Delitto Alpi e Hrovatin, per il somalo che da 16 anni è in carcere richiesta di assoluzione

Delitto Alpi e Hrovatin, per il somalo che da 16 anni è in carcere richiesta di assoluzione

Una storia che sembra infinita quella dell’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e mercoledì si è aggiunto un nuovo imbarazzante capitolo per come sono state condotte nel passaggio le indagini ed i processi per la morte dei due reporter della Rai. Imbarazzante l’assoluzione “per non avere commesso il fatto” di Hasci Omar Hassan, unico condannato per l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, chiesta dal sostituto procuratore generale Dario Razzi al termine della requisitoria nel processo di revisione davanti alla Corte d’appello di Perugia, assoluzione che era nell’aria soprattutto per le decine di indagini giornalistiche che avevano ricostruito, nel dettaglio, quella tragica ed allucinante esecuzione.

Onesto nella sua requisitoria il magistrato: “Se è vero che Hassan è stato condannato dobbiamo avere anche il coraggio di ammettere che possa essere innocente”. Impassibile in aula il somalo alla lettura della richiesta. Hassan, che oggi viene letto come innocente, ha scontato in carcere 16 dei 26 anni della condanna per poi essere affidato ai servizi sociali. Hassan si è sempre proclamato innocente. Nel processo di revisione è stata acquisita la deposizione, per rogatoria, con i pm di Roma di Ahmed Ali Rage, detto Gelle, il principale accusatore del somalo che ha poi ritrattato. Confermando ai magistrati quanto detto alla trasmissione ‘Chi l’ha visto’, andata in onda il 18 febbraio 2015. Cioè di non avere detto ad alcuno che “era stato lui a uccidere”.

“Questa assoluzione mi rende felice perchè io e mio marito ci siamo battuti fin dall’inizio per la scarcerazione. Siamo sempre stati convinti della sua innocenza e che Hassan era stato scelto solo come capro espiatorio”, ha commentato poco dopo la lettura della sentenza Luciana Riccardi, la madre di Ilaria Alpi. “Da parte mia sono molto amareggiata e depressa. Dopo 22 anni siamo di nuovo all’inizio. Adesso vediamo cosa fare con il mio avvocato, sono stanca di essere presa in giro. Troppe bugie e troppi depistaggi hanno caratterizzato questa vicenda”, ha concluso la signora Alpi.

“Con la sentenza viene fatta un po’ di luce confermando come dietro l’assassinio di Ilaria e Miran Hrovatin e in questi ventidue anni vi siano stati traffici loschi all’ombra della cooperazione internazionale, depistaggi e manovre di connivenza con questi traffici da parte di pezzi dello stesso Stato italiano. Un innocente come il somalo Ashi Omar Hassan che si è fatto sedici anni di galera per una falsa testimonianza manovrata da quegli stessi ambienti, è stato riconosciuto innocente, come la famiglia Alpi aveva sempre pensato e saputo”. ha detto il deputato Walter Verini, capogruppo Pd in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati. “Questa sentenza – conclude Verini, che era in aula accanto alla famiglia – deve ora dare nuovo impulso alle indagini della Procura di Roma sul caso Alpi-Hrovatin. Vanno squarciati i troppi veli dì opacità, complicità, connivenze che stettero dietro i traffici illeciti di armi e rifiuti e che in questi anni hanno impedito quello che un Paese civile deve ottenere, per rispetto di Ilaria e Miran e per rispetto di se stesso: verità e giustizia”.

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