Almaviva. Nulla di fatto al tavolo del MISE. Sindacati delusi dall’azienda annunciano sciopero generale del settore

Almaviva. Nulla di fatto al tavolo del MISE. Sindacati delusi dall’azienda annunciano sciopero generale del settore

“Da soli gli ammortizzatori sociali non bastano”. Eppure il governo su questa voce ha messo sul tavolo – è stato detto oggi – 30 milioni di euro solo per il comparto dei call center. “Ma sono inutili, se non dannosi, senza elementi nuovi di discontinuità”. Così parlò Almaviva, oggi al ministero dello Sviluppo economico, dove, dopo la questione – irrisolta – dei trasferimenti dei dipendenti da Palermo a Rende, in Calabria, è stato affrontato il tema ancora più spinoso delle procedure di chiusura dei siti di Roma e Napoli, con il taglio di 2.511 posti. La società detta le sue condizioni per fare marcia indietro, e anche in questo caso le posizioni appaiono lontanissime. Nuovo appuntamento fra quindici giorni.

La Slc Cgil chiede l’immediato ritiro delle procedure e della chiusura delle sedi Roma e Napoli, e annuncia lo sciopero generale del settore

Al tavolo tenutosi al Mise sulla crisi del call center Almaviva e sulla procedura avviata per 2.511 esuberi delle sedi di Roma e Napoli (a rischio chiusura il prossimo 18 dicembre): “abbiamo chiesto l’immediato ritiro delle procedure, sia di chiusura delle sedi di Roma e Napoli che di trasferimento da Palermo a Rende, e abbiamo ribadito all’azienda che per noi resta valido l’accordo firmato il 31 maggio, visto che le condizioni non sono cambiate”, ha detto Martina Scheggi, Slc Cgil nazionale, al termine dell’incontro, sottolineando anche che “abbiamo deciso di proclamare uno sciopero nazionale, allargando la mobilitazione a tutte le sedi perché la situazione di Almaviva ricade su tutti i lavoratori e le lavoratrici del comparto”.

Anche la Uilcom conferma: o si blocca la procedura oppure sarà sciopero generale e unitario

Sulla vicenda del call center Almaviva che prevede il trasferimento di 397 lavoratori dalla sede di Palermo a quella di Rende e la chiusura il 18 dicembre delle sedi di Napoli e Roma con il conseguente licenziamento dei 2511 dipendenti, al tavolo tenutosi oggi al Mise tra azienda, governo e sindacati, la Uilcom scrive: “apprezziamo il ragionamento di apertura e sforzo che sta compiendo il governo sugli aspetti generali di settore, mentre sulla vicenda aziendale c’è stato un inizio di ragionamento di merito da parte dell’amministratore delegato, Andrea Antonelli che però non condividiamo assolutamente”. Pierpaolo Mischi, segretario nazionale Uilcom, sottolinea che “Almaviva vorrebbe da un lato sfilarsi definitivamente dall’accordo del 31 maggio, dall’altro lato rilancia dicendo che è giusto che si utilizzino le leve messe a disposizione dal governo, ma i lavoratori devono ulteriormente contribuire in questo caso con una deroga al contratto nazionale che è in pieno rinnovo”. Per queste ragioni, “con un coordinamento sindacale unitario respingiamo le proposte dell’ad e diciamo all’azienda che deve ritirare la procedura di licenziamento”, continua Mischi, “a sostengo di queste due questioni prevediamo una serie di iniziative di sciopero nazionale perché Almaviva è unica, non solo una questione di Roma, Napoli e Palermo”. Proprio relativamente alla vicenda dei trasferimenti da Palermo a Rende “non siamo riusciti ad arrivare a un ragionamento compiuto e a un punto di equilibrio, presumiamo quindi che gli spostamenti siano confermati”, ha concluso Mischi.

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