Qui il 9% della popolazione vive in condizioni di povertà assoluta (a fronte di una media del 4,5% del centro e del nord) e il 20% in povertà relativa (contro il 6% delle altre aree).

Anche l’ampiezza del nucleo familiare incide sui livelli di povertà, con il 31% dei nuclei con più di 5 persone in povertà relativa e il 17% in povertà assoluta. In Italia, nel solo 2015, sono stati circa 30 mila i bambini che hanno beneficiato degli interventi di contrasto alla povertà. Save the Children ha attivato sul territorio nazionale 18 Punti Luce, centri ad alta densità educativa per dare opportunità formative a bambini e ragazzi, 6 centri Fiocchi in Ospedale, per offrire informazione, ascolto e supporto a mamme e neonati in Ospedale, e 6 Spazi Mammein 5 città italiane per sostenere le mamme e bambini da zero a sei anni, contrastare la povertà e favorire una sana alimentazione.

Nel mondo sono quasi 6 milioni, ogni anno, i bambini sotto i 5 anni che muoiono per malattie facilmente prevenibili e curabili e 60 milioni i minori tra 6-11 anni che non vanno a scuola, 58 milioni solo nei paesi più poveri. 400 milioni sotto i 13 anni vivono in povertà estrema e altrettanti sono discriminati a causa della loro religione, etnia, disabilità, genere. Sono i “bambini più indifesi del pianeta, quelli che nessuno vede. Quelli a cui l’infanzia è stata negata perché sono nati nel posto sbagliato o nel momento sbagliato. Quelli a cui manca tutto, anche l’essenziale come acqua, cibo, cure e scuole. Sono bambini senza un domani”. “E’ inaccettabile – prosegue Neri – che, ancora oggi, siano condizioni arbitrarie come il luogo di nascita, l’appartenenza a un’etnia o religione, la situazione economica della famiglia o addirittura l’essere maschio o femmina, a determinare la qualità della vita di un bambino o la sua stessa sopravvivenza. Noi faremo di tutto per eliminare la discriminazione e combattere le barriere che impediscono a milioni di bambini vulnerabili di accedere alle cure sanitarie e all’educazione. In una parola ai loro diritti. E non ci arrenderemo finché non avremo raggiunto fino all’ultimo di loro”. Si può sostenere la campagna attraverso il numero unico solidale 45567, che sarà attivo dal 17 ottobre all’8 novembre; sarà possibile donare 2 euro inviando un sms dai cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, e Tiscali o chiamando da rete fissa Vodafone. La donazione sarà di 2 o 5 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa TIM, Infostrada, Fastweb e Tiscali. I fondi raccolti in Italia durante la campagna andranno a sostenere i progetti di Save the Children in Italia, Mozambico, Etiopia, Egitto, Malawi, e Nepal. In occasione del lancio della nuova campagna “Fino all’ultimo bambino”, Save the Children si è dotata di un nuovo sito internet, arricchito di numerosi contenuti e molto fruibile, dove sarà possibile trovare tutte le informazioni relative alla nuova campagna e a tutti gli ambiti di lavoro dell’Organizzazione.

Il messaggio della presidente della Camera Laura Boldrini

“La povertà come una macchia scura che si allarga nella società italiana: continua a colpire il sud, le famiglie numerose e con anziani, ma ora tocca anche il centro-nord e i giovani. La cifra totale di 4,6 milioni di poveri – più che raddoppiata rispetto all’inizio della crisi, otto anni fa – non è compatibile con i doveri di un Paese tra i più sviluppati del mondo. Alla Giornata internazionale contro la povertà che si celebra oggi l’Italia si presenta – nonostante la nuova attenzione da parte del Governo – portando il segno di crescenti disuguaglianze economiche”, dichiara in una nota la presidente della Camera, Laura Boldrini, aggiungendo: “Divari che non solo tolgono alle famiglie l’essenziale per vivere, ma minano anche la tenuta sociale e la credibilità delle Istituzioni, perché la democrazia non regge se non sa garantire i diritti basilari. Resta ancora senza risposta la diffusa domanda di un reddito di dignità, che pure è al centro di varie proposte di legge. Mi auguro che nella parte finale della legislatura Governo e Parlamento sappiano trovare la strada di una risposta. Tenendo a mente, come ci ricorda l’articolo 3 della Costituzione, che ‘è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale'”.

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