La Raggi resta a Roma, solo domani arriverà a Palermo per la Festa del M5S. Coperte quasi tutte le caselle di governo di Roma Capitale

La Raggi resta a Roma, solo domani arriverà a Palermo per la Festa del M5S. Coperte quasi tutte le caselle di governo di Roma Capitale

La Raggi, ‘obbligata’ a restare a Roma complice il crollo di una palazzina nel quartiere di Ponte Milvio, diserta la prima giornata dei 5 Stelle a Palermo, dove era previsto un suo intervento insieme alla sindaca di Torino Appendino. Assenza comprensibile, visto il numero delle persone sfollate (circa 50 ndr), ma non del tutto giustificabile politicamente. A Roma la gestione delle emergenze, e il crollo del quartiere a nord, può essere considerata tale, non è solo nella piena responsabilità della sindaca, ma di una lunga serie di attori in grado di gestire, senza delegare alla prima cittadina, un incidente, pur grave, come quello avvenuto nella notte scorsa. Raggi, non ha bisogno ovviamente di giustificazioni, è una sua scelta. E’ comunque utile precisare che la sua presenza nella capitale, ad ormai oltre 24 ore dal crollo non era certamente obbligatoria.

Troppe partite aperte per la sindaca Raggi nella Capitale. Si avvicina una settimana cruciale

Probabilmente, però, la Raggi ha altre partite da preparare nella Capitale, e questo potrebbe essere uno dei motivi che l’hanno tenuta, questo sabato, lontana da Palermo. Già da lunedì, infatti, la sindaca dovrà mantener fede alla parola data pubblicamente sulle nomine che completerebbero, dopo 4 mesi dalla sua elezione, la squadra di governo che dovrà affiancarla nei prossimi anni.

Tutti i nuovi, possibili amministratori che entreranno nella squadra di governo. Tutino la spunta sul Bilancio

Ormai è certo che il contabile del Campidoglio sarà Salvatore Tutino, giudice della Corte dei Conti, in pensione da pochi mesi, che ha nel suo curriculum una lunga esperienza nella lotta all’evasione fiscale ed ai reati contro la pubblica amministrazione. Su di lui nel passato, si sono però abbattuti gli strali proprio di donne e uomini di punta del Movimento.In particolare Di Battista, Carla Ruocco e Laura Castelli si scagliarono letteralmente contro il governo Letta ed i 5 giudici scelti per la Corte dei Conti nel 2013 appellandoli in questa maniera: “Cinque esponenti della casta salvati in extremis dai loro amici del Pd e dal Governo”, il salvataggio è riferito al tetto (300mila euro ndr) sulle pensioni d’oro che per Tutino e gli altri 4 suoi colleghi, non veniva fissato. La scelta della Raggi è dunque ricaduta su di un uomo con dimostrate capacità giudiziario-contabili, ma con poca esperienza politico-amministrativa. Riuscirà nel miracolo? Lo scopriremo nei prossimi giorni quando sarà chiamato a prendere in mano le carte, tante, dell’assestamento di Bilancio, non un atto formale, ma vitale per il buon proseguimento della macchina amministrativa di Roma Capitale.

Un commercialista di 39 anni avrà la delega sulla gestione delle partecipate (Atac e Ama)

Ma i nuovi assessori sono due ed ecco allora spuntare il nome di un giovane commercialista di 39 anni, Alessandro Gennaro, docente a contratto di Finanza Internazionale a La Sapienza. Non si occuperà di Made in Roma nel mondo, ma più semplicemente delle aziende partecipate, una delega che toglierebbe il respiro al politico più esperto, visto che sul tavolo assessorile sono aperti dossier incandescenti come quello di Atac, Ama e dell’universo mondo delle grandi e piccole società ‘municipalizzate’, una torta da migliaia e migliaia di posti di lavoro, con società decotte e con i libri contabili più vicini al tribunale che al Campidoglio. Sarà in grado il giovane Gennaro a calarsi nel ruolo di risanatore e riprogrammatore? Per la città ci auguriamo proprio di sì, anche se per lui, come per Tutino, i tempi sono veramente stretti.

Per la poltrona di Capo di Gabinetto restano in corsa due consiglieri di Stato. La scelta in queste ore

Altra casella di grande rilevanza è quella del capo di Gabinetto, per questa posizione burocraticamente fondamentale, resterebbero in corsa due alti funzionari dello Stato, entrambi consiglieri di Stato e su queste due figure la Raggi potrebbe decidere proprio nella giornata di sabato, o tra domenica e lunedì. C’è poi, in ultimo, un incarico che non è di fondamentale rilevanza, tranne che quello da ufficiale di collegamento con Raffaele Cantone, ed è quello del delegato del sindaco per l’anticorruzione.

All’anticorruzione un ufficiale della Gdf, Gianluca Berruti e il gossip annuncia: “Suo fratello Giulio fidanzato con la figlia di Malagò”

Tra le decine di curricula esaminati dalla sindaca spunterebbe il nome del maggiore della Guardia di Finanza, identica provenienza del tanto discusso Marra, ora direttore dipartimento Risorse umane, il personale del Campidoglio, Gianluca Berruti, anche lui giovanissimo, 37 anni, che potrebbe essere l’uomo filtro contro il malaffare che per anni si è annidato sul Colle Capitolino. Su Berruti c’è anche una punta di gossip, suo fratello Giulio attore di numerose fiction (La Freccia Nera-La Figlia di Elisa-Ritorno a Rivombrosa- Squadra Antimafia-Palermo oggi ndr) sarebbe, il condizionale nel mondo dello spettacolo è d’obbligo, il fidanzato della figlia, incredibile ma vero, del presidente del Coni Giovanni Malagò, vittima di un clamoroso sgarbo istituzionale, con protagonista numero uno proprio la sindaca Virginia Raggi.

Renzi  all’attacco della sindaca: “Se dici no alle Olimpiadi hai sbagliato mestiere”

Ma in questo primo sabato d’autunno, Matteo Renzi, che si era tenuto stretto qualsiasi commento sul ‘No Olimpico’ della sindaca, ha rotto il silenzio ed ha colpito duro, durissimo, offendendo anche gli elettori che l’hanno votata: “Il fatto di dire che non si fanno le Olimpiadi per timore della corruzione è una incredibile ammissione di incapacità da parte della dirigenza di quella città. I soldi delle Olimpiadi li puoi mettere nelle periferie di Roma se le fai – ha aggiunto il premier -, se no quei soldi vanno nelle periferie di Parigi e Los Angeles. Mi piange il cuore per i posti di lavoro persi a Roma, per le periferie di Roma”. Poi il colpo finale: “Se tu hai davanti otto anni, se hai un minimo di credibilità e autorevolezza, tu i ladri li cacci. Non si fermano le grandi opere, si fermano i ladri. Se invece dici no e hai paura hai sbagliato mestiere”. “Non si fermano le grandi opere ma si fermano i ladri. Se invece dici di no, hai paura, ti fermi davanti una grande sfida e preferisci non metterci la faccia hai sbagliato mestiere”. Una battuta quella sui ladri ormai ripetuta troppo stesso. Renzi dimentica che per arrestare una persona e definirlo ladro o corrotto, nel caso, torna meglio, occorre che abbia commesso qualche reato. Forse è meglio evitare la corruzione. Una rilettura, forse Renzi non conosce bene i risultati dei grandi eventi, non  solo corruzione ma devastazione urbanistica avvenuti a Roma. Se leggesse qualche articolo di Vezio De Lucia, uno degli urbanisti di maggior prestigio, forse cambierebbe idea.

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