Tempesta sul Campidoglio. Dallo studio legale Sammarco i ‘consigli’ alla Raggi per il nuovo assessore al Bilancio di Roma Capitale

Tempesta sul Campidoglio. Dallo studio legale Sammarco i ‘consigli’ alla Raggi per il nuovo assessore al Bilancio di Roma Capitale

Parlare di bufera sulla giunta Raggi è solo sminuire quello che in queste ore sta accadendo. Anche il più fedele militante del movimento, in queste ore sfugge al confronto e tiene dentro di se l’imbarazzo per quanto sta accadendo sul colle capitolino. Altro che scelte di rete, la Raggi sembra scegliere passando attraverso gli studi legali, frequentati nel passato, e toglie ossigeno ad un movimento che faceva dell’indipendenza dalle lobby e dai partiti la sua ragione di vita. Purtroppo la barra del timone della sindaca, è posizionata al contrario della prospettiva politica che le ha permesso di varcare il 60% del consensi nell’ultima tornata amministrativa. Ma raccontiamo questo lunedì amaro, sia per la Raggi che per l’assessore Muraro, amaro perché sui giornali sono uscite le cronache sulle esposizioni dello studio legale Sammarco sulla squadra di governo di Roma Capitale ed a seguire sull’audizione di Raggi e Muraro in Commissione Ecomafie.

Davanti alla Commissione d’Inchiesta sulle Ecomafie l’ammissione della Muraro: “Sono indagata. La notifica è del 18 luglio”

A svelare, una volta per tutte le sorti giudiziarie della Muraro è stato lo stesso presidente della Commissione Parlamentare sulle Ecomafie, Alessandro Bratti che così ha praticamente inchiodato l’amministratrice di Roma Capitale: “Informo la commissione di aver indirizzato” alla procura di Roma una “richiesta formale per conoscere se la dottoressa Muraro sia persona sottoposta a indagini da parte della procura e per quali reati. A riguardo la procura stessa ha risposto che la dottoressa Muraro è stata iscritta nel registro degli indagati” il “21 aprile 2016”. Poi l’ammissione della stessa Muraro che rispondendo alla domanda del presidente della commissione, che le aveva chiesto se avesse ricevuto notifiche di atti di indagine da cui risultasse la sua qualità di indagata o anche se avesse fatto richiesta per esserne informata ai sensi dell’articolo 335 del codice di procedura penale, Muraro ha ammesso che sapeva da fine luglio di essere indagata per reati ambientali. “A fine luglio io sono venuta a conoscenza di un 335, diciamo così, articolo 256 comma 4”, ha dichiarato l’assessore. La Muraro ha appreso del fascicolo a suo nome il 18 luglio scorso, ma “non ho avuto un avviso di garanzia. La differenza è fondamentale: l’avviso di garanzia non c’è”. L’assessore ha poi spiegato “di aver informato subito la sindaca quando ho appreso del 335”. “In effetti io avevo già chiesto un 335 perché lavorando con la pubblica amministrazione, dopo 20 anni di attività – ha detto Muraro – ho capito molte cose e quindi una volta l’anno, avendo contatti con varie persone, professionisti e aziende, ogni anno lo faccio, perché il mio avvocato mi ha insegnato che bisogna anche occuparsi di questo ogni tanto. Il 25 marzo era pulito, non risultava assolutamente nulla, tra l’altro io non avevo nemmeno un contratto con Ama, dal 1 gennaio al 6 di aprile non avevo nessun contratto con Ama”.

Raggi ha detto di essere “venuta a conoscenza dell’esistenza di un fascicolo a fine luglio”

Raggi ha precisato di esserne venuta a conoscenza “tra il 18 o il 19 luglio, quando lei ha appreso la notizia dall’avvocato, a fine mese”. “Siamo in attesa di conoscere le carte e l’oggetto dell’indagine”, ha aggiunto la sindaca. “Al momento sappiamo solo che c’è un fascicolo aperto a suo nome”, ha spiegato Raggi che, quanto all’ipotesi di reato, ha precisato che “si tratta di una contestazione generica e non c’è ancora alcun avviso di garanzia. Abbiamo fatto questa valutazione in una riunione nella quale era presente anche l’ex capo di gabinetto e ci ha confortato che si trattasse di una contestazione generica per capire di cosa stiamo parlando. Non appena ci saranno informazioni prenderemo provvedimenti”. “L’assessore ci ha informato prontamente, ho convocato immediatamente la riunione con l’ex capo di gabinetto e abbiamo valutato che il 335 non contenesse sufficienti elementi per cui attendiamo di leggere le carte e capire bene” ha aggiunto la sindaca. “Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione giudiziaria, ma siamo pronti a consegnare ai pm i documenti raccolti in due dossier da Paola Muraro per la comparsa davanti alla commissione ecomafie” aveva dichiarato in precedenza l’avvocato Salvatore Sciullo, difensore dell’assessore all’Ambiente. Per questa indagine, aveva ribadito Sciullo, “la mia cliente non ha ricevuto nessun invito a comparire”.

La strana nomina del nuovo assessore al Bilancio De Dominicis

Ma sono al centro della tempesta soprattutto le scelte prese dalla sindaca per sostituire chi ha lasciato e chi è stato costretto a farlo. Dopo le defezioni del vertice del suo staff amministrativo ed economico, l’avviso di garanzia per la sua ‘protetta’ all’Ambiente Paola Muraro, ecco manifestarsi in tutta la sua complessità politica e non solo, la nomina del nuovo assessore De Dominicis. L’ex magistrato in pensione della Corte dei Conti, è immediatamente caduto in due gravi, gravissimi, infortuni. Il primo aver ammesso dalle colonne dell’autorevole Corriere della Sera di essere passato attraverso lo Studio legale Sammarco, nulla di male per carità, per arrivare alla casella di governo capitolina e la seconda, aver mosso, prima ancora di insediarsi, un duro attacco nei confronti dei dipendenti capitolini. Se tutto questo fosse confermato, passerebbe la linea dettata alle agenzie da molti esponenti delle opposizioni e anche da alcuni ‘ribelli’ del M5S, e che disegna un Movimento sempre meno Movimento e sempre più legato a logiche del passato. Chi, in buona sostanza voleva farci conoscere e farci imparare le regole della democrazia, è invece all’opposto di tutto questo, calpestando qualche decina di migliaia di voti che chiedevano una vera e propria svolta per la città capitale d’Italia.

Assessori al loro posto malgrado le segnalazioni dubbie e i cartellini gialli della Procura di Roma

Malgrado tutto questo, De Dominicis è sullo scranno di titolare del Bilancio, la Muraro, anche con il cartellino giallo dell’ ‘Avviso di garanzia’ resta al suo posto e va, insieme alla sua tutor Raggi, davanti ai rappresentanti delle Camere in Commissione Ecomafie, per celebrare il suo passato di oltre 10 anni in Ama e senza alcuna denuncia in Procura. Il suo intervento, così come le sue decine, forse centinaia di telefonate, sono state acquisite, o lo saranno, ed inserite in un fascicolo d’indagine, in cui l’assessore risulterebbe, come detto, indagata per abuso d’ufficio e reati ambientali. L’appuntamento a Palazzo San Macuto era stato chiesto dalla stessa Muraro (va detto che alla fine della giostra ha ammesso di aver ricevuto l’atto giudiziario della Procura di Roma il 18 di luglio ndr).

Se la Muraro non si dimetterà, rischio concreto di altri addii al governo Raggi

Ma quello che per ora è solo un piccolo smottamento, potrebbe manifestarsi nelle prossime ore come una possibile valanga, quando altri esponenti di rilievo dell’attuale giunta, tra questi l’assessore all’Urbanistica Berdini, che aveva già fatto sapere la sua posizione, netta e chiara, in caso di avvisi di garanzia piovuti su colleghi di giunta. Il rifermento alla Muraro era più che ovvio. Tante le insofferenze, dunque, e non sarà certo l’innesto ‘sospetto’ del De Dominicis, a placare e rendere meno rischiosi i mal di pancia del popolo pentastellato, che sono da sempre insofferenti agli atti della magistratura, soprattutto quando li ricevono esponenti del loro Movimento.

E la Raggi si consola con un sms di buon lavoro del ‘garante’ Beppe Grillo

Malgrado tutto la Raggi sembra fregarsene di quanto sta accadendo. “Grillo – fa sapere la sindaca – mi ha mandato un sms di sostegno. Ci sono stati degli errori, ma ora siamo più forti”. Poi in una intervista concessa, bontà sua, al Corriere della sera parla anche, aggirandolo, del problema che riguarda la sua assessora Muraro: “Le regole del M5S sono semplici. L’assessore mi ha garantito che non le è arrivato neanche un avviso di garanzia (ma le due si parlano? Ndr). Prima di giudicare vogliamo vedere le carte. Attualmente posso giudicare solo i fatti che conosco: la città è più pulita e l’Ama si è messa in moto. Se, però, dovessero emergere delle sue responsabilità, non avremmo dubbi su come muoverci”. Sul primo punto, quello squisitamente legale, tutto è pienamente condivisibile, sul secondo, quello della pulizia, invitiamo la sindaca, sin da ora, ad affacciarsi, così come le ha chiesto il suo ‘Garante’ Grillo, nelle periferie della città.

Fratoianni (Sinistra Italiana): “Impressionati che gli assessori vengano scelti in studi legali”

“Si rimane davvero impressionati nell’apprendere che in una città come Roma, già pesantemente provata dagli errori del Pd e dalle malefatte di bande di affaristi e da condizionamenti di associazioni criminali, gli assessori vengano scelti in studi legali e attraverso reti amicali”. Lo afferma Nicola Fratoianni dell’esecutivo nazionale di Sinistra Italiana. “Non si può non pensare in queste ore a tutti quei militanti M5S e ai quei cittadini romani  – conclude Fratoianni – che hanno dato legittimamente loro fiducia in nome della trasparenza e della discontinuità, e che vengono letteralmente presi in giro”.

Di Cola (Cgil Roma e Lazio): “Brutto inizio di De Dominicis per i dipendenti di Roma Capitale”

“Sulle dimissioni di questi giorni abbiamo evitato di esprimerci anche se sollecitati dai mezzi di informazione, ritenendo la situazione romana troppo delicata per contribuire al caos. Ma le parole del neo assessore al bilancio Raffaele De Dominicis ci obbligano a intervenire: non possiamo essere i soli a mantenere un atteggiamento responsabile, soprattutto se membri della Giunta appena insediati usano un linguaggio gratuito e offensivo nei confronti dei lavoratori. A Roma Capitale non finisce nessuna festa. L’assessore si prenda piuttosto il tempo per capire con quali problemi si dovrà misurare, prima di fare ulteriori scivoloni”. Con queste parole Natale Di Cola, segretario generale dell’Fp Cgil Roma e Lazio, interviene in merito alla prima intervista rilasciata dal neoassessore De Dominicis. “La vertenza sul salario accessorio è lunga e sta lasciando strascichi tali da non permettere questa sciatteria nei giudizi. Non abbiamo capito se tra le deleghe di De Dominicis ci sia anche quella al personale di Roma Capitale. Se è così siamo allarmati dalla superficialità delle sue affermazioni. Se non è così provi ad essere più misurato, perché bisogna sapere di cosa si parla, quali difficoltà ha la macchina capitolina e in che condizioni lavorano i dipendenti. Ci sono le regole per decidere chi e come licenziare. Di sceriffi improvvisati ne abbiamo visti tanti – conclude Di Cola – ma mai uno di questi ha prodotto risultati”.

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