Viareggio-Rèpaci. Con i tre superpremiati il gran finale nella cittadella del Carnevale

Viareggio-Rèpaci. Con i tre superpremiati il gran finale nella cittadella del Carnevale

Quando gli organizzatori del Premio letterario Viareggio-Répaci arrivano sulla dirittura finale tirano un sospiro di sollievo: “Ce l’abbiamo fatta anche quest’anno”. Ora siamo agli ultimi preparativi. Dopo mesi “laboriosi” la conclusione: la sera del 27 agosto, ultimo sabato del mese, verranno annunciati i tre volumi superpremiati delle sezioni Narrativa, Poesia e Saggistica, conferiti i sei riconoscimenti “Giuria Viareggio” agli autori, nonché i premi “Viareggio-Versilia Internazionale” e “Viareggio alla Carriera”. In anteprima la novità di questa ottantasettesima edizione: il “Premio del Presidente per la Narrativa”, che va a Lucio d’Alessandro con il libro Il dono di nozze, edito da Mondadori Electa.

Sabato 27 la cerimonia finale, ci sarà  anche il carro vincitore del Carnevale

La cerimonia finale, aperta al pubblico, si svolgerà a partire dalle 21 nella Cittadella del Carnevale, dove  farà bella mostra di sé anche il carro vincitore della manifestazione di quest’anno. In caso di maltempo, invece, si terrà al Caffè Liberty in viale Margherita, a Viareggio. Sul palco i premiati, la presidente della manifestazione, Simona Costa, e i giurati. La serata, che vedrà la presenza delle autorità locali e degli sponsor, sarà condotta dal giornalista Alberto Severi, che ha ricoperto diversi incarichi in Rai (già direttore di Televideo, vicedirettore del Tg1, condirettore del Tg3 e della TgR). Tutto pronto, ma fanno ancora gli scongiuri, perché non si sa mai. A volte invece si sa, ma all’ultimo momento. Infatti quando tutto sembrava a posto il sindaco di Viareggio veniva dimissionato con sentenza del Tar, molto discussa, perché alla conta mancavano una sessantina di schede. Per protesta contro la sentenza si era clamorosamente dimesso il 15 luglio il presidente del Festival Pucciniano, Alberto Veronesi, che aveva abbandonato polemicamente dopo il primo atto la direzione di Tosca.

La vita difficile del Premio, nato, dopo il Bagutta, sotto un  ombrellone

Il dimissionamento del sindaco non ci voleva, una tegola a ciel sereno. Non ha mai avuto vita facile questo Premio, uno  dei più “antichi” d’Italia, nato nel 1929 “sotto un ombrellone” sulla spiaggia di Viareggio, faceva seguito al Bagutta, nato a Milano, 1926, in una trattoria frequentata da letterati, pittori, artisti. Come per tutte le manifestazioni culturali il primo problema è quello economico. Siccome vivono dei contributi pubblici, enti locali, Regioni, qualche sponsor, siccome vogliono mantenere  la loro autonomia, qualche difficoltà nell’arco degli anni se la trovano fra piedi. Durante il fascismo Leonida Rèpaci che del “Viareggio” è il fondatore insieme a Alberto Colantuoni e  Carlo Salsa, lasciò il campo, se ne andò nel 1935. “Si può affermare che fino al ’35 il Premio Viareggio – scrisse anni  dopo – salvò in qualche modo le forme, e non riuscì ai gerarchi di padroneggiare. In seguito la mano del regime si appesantì e divenne impossibile per un uomo dignitoso mantenere una posizione, non dico indipendente, ma neppur riservata nei confronti dei fascisti zelanti, divenne impresa disperata battersi per un libro che non fosse gradito al Ministero Stampa e Propaganda. La Presidenza del Premio arrivava a Viareggio con l’aggiudicazione già stabilita a Roma […] Ce ne andammo senza far rumore.”Insomma il“Viareggio-Répaci” è abituato alle burrasche, al libeccio.

La presidente Simona Costa:  il Premio ha scritto la storia della nostra letteratura novecentesca

La presidente del Premio, Simona Costa, professore ordinario di Letteratura Italiana contemporanea presso l’Università di Roma Tre, non si è fatta prendere dallo scoraggiamento  e  se l’è cavata nel modo migliore possibile. “Nonostante la situazione di grave disagio a tutt’oggi vissuta dal Comune di Viareggio – ci dice – l’87esima edizione del Premio Viareggio Rèpaci è stata resa possibile dall’intervento di sponsor sensibili allo spessore storico-culturale di questo Premio che, nella sua totale autonomia e indipendenza, ha scritto la storia della nostra letteratura novecentesca. La cerimonia finale del 27 agosto – afferma la Presidente – in cui con profondo rammarico per la sua prematura scomparsa sarà ricordata la scrittrice Pia Pera, autrice del bellissimo libro premiato dalla Giuria Al giardino ancora non l’ho detto (Ponte alle Grazie), vedrà, oltre ai tradizionali premi per la narrativa, la poesia e la saggistica, ulteriori significativi riconoscimenti. Ad esempio il Premio del Presidente per la Narrativa a Lucio d’Alessandro, per Il dono di nozze, il riconoscimento alla Carriera per il critico Amedeo Quondam, e quello Internazionale conferito alla Comunità di Lampedusa, nella persona della sindaca, Giusi Nicolini. In tal modo, il Viareggio-Rèpaci ribadisce intatta negli anni la sua storica capacità di intercettare e valorizzare gli elementi più fecondi e vitali della cultura e della società contemporanea”.

“Il dono di nozze”, un romanzo epistolare ricostruito con documenti di archivio

“Il dono di nozze” di d’Alessandro, di cui parla Simona Costa, è “un romanzo epistolare involontario sui Reali d’Italia, scritto nel 1896 da Gabriele D’Annunzio e altri personaggi d’alto affare“, come recita il sottotitolo. L’autore ha ricostruito, con documenti di archivio dell’Istituto Suor Orsola Benincasa di cui è Rettore, le cosiddette “nozze coi fichi secchi” tra Vittorio Emanuele ed Elena di Montenegro nell’anno 1896, offuscate dalla catastrofe di Adua. Tramite l’epistolario, centrato su un dono di nozze commissionato al pittore Francesco Paolo Michetti e alla penna di D’Annunzio, questo libro intelligente, colto e complesso, a più livelli di lettura, ci restituisce una vicenda apparentemente frivola tra re, regine, principi, dame e scanzonati artisti, il volto anche tragico di un’Italia in bilico fra belle époque e modernità.

Elenco dei finalisti e delle opere in gara

Concludiamo con l’elenco dei finalisti e delle opere in gara: ecco le terne vincitrici del Premio “Giuria-Viareggio” e finaliste del Premio “Viareggio-Répaci“:

Narrativa

Franco Cordelli, Una sostanza sottile, Einaudi

Pia Pera, Al giardino ancora non l’ho detto, Ponte alle Grazie

Marco Salotti, Reality in Arcadia, il Melangolo

Poesia
Sonia Gentili, Viaggio mentre morivo, Aragno
Mariangela Gualtieri, Le giovani parole, Einaudi
Rino Mele, Un grano di morfina per Freud, Manni

 

Saggistica

Guido Crainz, Storia della Repubblica, Donzelli

Bruno Pischedda, L’idioma molesto , Aragno

Mirko Tavoni, Qualche idea su Dante, Il Mulino

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