Un Paese di santi, eroi, navigatori e tiratori

Un Paese di santi, eroi, navigatori e tiratori

Questo nostro paese di santi, di poeti, di eroi e di navigatori, come recita la retorica patriottica, qualche volta si ricorda di essere anche un paese di tiratori.

Nella terza giornata olimpica di Rio, i tiratori italiani sono stati protagonisti e hanno vinto una medaglia d’oro e una d’argento. Un’altra giornata ricca, insomma, che fa lievitare la posizione italiana nel medagliere al secondo posto assoluto.

Gli attori delle ultime imprese italiani sono un fiorentino e un vercellese: il primo, Niccolò Campriani, specialista del tiro a segno; il secondo, Giovanni Pellielo, maestro del tiro a volo.

Il ventinovenne Campriani, che si divide, per lavoro e per studio, fra l’Italia e gli Stati Uniti (West Virginia), ha dominato la finale del tiro con la carabina da 10 metri, la specialità nella quale quattro anni fa a Londra era arrivato secondo. Questa volta ha fatto meglio. Approdato nella finale a otto con il miglior punteggio assoluto, ha avuto qualche passaggio a vuoto a metà delle ultime serie, poi si è ripreso con tiri precisissimi e ha distanziato il secondo classificato, l’ucraino Kulish, di un punto e mezzo (scarto notevole a quei livelli).

La nuova formula delle gare di tiro vuole che nella fasi finali, vengano completamente azzerati i risultati conseguiti nelle fasi eliminatorie. Campriani ha animatamente avversato, come altri tiratori, questa formula, che punisce la continuità di rendimento. Ma anche con questa discutibilissima formula, il tiratore fiorentino, era talmente superiore, che ha potuto prevalere, in ogni fase della lunga competizione su tutti gli avversari. 
E non è finita. Campriani – che è fidanzato con Petra Zublasing, la campionessa mondiale di tiro, purtroppo deludente l’altro giorno – è ora atteso da altre due prove, in una delle quali (la carabina da 50 metri in tre posizioni) quattro anni fa vinse la medaglia d’oro. Insomma, se tanto mi dà tanto, la festa non è finita.

Non è stata invece piena festa per il quarantaseienne vercellese Giovanni Pellielo, che nel tiro a volo, alla sua settima olimpiade, voleva finalmente la medaglia d’oro. Era già stato due volte medaglia d’argento, oltre che dieci volte campione del mondo. E’, per continuità di prestazioni, riconosciuto come il miglior tiratore del mondo. Ma ieri non è riuscito ad ottenere questo riconoscimento. Nella finalissima con il croato Glasnovic, è stato battuto allo spareggio.

Anche in questa gara di tiro, valgono le nuove regole, per le quali, in ogni fase del percorso si parte da zero. Così l’altro italiano Massimo Fabbrizi, che nella prima giornata era stato perfetto con 75 piattelli su 75, ieri è arrivato faticosamente alla finale a 6, con 118 piattelli su 125 e nel turno finale è stato il più falloso (4 errori) chiudendo dunque al sesto posto. E Giovanni Pellielo, che aveva dominato la seconda fase, colpendo 122 piattelli, se avesse potuto – come si faceva col vecchio regolamento – sommare questo punteggio a quelle della serie finale di 15 piattelli, ora lo festeggeremmo medaglia d’oro. Invece, ha dovuto disputare la finalissima a due con Glasnovic, che nelle eliminatorie aveva colpito due bersagli in meno, ma che nella serie conclusiva ha fatto l’en plein: 15 su 15. Battaglia colpo su colpo nella finalissima a due ed esito in parità: 13 su 13. A quel punto l’oro si giocava col cosiddetto shut off: un tiro a testa, fino a che uno dei due non avesse sbagliato. E ha sbagliato purtroppo, al quarto turno, il nostro Pellielo, per la terza volta medaglia d’argento olimpica.

Gli eroi del tiro hanno monopolizzato l’attenzione in questa terza giornata. Ma è stata anche la giornata di Federica Pellegrini, scesa in piscina nella sua gara preferita, i 200 stile libero. La portabandiera italiana ha vinto facilmente la sua batteria, ma in un’altra batteria l’americana Ledecky, reduce dal trionfo nei 400 metri, ha nuotato a ritmi che temiamo siano attualmente proibitivi per Federica. Il podio comunque è alla sua portata.

Nella piscina della pallanuoto, vittoria del settebello italiano sulla Francia per 11-8, mentre le pallavoliste, dopo quella con la Serbia, hanno subito un nuovo 0-3: questa volta dalle fortissime cinesi.

Placatosi il vento, sono riprese le prove remiere: è piaciuto moltissimo il 4 senza, che ha nettamente vinto la sua batteria.

Meno agevole del previsto, la vittoria sul tunisino Chaktami del massimo Clemente Russo, l’unico dei nostri pugili che abbia ragionevoli speranze di podio.

Molto bene nello slalom kayak i due rappresentati italiani: Giovanni De Gennaro ha vinto la prima eliminatoria e si è classificato nono nella seconda: solo lo slovacco Grigar ha fatto meglio di lui per un’inezia, 58 centesimi; e Stefanie Horn (tedesca, di nazionalità italiana acquisita), dopo un settimo posto nella prima, ha vinto la seconda. Nel computo complessivo dei tempi, è al secondo posto, dietro la neozelandese Luuka Jones.

E oggi? Grande attesa per la finale dei 200 stile libero della Pellegrini. Ma attenzione allo slalom kayak: potremmo avere grosse soddisfazioni.

 

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