Versilia. Dai palombari de “L’Artiglio” alla nascita 70 anni fa del “Bagno La Salute”. Festa di ferragosto. Storia di una famiglia della marineria viareggina

Versilia. Dai palombari de “L’Artiglio” alla nascita 70 anni fa del “Bagno La Salute”. Festa di ferragosto. Storia  di una famiglia della marineria viareggina

Versilia, una striscia di terra che si estende fino a Viareggio, comprende i territori dei comuni di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Seravezza, Stazzema, la conca di Camaiore. Una spiaggia immensa, dorata. Alle spalle della costiera, le Alpi Apuane, marmo pregiato ma anche fonte di tante disgrazie, della morte di cavatori, un monumento che li ricorda a Colonnata. Stazzema, la strage compiuta dai tedeschi in fuga, commemorata con una cerimonia.

Versilia che, in questi giorni ferragostani spera in una ripresa dal turismo, con gli stabilimenti balneari che promuovono feste sulla spiaggia, notti bianche. Insieme la protesta, la paura che da un momento all’altro questi stabilimenti, vista la sentenza della Corte europea, possano esser messi all’asta. Il governo ha assicurato che non ci saranno aste, verrà fatta una legge ad hoc. Ma i titolari delle attuali concessioni restano sul piede di guerra. Ti raccontano le loro storie, famiglie che pezzo per pezzo hanno trasformato arenili incolti, creando un patrimonio, un bene che era inutilizzato. Certo problemi ce ne sono, l’uso di un bene pubblico, il canone di affitto, l’accesso al mare. Ma non si risolvono con un’asta. Ne raccontiamo una, quella di una famiglia che faceva parte della marineria viareggina, calafati, pescatori, lavoratori dei cantieri dai quali uscivano barche di gran lusso, palombari che a bordo di una imbarcazione “L’Artiglio” hanno fatto la storia di uomini che andavano a recuperare tutto ciò che era possibile in navi affondate, i tesori che il mare non avrebbe mai restituito. Rese famosi questi uomini il recupero negli anni Trenta, del tesoro dell’Egypt. Le loro imprese sono narrate da Silvio Micheli, in “L’Artiglio ha confessato”, premiato con il “Viareggio”. Una storia di grandi imprese ma anche di tragedie del mare che videro la morte di equipaggi interi. Un monumento nel porto di Viareggio li ricorda uno per uno. Una Fondazione nel loro nome prende significative iniziative.

La morte di Giovanni Lenci, sommozzatore impegnato nei recuperi nelle acque  di Imperia

Uno di questi si chiamava Giovanni Lenci. Il 23 dicembre del 1943 i sommozzatori dell’Artiglio erano impegnati nelle acque di Imperia. Un bombardamento colpì l’imbarcazione. Il mare si prese la vita di questi uomini coraggiosi. Gli “eroi” dell’Artiglio venivano ricordati, ogni volta che qualcuno di loro perdeva la vita, c’era la guerra ed il rischio che l’imbarcazione venisse colpita  era ben presente. I media di  allora erano prodighi di elogi funebri, gerarchi fascisti spendevano parole di commozione e di esaltazione delle imprese di cui questi uomini erano capaci. Quando muore, Giovanni Lenci lascia la moglie con quattro figli. Non ci sono pensioni, solo una piccola assicurazione. Dimma Bargellini, la moglie anch’essa di famiglia facente parte della marineria viareggina, quella che si ritrovava in Darsena, non si perde d’animo. Investe la somma dell’assicurazione, gli viene rilasciata la concessione per l’uso di un arenile a Marina di Pietrasanta, località Fiumetto. Quando si recò a prendere possesso dell’arenile ebbe una brutta sorpresa. Si trattava di piccole dune di sabbia, con un po’ di vegetazione sparsa, tipica macchia mediterranea. Non si perde d’animo: “Ho spianato i ‘poggioni’ – raccontava ai primi clienti – così sono nate le  cabine, piano piano ha preso forma il ‘Bagno’. L’ho chiamato ‘La Salute’ in ricordo di mio marito che aveva perduto non solo la salute ma la vita”. Si trova al numero 36 di viale lungomare Roma, Marina di Pietrasanta.

Marco Lenci gestisce “La Salute”, punto di incontro della famiglia, capitano sulla tolda di una nave

Il nome scelto ha portato fortuna, insieme al lavoro di chi ha preso il posto di nonna Dimma, così la ricordano, il figlio Marco con la moglie Anna che gestiscono lo stabilimento, le nipoti Laura, Cristiana, Beatrice. Proprio per Ferragosto, la famiglia Lenci celebra 70 anni di gestione dello stabilimento. Un record, non hanno mai lasciato le redini di una attività che richiede molte doti, prima fra tutte quella di stabilire un rapporto di amicizia e di simpatia con i frequentatori. Tornano a “La Salute” ancora i primi clienti e le generazioni seguenti. Il “Bagno” è il punto di incontro della famiglia, sempre più folta con l’arrivo negli anni di generi, figli. Con loro ci sono i bagnini che tutelano la “sicurezza” dei bagnanti. Marco sembra il capitano sulla tolda di una nave, Anna, una favolosa cuoca che nutre la famiglia. Un lavoro che inizia già nei mesi di primavera per “scoprire” lo stabilimento messo in sicurezza per l’inverno e termina verso la fine di ottobre. La stagione chiude i battenti alla fine di settembre. Ma il lavoro non finisce mai. Le pratiche burocratiche, le autorizzazioni per qualsiasi cosa vuoi fare, Capitaneria di porto, Belle arti, Comune, tasse, assorbono tempo. Ma è essenziale che tutto sia in regola. Anche per fare una festa ci vuole il permesso. “La Salute” mette in campo due iniziative. Un singolare annuncio chiama ad una singolare serata. “Il galeone ha gettato le ancore davanti al bagno la Salute… vi aspettiamo sabato 13 agosto 2016 dalle ore 21.30 per l’arruolamento della ciurma!!!”. Si dice che sia la festa dei pirati. Poi la cena di ferragosto e la  notte sulla riva del mare per festeggiare il compleanno numero settanta. Quasi un primo saluto all’estate che si allontana, si pensa  già al nuovo anno. Auguri alla “ciurma” de “La Salute”.

L’attività balneare è il carburante che fa marciare la Versilia, anche se le difficoltà sono tante, la crisi economica pesa, i cantieri non sono più quelli di una volta, restano nomi famosi, ma il lavoro manca, le presenze dei bagnanti nel periodo estivo non sono quelle di una volta. Gli affitti delle case diminuiscono nei giorni, un mese è ormai un ricordo.

La Versilia del Carnevale, della cultura, il “Premio Viareggio”, il Festival Pucciniano

Nella sua storia è sempre stato il mare a far da traino alla Versilia, quella del Carnevale, della  sfilata dei carri ideati e costruiti da grandi artisti, del  Burlamacco, la maschera viareggina, festa di colori, coriandoli, ironia, satira contro i “poteri” e i “potenti”. Versilia è stata ed è tutt’ora meta di personalità del mondo della cultura. Per tutti citiamo Leonida Rèpaci promotore del Premio Letterario Viareggio che ha resistito al tempo e tante intemperie e lo scrittore Mario Tobino, lo psichiatra che opera nell’ospedale di Magliano di cui citiamo  una frase: “Viareggio in te sono nato e in te intendo morire”. Scrive un libro, “Le libere donne di Magliano” , le malate di mente, in tutte le loro dimensioni: in preda della loro pazzia e dei loro deliri ma in qualche modo anche della loro normalità. Un libro che entra a far parte della storia della letteratura italiana. In una frazione di Viareggio, Torre del Lago, che i viareggini doc non considerano Versilia, risuonano ancora le melodie di Giacomo Puccini, guardando il lago dove oggi sorge un grande teatro, una importante stagione lirica. Per non parlare della pittura, basta ricordare Lorenzo Viani, l’anarchico pittore degli emarginati o la scultura, con opere celebri che fanno mostra di sé a Pietrasanta, quelle  di Botero, mentre Moore si recava sulle Apuane a scegliere i blocchi di marmo. Ancora i locali celebri, la movida, dalla Capannina di Forte dei Marmi, il regno della famiglia Agnelli, che ospitò Marlene Dietrich alla Bussola di Bernardini, al primogenito “Caffè Margherita”, il regno estivo del bel canto con la folla che si assiepava sul viale a mare viareggino per ascoltare grandi cantanti, orchestre celebri, per seguire concerti, melodie che sembravano levarsi dal mare.

Il mare una risorsa da tutelare, lo sviluppo del turismo. La risorsa balneazione

Due o tre Versilie? Ci si potrebbe chiedere. Una, quella dei Marco Lenci, delle famiglie che gestiscono il mare, i palombari dell’Artiglio, i pescatori, chi vive del mare, le bettole in Darsena che ormai sono scomparse, del carnevale che rivive nei quartieri, un’altra quella scintillante, “Versilia Night”, le discoteche, il lusso in vendita nei negozi, le grandi marche, la calata dei russi che comprano alberghi. Ancora la Versilia della cultura, del Premio Viareggio, della grande musica, della “gente bene”, si fa per dire. No, la Versilia è una sola, un impasto di luci ed ombre, il mare con alle spalle le Apuane che, innevate brillano al sole. È quella dei Marco Lenci, di nonna Dimma che dal niente costruisce una importante attività nel settore della balneazione, la spina dorsale della Versilia, dei Giovanni Lenci, e con lui palombari che il mare si è portato via. I settanta anni de “La Salute” sono un segnale importante proprio mentre l’economia nazionale si trova ad affrontare una crisi  di cui non si vede la fine, la crescita non c’è. L’Italia ha una risorsa importante da sfruttare, il mare, un mare che ha bisogno di cure, di interventi contro l’inquinamento, di turismo degli italiani in primo luogo che richiede una politica di sviluppo. La balneazione è una risorsa. Cerchiamo di non sprecarla.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.