Gli studenti della Rete della conoscenza contestano Renzi a Bari e Catania, e votano NO nel referendum

Gli studenti della Rete della conoscenza contestano Renzi a Bari e Catania, e votano NO nel referendum

“Lanciamo un weekend di contestazione a Renzi che oggi a Bari e domani a Catania apre la nostra campagna per il NO.” – dichiara Martina Carpani, coordinatrice nazionale Rete della Conoscenza – “Dal sud delle disuguaglianze comincia la sfiducia a Renzi che pervaderà il Paese. Oggi Renzi si è barricato dentro la Fiera del Levante senza che sia stata permessa l’entrata a nessun visitatore. Noi abbiamo risposto chiaramente, Renzi attento che cadi! (Renzi ancora cadi in pugliese, ndr). Da questo fine settimana lanciamo il nostro percorso autunnale dal titolo “Ora Basta! Decidiamo noi!” che si aprirà nelle prossime settimane a partire dalla mobilitazione studentesca del 7 ottobre, contro il metodo delle deleghe in bianco sulla Buona Scuola, abusato dal Governo per tutti i suoi provvedimenti insieme al voto di fiducia ed alla decretazione d’urgenza.”

“E’ venuto il tempo che a decidere” – continua la Rete della Conoscenza – “siano i volti dietro alle statistiche: chi non ha diritto a borse di studio, la generazione considerata ultima per possibilità rispetto ai propri genitori, quel 44% di ricattati con i voucher, chi ha perso il lavoro, chi vive in territori dimenticati da tutti, chi ha visto i propri parenti morire per i disastri ambientali. Utilizzando la retorica della governabilità, il referendum costituzionale è solo un espediente proposto dal Governo per far decidere più velocemente sulle nostre vite chi le ha già rovinate abbastanza, con la benedizione di Goldman Sachs e JP Morgan. Non ci stiamo.”

“Non siamo conservatori, perchè abbiamo poco da conservare come generazione. Pensiamo però siano altre le priorità per il Paese e lo dimostreremo durante l’autunno con il nostro NO, ricostituente di una precisa visione di scuola, università, lavoro, sanità, governo dei territori. La democrazia formale non è indipendente da quello sostanziale, per questo è chiaro il nostro NO a questa riforma.”

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